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Buongiorno a tutti, credo sia giunto il momento di ricominciare le nostre interessanti discussioni.Parto con una foto, g...
24/08/2015

Buongiorno a tutti, credo sia giunto il momento di ricominciare le nostre interessanti discussioni.
Parto con una foto, gentilmente concessa da un amico impegnato con l’incarico di CP team leader a Maiduguri, in Nigeria.
Abbino questa particolare fotografia ad una frase, non mia e della quale non ricordo esattamente la “paternità” che racchiude, in sintesi, il motivo per cui il professionista in foto indossa quel determinato e significativo abito: “preparati un piano…o entrerai in quello di qualcun altro”.
Dedico la ripresa delle nostre discussioni a tutti quelli che sono convinti ancora che per svolgere il “Mestiere della Protezione” sia prioritaria e fondamentale una preziosa ed accessoriata tactical jacket e la capacità di fare capriole prima di sparare….
Amici miei, a voi la parola.
GP

11/04/2015

“We provide world class risk management, HS&E and medical support globally to clients operating in challenging environments

https://www.youtube.com/watch?v=sfB835Yrw4I
08/04/2015

https://www.youtube.com/watch?v=sfB835Yrw4I

Alla presenza di un pubblico numeroso e molto attento si è svolta il 27 marzo, presso la libreria Feltrinelli di Pescara, la presentazione del libro "Open So...

25/03/2015

E' stato arrestato oggi, nell'ambito dell'operazione antiterrorismo della Polizia di Stato, il "letterato" del Califfo, ventenne italiano di origine marocchina presunto autore del documento di propaganda dell'Isis, un testo di 64 pagine interamente in italiano, apparso di recente sul web. Il documento si intitola "Lo stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare".

http://www.rainews.it/…/Isis-italia-cellula-reclutamento-25…
Isis, la polizia smantella cellula di reclutamento in Italia
La struttura operava nel nostro Paese e nei Balcani. Arresti a Torino e in Albania, indagine durata due anni
rainews.it

04/03/2015

Ho letto l’opuscolo dell’IS, in italiano, intitolato “Lo Stato Islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare”, potete trovarlo qui:

http://www.adnkronos.com/r/Pub/AdnKronos/Assets/PDF/LoStatoIslamicoPDF.pdf

Contiene indicazioni sul funzionamento dello stato islamico e l’appello a tutti i credenti per un impegno in suo favore. Leggerlo è utile per comprendere meglio il fenomeno e non significa aumentarne il valore o propagandarlo.

Mi ha colpito molto questo passaggio di pag. 34:

“Finalmente i Musulmani sinceri hanno la possibilità di essere un "mattoncino" che compone la società che segue il Corano e la Sunnah, abbandonando quella parte del mondo dove i valori vengono a mancare, una società dove la creazione viene adorata all'infuori del Creatore”

È molto utile, lo trovo una “sveglia” efficace per l’Intelligence per chi non ha ancora capito l’entità del problema.

Parliamoci chiaro: AL QAEDA ha rappresentato per i molti musulami radicalizzati che hanno risposto alla sua chiamata un miraggio, un sogno terminato con il risveglio nei bunker all’interno delle montagne afghane…nulla di più. Lo STATO ISLAMICO rappresenta la realizzazione del loro sogno.
Per noi rappresenta la realizzazione di un incubo.

Per InFormare... vi consiglio di visionare questo studio della Stanford University - "Mapping Militant Organizations" - ...
23/01/2015

Per InFormare... vi consiglio di visionare questo studio della Stanford University - "Mapping Militant Organizations" - molto utile... buona lettura http://web.stanford.edu/group/mappingmilitants/cgi-bin/

This research project traces the evolution of militant organizations and the interactions that develop between them over time. Findings are presented in interactive “maps,” which provide both (1) visual representations of how relationships among militant organizations change over time and (2) links…

08/01/2015

“Je suis Charlie”, così come sono Franck, l’unico agente addetto alla protezione del direttore del giornale e Ahmed, poliziotto ferito e giustiziato per la strada.
Da ieri non riesco a pensare ad altro se non a quello che è successo. Considero l’attentato di Parigi un punto di svolta, un cambiamento dal quale, pur volendolo con tutte le nostre forze, non abbiamo la possibilità di sottrarci.
Alcune considerazioni.
È stato dato tanto rilievo all’addestramento militare dimostrato dagli attentatori. Non mi sembra proprio. Nel video che termina con la morte del poliziotto Ahmed Merabet, vediamo due soggetti che incrociano le linee di tiro, ripiegano senza guardarsi le spalle, uno tiene l’AK per l’impugnatura penzoloni, mentre corre, con il rischio di spararsi sui piedi. Non così tanto addestramento dopotutto, forse appena quello che viene dato in certi campi (così come raccontato dai diretti protagonisti in altri episodi) anche a soggetti che poi non combatteranno mai: questo è un fucile AK, da qui spara, qui si impugna, qui si alimenta, qui si arma, non invertire l’ordine perché non otterrai lo stesso risultato; Inshallah!
Tanto rilievo viene dato alla necessità di bloccare gli sbarchi dei clandestini. Gli attentatori di Parigi sono musulmani, di origine algerina ma F R A N C E S I.
Questi due aspetti, tanto ricorrenti, viaggiano insieme: in verità per noi è meglio pensare che siamo stati attaccati da barbuti ed invincibili guerrieri Assiri, sbarcati di notte, piuttosto che dal fornaio o dallo studente con il quale prendiamo l’autobus la mattina. Se ci convinciamo che siamo stati attaccati da un Rambo musulmano siamo più tranquilli, quanti ce ne possono essere ancora? Due o tre? Riusciamo ad arginarli e controllarli. Che l’arma sia stata impugnata da un mezzo guerriero, anche se pieno di determinazione all’assassinio ci terrorizza. Così come non accettiamo, nel nostro intimo, l’idea che gli assassini non sono sbarcati o non sono stati paracadutati, ma vivono nel nostro quartiere.
E questo ci terrorizza perché è la realizzazione dei nostri incubi peggiori: il nemico non è alla porta…è già seduto sul nostro divano.
La cosa che più ci spaventa è ammettere che sia un cancro senza cura. Siamo abituati al terrorismo, con quello clandestino autoctono ci siamo cresciuti insieme, abbiamo anche imparato a dominare quello straniero degli anni 80 e 90. Focolai tumorali curabili. Prima di tutto, il popolo coeso ha espulso il male, identificato in pochi soggetti, rispetto alla moltitudine delle persone sane che lo hanno considerato nella maniera più giusta: un cancro.
Ora è cambiato tutto, per questo male non abbiamo la cura e non sappiamo nemmeno se abbiamo la capacità di orientare la ricerca per la nuova “medicina”.
Umberto Eco ha affermato che l’azione di Parigi ha voluto colpire la satira perché ci permette di ridere, perché la risata sconfigge la paura, il frutto del terrorismo. Purtroppo non è così. Sarebbe più rassicurante dare all’attacco di Parigi un significato più profondo. Un significato che non ha. È spaventoso considerare la strage dei disegnatori per quello che è: una semplice vendetta all’offesa portata alla religione. All’azione (la satira normale nel nostro mondo) corrisponde la reazione di vendetta. Questo è il significato: alzate la testa, dateci fastidio, e questa è la punizione.
Io ancora la forza per difendere ciò in cui credo, per osservare il cancro e per dare il mio contributo per trovare la cura, ma ho due bambine piccole ed ho paura per il loro futuro.
In bocca al lupo.

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