17/06/2026
Giugno è arrivato, senza accorgercene, tra il lavoro, il caos delle città e la vita di tutti i giorni. Sei a casa, stai preparando la cena e parte “Fiori rosa, fiori di pesco” su Spotify, ti ritrovi catapultato nei tuoi 12 anni, a casa dei nonni al mare, nei primi giorni di giugno. La scuola era appena finita e i tuoi genitori ti hanno portato dai nonni, in Sud Italia, per trascorrere le vacanze estive.
Le stanze hanno soffitti alti, le lenzuola sono di un lino fresco e profumato di Marsiglia, la sera fa più fresco e si dorme con le ante della finestra leggermente socchiuse, quel tanto da far entrare la brezza senza però avere freddo. Nonna accende la radio prima di andare a dormire, mentre in camera da letto il nonno finisce un cruciverba e fuma l’ultima sigaretta. Dal corridoio la senti e ti addormenti con le note di “Un’estate fa” di Franco Califano.
La mattina ti svegli ed è tutto silente. La nonna prepara la colazione e tu ti chiedi per quale motivo tutti si sveglino così presto visto che siete in vacanza, ma ti fa piacere non perdere troppo tempo. Vai in bagno e ti lavi i denti: c’è la stessa vasca di quando tua madre era bambina, la stessa vasca di quando fai il bagno e, immergendo la testa nell’acqua, senti al piano di sotto le voci e la musica che provengono dal salone, come la canzone preferita dalla nonna, “La voglia, la pazzia” di Ornella Vanoni.
Le cose sono rimaste ferme nel tempo, eppure non sono logore. Apprezzi la sensazione delle mattonelle fredde sotto i piedi, che mantengono sempre quell’odore di candeggina, vissuto e pulito.
Vai al mare con il nonno, Nonna resta a casa a cucinare, non ama il sole delle ore troppo calde. Tornate dal mare e il pranzo è pronto. La nonna ti dice di andare subito a farti la doccia e di fare veloce. Apri la doccia che tuo nonno ha montato all’esterno della casa: un semplice telefono da bagno, un unico sapone per capelli e corpo. L’acqua è gelida, ma ti fa piacere sentire il fresco sopra la bruciatura, il sale va via, ti senti fresco e pulito.
Ti asciughi al volo. Tua nonna ha fatto uno spaghetto con i pachino, aglio e basilico, com’è possibile che i suoi venissero così profumati, a te non riesce mai.
In sottofondo suona “Dolcenera” di De André, che senti dalla radio a singhiozzi.
Quella casa porta ancora oggi il tuo cuore. Anche ora che sei grande e accendi Spotify per rifocalizzare quelle mura e quegli odori.
Per questo, se ti va, noi di Domidea stiamo creando delle playlist che ci facciano tornare a quei momenti, in quei luoghi, nelle case e negli stili che abbiamo abitato.
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