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Una finestra nel passato.!! riqualificazione muro a vista ex basilica romana
29/11/2023

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Le coperture inclinate ventilate godono del cosiddetto “effetto camino” per assicurare una sufficiente evacuazione dell’umidità in inverno sotto lo strato principale di tenuta all’acqua ed aumentare la dissipazione termica convettiva in estate

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04/10/2020

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22/08/2020

SI FA PRESTO A DIRE SUPERBONUS DEL 110%. Ma gli esperti del settore sanno che tra pensare di ristrutturare casa e farsela pagare dallo Stato c’è un mare di ostacoli. Il primo è quello economico. Il decreto rilancio convertito in legge lo scorso luglio prevede tre modalità di rimborso per il cittadino che può accedere al Bonus. La prima, quella classica, è la detrazione dalle imposte in 5 anni. Quindi il cittadino paga i lavori e viene rimborsato con 110% di quello che ha speso con detrazioni fiscali. Ma se non si vogliono ti**re fuori i soldi subito oppure se non si ha sufficiente capienza fiscale, cioè non si pagano abbastanza tasse per ottenere indietro tutta la somma, la norma prevede la possibilità di cedere il credito fiscale maturato a banche o finanziarie o di chiedere lo sconto in fattura di tutto l’importo dei lavori all’impresa che realizza i lavori e che penserà poi ci a riscuotere il credito pari al 110% dell’importo o a cederlo a sua volta. L’ultima opzione viene vista come il fumo negli occhi dalle imprese : «Se qualcuno mi chiede lo sconto in fattura rispondo di cercare chi è più bravo di me. L’impresa non ha spesso le spalle finanziariamente abbastanza forti per accollarsi il credito fiscale. Basta considerare che ci sono molti passaggi burocratici e che l’Enea, che deve dare il via libera all’agevolazione, risponde con tempi lunghi: dai 6 mesi all’anno dopo la fine dei lavori. Molti condomini in questo periodo stanno pensando di affidarsi a imprese che facciano da general contractor, cioè che svolgano in proprio o tramite altri in subappalto i lavori e poi facciano lo sconto in fattura, ma ci vogliono dimensioni importanti». L’Agenzia delle Entrate l’8 agosto ha diramato una circolare per spiegare che la cessione del credito sarà possibile a partire dal 15 ottobre. Il tempo massimo invece è il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sostiene la spesa dei lavori.

Visto che si ratta di importi anche importanti la legge prevede che la cessione del credito da parte del committente sia possibile anche ad avanzamento lavori, per la precisione è possibile un primo step al 30% e un secondo al 60% dei lavori. Al momento della cessione del credito le banche richiederanno certificazioni e asseverazioni sulla quantità di lavori svolti e sul rispetto del progetto iniziale e sull’effettivo miglioramento della classe energetica dell’immobile.

Le banche si stanno già organizzando. Sia quelle grandi che pubblicizzano sui loro siti la possibilità di acquistare il credito di imposta maturato grazie al Superbonus, sia gli istituti di credito "territoriali" che hanno avviato una campagna di informazione sui loro siti invitando chi ha intenzione di chiedere la cessione del credito ad andare in banca.

Unicredit ha già formalizzato un’offerta generalizzata. La banca si offre di acquistare il credito dal privato committente versandogli il 102% dell’importo dei lavori. Ovvero pagherebbe 102 euro ogni euro di lavori. In questo caso alla banca resterebbe l’8% per remunerare il tempo di incasso e l’eventuale rischio che comunque sarebbe coperto da assicurazione. Qualora fosse l’impresa che volesse cedere il credito alla banca dopo aver fatto lo sconto in fattura, Unicredit pagherebbe 100 euro ogni 110 di credito. Facendo un esempio, se un residente in un condominio, abbia costi a suo carico di 24 mila euro per lavori di miglioramento energetico. Qualora decidesse di beneficiare dell’ecobonus personalmente avrebbe a disposizione un credito, da utilizzare sotto forma di detrazione Irpef, di 26.400 euro spalmati in cinque anni (con rate annuali di 5.280 euro). Se invece volesse cedere il credito, Unicredit si dichiara pronta ad acquistarlo a 102 euro ogni spesi. In pratica, colui che cede il credito avrà subito 24.480 euro, rientrando della spesa e guadagnando 480 euro. La banca mette a disposizione anche una linea di credito per pagare i primi costi a un tasso del 2,75%. Anche per l’impresa può chiedere un finanziamento ponte, ma in questo caso il tasso d’interesse è fissato al 6,75%.

07/06/2020

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