23/03/2024
«Fabrizio seminava i prati a mano. L'orto l'ha pensato lui e l'ha seminato insieme a me. Il primo anno dell'orto, abbiamo raccolto patate, peperoni, pomodori enormi di ottocento grammi l'uno, angurie giganti.
Il giardiniere dell'Agnata, che era un perito agrario, aveva portato a Fabri le piantine di pomodori e i semi. Una volta, abbiamo raccolto un'anguria di diciotto chili. Fabrizio e Dori l'hanno caricata in macchina e l'hanno portata a Milano.
Sul trattore, Fabrizio era salito poche volte, ma non era pratico. Non era facile salire sul trattore. Con Fabri, abbiamo registrato anche un filmato, per divertirci, dove Fabrizio dà da mangiare alle mucche. Poi, sale sul trattore, mentre io sto buttando il fieno dal carrello. Nel filmato, ci siamo anche scambiate le parti. Prima, io butto il fieno, poi, lo fa Fabrizio. Prima, butto io il fieno e lui sul trattore e, dopo, Fabrizio sta sul carrello e io sul trattore.
Ci divertivamo molto insieme. Bevevamo insieme, soprattutto di sera. Fabri non beveva vino come lo bevevo io. Lui preferiva il whisky. Mentre mangiavamo, Fabri beveva qualche bicchiere di vino, ma non lo digeriva. Mi si mette sopra lo stomaco, diceva. Non riesco a digerirlo. Il whisky è più facile da digerire. È secco. Il vino, invece, è più corposo.
Io conosco certi aspetti di Fabrizio che non conosce nessuno. Ho passato con lui anni di gioia, di scherzi, di giochi. Con me, Fabrizio non aveva problemi a essere sé stesso. Si lasciava andare, anche facendo delle cazzate insieme. Penso di essere stato vicino a Fabrizio come nessun altro amico. Fra noi, che eravamo compagni e fratelli, c'è stata una confidenza unica, speciale.
Fabrizio era fragile. Io ero forte. Quante volte, gli ho detto: «Non ti preoccupare. Vedrai che andrà tutto bene». Fabrizio si tranquillizzava solo un po', perché pensava sempre al peggio per qualunque stupidaggine».
Dal libro, "Fratello senza peccato - Filippo Mariotti, fattore dell'Agnata, racconta l'amico fragile Fabrizio De André" - Paolo Sorba Editore.