01/09/2026
Seguo la questione "Fiume Sarno" dal 2013 ed in tutti questi anni l'ho guardata da più punti di vista.
- Membro della Commissione territoriale Agro Nocerino Sarnese dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Salerno, in seno alla quale ho coordinato il gruppo di lavoro "Grande Progetto Fiume Sarno" da cui nacque uno studio che fu presentato all'allora Assessore Regionale Edoardo Cosenza
- membro di associazioni ambientaliste
- Consulente tecnico per il Consorzio di Bonifica del Comprensorio del Sarno
- Perito della Procura della Repubblica
- Consulente prima e Assessore tecnico poi del Comune di Nocera Inferiore (grazie alla lungimiranza e sensibilità di Manlio Torquato )
La situazione è complessa e senza una regia di coordinamento, sia lato lavori per la mitigazione del rischio idrogeologico, sia lato tutela e valorizzazione ambientale, è decisamente impossibile che risultati tangibili possano essere raggiunti.
Leggo con piacere che l'iniziativa mediatica del deputato Borrelli ha dato nuovo impulso sul territorio a controlli e conferenze di servizi (https://www.facebook.com/share/p/19LGxzjdjY/).
Ben venga.
I Sindaci fanno appello alla Regione, ma ci sono compiti e responsabilità che partono proprio da loro (i controlli, ad esempio), quanti possono rendicontare una sistematica attività di controllo?
A proposito, per non dimenticare ⤵️
https://www.ottopagine.it/sa/daicomuni/258727/nocera-incontro-con-vertici-gori-su-scarichi-illeciti-e-secondo-lotto-fognario.shtml
Qui alcune delle proposte che già nel 2018 presentai all'allora Ministro Costa, e che ritengo più che mai attuali.
In sintesi, servono:
👀una visione di insieme
🧩un coordinamento delle pluralità di competenze di enti, istituzioni e organismi di controllo: le competenze nel controllo della Polizia Giudiziaria, ad esempio, non possono essere territoriali. Il passaggio ad altri dell'indagine fa perdere tempo prezioso per la tutela dell'ambiente e per l'efficacia dell'indagine stessa
👮♂️creazione di uffici dedicati ai reati ambientali (ovvero potenziamento) presso le Procure per evitare alta incidenza dei tempi e quindi possibilità di prescrizione
💻Tecnologie per la gestione dei dati e dei controlli che devono essere accessibili agli organismi di controllo a livello di bacino del Sarno
👮♂️ i Comuni devono pianificare e svolgere i controlli documentali e di campo sulle autorizzazioni e qualità degli scarichi.
Uno scarico non abusivo non è detto che non stia inquinando 😤
E per il Sarno, per la sua bonifica ambientale ed idraulica, occorre partire dalle occupazioni abusive, spesso anche depositi incontrollati di rifiuti, officine ecc.
E' indispensabile ripensare il Grande Progetto Fiume Sarno in chiave ambientalmente sostenibile valutandone l'efficacia a seguito della sostituzione di interventi infrastrutturali con: delocalizzazione dei fabbricati, risagomatura degli alvei con attività di dragaggio a favore della quale realizzare impianti per la preparazione al riutilizzo del materiale dragato (utile anche per la manutenzione dell'opera) ecc.
Studiare possibilità di riutilizzo dei fanghi di dragaggio che attualmente vengono smaltiti come rifiuto, ma in mancanza di risorse vengono abbandonati lungo gli argini del fiume costituendo pericolo in quanto opere non realizzate in assenza di pareri dell'Autorità di Bacino e in mancanza del rispetto delle norme sulla progettazione geotecnica e che, quindi, possono rappresentare grave pregiudizio in caso di evento sismico e/o di instabilizzazione dell'argine.
C'è tanto da fare, servono le migliori competenze e le più salde volontà politiche.
Non slogan.
(foto di repertorio scattata in occasione di un sorvolo con i NOE di Salerno, proprio sul Bacino, alla ricerca di scarichi).