20/12/2025
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗹𝗮𝗺𝗽𝗮𝗱𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
"A me m’ha sempre colpito questa faccenda degli oggetti che restano". Stanno lì immobili mentre tutto intorno si disfa.
In mezzo a una foresta di puntelli che cresce accanto, mentre il giardino avanza e si riprende la scena, le pareti scompaiono, gli intonaci si arrendono, gli strati antichi riaffiorano.
Mentre tutto è precario e sospeso perché tutto inizia a cambiare, loro restano al proprio posto anche in assenza di ciò che attorno gli dava un senso.
Non hanno alcuna fretta di andare via,
forse per curiosità, forse per fedeltà,
o forse solo perché a furia di abitare quei luoghi hanno imparato ad attraversare il mutamento senza smarrirsi, loro restano mentre tutto cambia e non arretrano mentre il futuro prende forma.
È un gesto di il loro, questo “sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e, nel contempo, da rigenerare radicalmente.”
Ogni oggetto tenace ci ricorda che in ogni trasformazione c’è sempre un cuore antico che resiste ed inizia a ba***re al ritmo del futuro.