Studio TermoTecnico Zero Energia - Comfort e risparmio energetico

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Studio TermoTecnico Zero Energia - Comfort e risparmio energetico TermoTecnico, Progettista Certificato PassivHaus, Consulente Alta Efficienza Energetica Edifici, Progettista Esperto in Ponti Termici www.studiozeroenergia.com

27/08/2026

Bonus ristrutturazioni, i casi particolari in cui i lavori sono detraibili
Collabenti, cambio d’uso, demolizione e ricostruzione, box, amianto e barriere architettoniche: quali condizioni devono essere rispettate

Un consiglio sui consigliRicordate sempre una cosa: un parere tecnico che non può essere messo per iscritto, e possibilm...
27/08/2026

Un consiglio sui consigli

Ricordate sempre una cosa: un parere tecnico che non può essere messo per iscritto, e possibilmente timbrato e firmato, ha un valore pressoché nullo.

Non perché chi lo esprime non sia competente o non abbia ragione, ma perché un parere, se non è accompagnato dalla responsabilità di chi lo formula, rimane semplicemente un’opinione.
Il valore di quella opinione sarà quindi quello che noi decidiamo di attribuirgli sulla base della competenza, dell’esperienza e della professionalità di chi la esprime. Nulla di più, nulla di meno. Ovviamente vale anche per me.

Da qui un piccolo consiglio professionale, quando vi trovate ad affrontare dei lavori edili: quando una questione è tecnicamente rilevante, provate ad accettare come “pareri” solo quelli che chi li esprime è disposto, e può, mettere per iscritto e firmare.

Fate una prova, la prossima volta chiedete:
“Va bene. Me lo può mettere per iscritto e firmare?”

Non avete idea di quanta gente soffre di borsite al posto!

Piscina di Iolo: ufficiale la revoca dei 6,5 milioni di euro del PNRR a causa dei ritardi, con il Comune costretto a res...
27/08/2026

Piscina di Iolo: ufficiale la revoca dei 6,5 milioni di euro del PNRR a causa dei ritardi, con il Comune costretto a restituire anche la quota già incassata.

Chiunque abbia vissuto sulla propria pelle le tempistiche e la burocrazia legate al PNRR probabilmente non rimarrà particolarmente stupito da questa notizia. E temo che non sarà l’unico caso.

Al di là del singolo progetto, credo che dal PNRR dovremmo trarre una lezione importante: senza programmazione e idee e le risorse non bastano.

Abbiamo concentrato in pochi anni una quantità enorme di risorse, chiedendo a enti e territori di progettare, affidare e realizzare opere in tempi spesso strettissimi, senza sempre avere avuto il tempo necessario per chiederci una cosa fondamentale: di cosa abbiamo realmente bisogno?

Il paradosso è che ci siamo trovati nella condizione in cui, per politica e territorio, sembrava quasi necessario “spendere” le risorse disponibili, perché perderle appariva come un fallimento.

Forse però tra qualche anno scopriremo che una parte di ciò che abbiamo realizzato non era poi così necessaria, prioritaria o, soprattutto, sostenibile nel lungo periodo.

Le risorse sono importanti. Ma prima ancora delle risorse servono visione, programmazione e capacità di scegliere le priorità.

Perché spendere non è necessariamente investire.

Salubrità abitativa, quasi 10 milioni di italiani vivono in case con problemi di umiditàUn'analisi su dati ISTAT evidenz...
14/08/2026

Salubrità abitativa, quasi 10 milioni di italiani vivono in case con problemi di umidità
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03/08/2026

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Le prescrizioni per migliorare la prestazione energetica coinvolgono non solo le nuove costruzioni ma anche ristrutturazioni e impianti

La DE-PERSONALIZZAZIONE dell'ediliziaPrendo spunto dalla notizia del sequestro di beni di lusso dopo il crack di Facile ...
21/07/2026

La DE-PERSONALIZZAZIONE dell'edilizia

Prendo spunto dalla notizia del sequestro di beni di lusso dopo il crack di Facile Ristrutturare per condividere una riflessione più ampia. Il mondo post-Covid sta cambiando a una velocità impressionante. Tra globalizzazione, tecnologia ed economie di scala stiamo assistendo a una progressiva depersonalizzazione dei servizi.

Fateci caso: parlare con una persona in carne e ossa per la banca, la compagnia telefonica o l'assistenza della caldaia è diventato sempre più difficile. Sempre più spesso ci interfacciamo con marchi, piattaforme, call center, procedure. I volti spariscono.

Questo fenomeno sta interessando anche l'edilizia. Nascono realtà sempre più grandi che propongono servizi standardizzati anche per interventi che, in realtà, hanno ben poco di standard. Per chi lavora nel settore è evidente: ogni edificio è una storia a sé, con problemi, criticità e soluzioni proprie.

Parallelamente mi sembra stia cambiando anche il nostro rapporto con il lavoro. Sempre meno valore viene attribuito al contributo che il nostro lavoro offre alla collettività e sempre più al tenore di vita che quel lavoro ci consente di raggiungere. È un cambiamento culturale profondo.

La combinazione tra depersonalizzazione e perdita del senso di responsabilità è un mix a mio vedere letale.

Finché tutto funziona, il sistema sembra perfetto. Ma quando arrivano problemi, decisioni difficili o responsabilità da assumersi, emerge la differenza tra un'organizzazione e le persone che ne fanno parte.

Non è una critica alle grandi aziende o alle nuove tecnologie. Sono strumenti straordinari. Ma credo che nell'edilizia non dovremmo mai dimenticare una cosa: dietro ogni progetto, ogni firma e ogni decisione ci sono persone e sono quelle che fanno la differenza.

Nei prossimi anni, con la fine della stagione dei bonus e un contesto economico sempre più complesso, saremo chiamati a fare scelte sempre più difficili.

Io, nel dubbio, continuerò a scegliere e ad affidarmi a persone di cui conosco il volto, la storia e il senso di responsabilità a prescindere dall'entità di cui fanno parte. Perché, soprattutto quando le cose si complicano, sono le persone a fare la differenza.

La depersonalizzazione dell'edilizia

Prendo spunto dalla notizia del sequestro di beni di lusso dopo il crack di Facile Ristrutturare per condividere una riflessione più ampia. Il mondo post-Covid sta cambiando a una velocità impressionante. Tra globalizzazione, tecnologia ed economie di scala stiamo assistendo a una progressiva depersonalizzazione dei servizi.

Fateci caso: parlare con una persona in carne e ossa per la banca, la compagnia telefonica o l'assistenza della caldaia è diventato sempre più difficile. Sempre più spesso ci interfacciamo con marchi, piattaforme, call center, procedure. I volti spariscono.

Questo fenomeno sta interessando anche l'edilizia. Nascono realtà sempre più grandi che propongono servizi standardizzati anche per interventi che, in realtà, hanno ben poco di standard. Per chi lavora nel settore è evidente: ogni edificio è una storia a sé, con problemi, criticità e soluzioni proprie.

Parallelamente mi sembra stia cambiando anche il nostro rapporto con il lavoro. Sempre meno valore viene attribuito al contributo che il nostro lavoro offre alla collettività e sempre più al tenore di vita che quel lavoro ci consente di raggiungere. È un cambiamento culturale profondo.

La combinazione tra depersonalizzazione e perdita del senso di responsabilità è un mix a mio vedere letale.

Finché tutto funziona, il sistema sembra perfetto. Ma quando arrivano problemi, decisioni difficili o responsabilità da assumersi, emerge la differenza tra un'organizzazione e le persone che ne fanno parte.

Non è una critica alle grandi aziende o alle nuove tecnologie. Sono strumenti straordinari. Ma credo che nell'edilizia non dovremmo mai dimenticare una cosa: dietro ogni progetto, ogni firma e ogni decisione ci sono persone e sono quelle che fanno la differenza.

Nei prossimi anni, con la fine della stagione dei bonus e un contesto economico sempre più complesso, saremo chiamati a fare scelte sempre più difficili.

Io, nel dubbio, continuerò a scegliere e ad affidarmi a persone di cui conosco il volto, la storia e il senso di responsabilità a prescindere dall'entità di cui fanno parte. Perché, soprattutto quando le cose si complicano, sono le persone a fare la differenza.

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