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11 scienziati americani morti o svaniti | Butac - Bufale Un Tanto Al Chilo
22/04/2026

11 scienziati americani morti o svaniti | Butac - Bufale Un Tanto Al Chilo

11 scienziati americani morti o svaniti. Combattiamo la false informazioni veicolate online, sui giornali e in televisione. Scopri di più su Butac.it.

Così non potrete più dire "non ho tempo"
16/04/2026

Così non potrete più dire "non ho tempo"

Carlo Rovelli sostiene che il tempo non esiste come variabile fondamentale della fisica

Un post lungo ma che vale la pena leggerlo ...

La tesi di Carlo Rovelli, esposta in particolare nel libro L'ordine del tempo, si basa su un dato sorprendente: nelle equazioni che descrivono l'universo alla scala più elementare, il tempo è assente. Questa scomparsa dalle formule della fisica moderna rappresenta un vero e proprio "sconvolgimento delle nostre intuizioni"

Perché il tempo sfalda nella fisica

La visione del tempo come un flusso unico, universale e indipendente è un'illusione che nasce dalla nostra esperienza quotidiana. Rovelli spiega che questa idea viene smontata pezzo per pezzo dalla fisica del XX e XXI secolo.

Secondo la teoria della relatività di Einstein, il tempo non scorre allo stesso modo per tutti. Più si è vicini a una massa gravitazionale (come la Terra), più il tempo rallenta. Di conseguenza, il tempo scorre più veloce in montagna che in pianura e rallenta per le cose in movimento. L'idea di un presente esteso all'intero cosmo è priva di significato. Il qui e ora per me può non coincidere con il qui e ora per un osservatore molto lontano o in movimento relativo. A livello quantistico, la distinzione netta tra passato e futuro tende a sfumare, rendendo la freccia del tempo meno rigida di quanto sembri. La fisica contemporanea non ha bisogno di un metronomo cosmico universale per funzionare.

La fisica fondamentale è un mondo s enza tempo

Rovelli è uno dei principali artefici della gravità quantistica a loop, una delle teorie più promettenti per unificare la relatività generale con la meccanica quantistica. È proprio nell'ambito di questa teoria che l'assenza del tempo diventa un principio cardine: "Se, infatti, uno dei risultati della gravità a loop è che, a livello fondamentale, il tempo non ha alcun significato speciale rispetto alle altre dimensioni spaziali (concetto che viene riassunto da Rovelli con il tempo non esiste)...". In questo quadro, la realtà non è fatta di cose che persistono nel tempo, ma di "eventi" in continua interazione. La fisica, a questo livello fondamentale, descrive le relazioni tra questi eventi, non la loro evoluzione in un ipotetico flusso temporale. La famosa equazione di Wheeler-DeWitt, che tenta di descrivere l'intero universo, è un esempio di equazione fondamentale che può essere scritta senza alcun riferimento al tempo.

L'Emergenza del tempo come nasce la nostra percezione

Se il tempo non esiste nel mondo microscopico, come mai noi lo percepiamo in modo così vivido? Rovelli risponde che il tempo è una proprietà emergente, che appare solo quando consideriamo i sistemi a un livello macroscopico, come il nostro. Come sottolinea in un'intervista: "Per capire il tempo, non basta la fisica in senso stretto. Il tempo riguarda la termodinamica, la biologia, la psicologia, il nostro cervello...". Gli ingredienti principali che danno vita alla nostra sensazione del tempo sono:

Termodinamica ed entropia: La "freccia del tempo" (la differenza tra passato e futuro) non è una legge fondamentale, ma deriva da una legge statistica: l'entropia (il disordine di un sistema) tende ad aumentare. Percepiamo il tempo che scorre perché ricordiamo il passato (un universo più ordinato) e immaginiamo il futuro (un universo più disordinato).

Termalizzazione e informazione: La nostra percezione del tempo è legata ai processi termici e allo scambio di informazioni con l'ambiente. L'ignoranza dei dettagli microscopici di un sistema fa sì che, a livello macroscopico, osserviamo un comportamento irreversibile, che identifichiamo come "tempo".

La mente e la memoria: La nostra impressione di un "flusso" del tempo è, in ultima analisi, un prodotto del nostro cervello, che organizza gli eventi sulla base della memoria e delle aspettative.

Il sgnificato filosofico e quotidiano di tempo fisico

Questa visione non è sterile ma apre a profonde implicazioni filosofiche e umane. Un mondo senza un tempo fondamentale non è statico, anzi è un mondo in cui il cambiamento è ubiquo e caotico, non ordinato da un Padre Tempo che mette ogni evento in una fila ordinata. Rovelli ironizza dicendo che la realtà, senza un tempo assoluto, assomiglia più a Napoli che a Singapore: disordinata, vitale, piena di eventi che si accalcano in modo anarchico piuttosto che disporsi in fila ordinata come gli inglesi.

Alla domanda se tutto ciò significhi che il tempo sia un'illusione, Rovelli chiarisce con un'analogia:

"Perché il tempo della nostra esperienza quotidiana esiste. È il tempo come variabile fondamentale che non esiste. Deriva dall'interazione delle altre variabili fisiche. Prendiamo i colori, per esempio... la scienza ci insegna che sono il risultato dell'interazione della luce con i recettori della retina... ma non ne abbiamo bisogno per descrivere la fisica della luce."

Così come il rosso non esiste come proprietà fondamentale della luce (che è un'onda elettromagnetica di una certa lunghezza), ma è un'esperienza reale per noi, allo stesso modo il tempo è una proprietà reale che emerge dalla nostra interazione con il mondo. L'affermazione il tempo non esiste non nega la nostra esperienza, ma la contestualizza: è una proprietà emergente, non un fondamento ultimo della realtà. Come conclude Rovelli: "Il tempo non è illusione, è reale".

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16/04/2026

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Perchè l'omeopatia non funziona?

Per rispondere alla tua domanda in modo diretto: dal punto di vista della scienza medica e chimica, l'omeopatia non funziona oltre l'effetto placebo perché i suoi principi fondamentali contrastano con le leggi della fisica e della biologia che conosciamo.

Il principio cardine dell'omeopatia è che più una sostanza è diluita, più diventa potente. Questo processo, chiamato dinamizzazione, porta spesso a diluizioni talmente elevate (come la 30 °C) che, statisticamente, nel preparato finale non rimane nemmeno una singola molecola del principio attivo originale.

Il paradosso del bicchiere d'acqua: Una diluizione 30C equivale a sciogliere una compressa in una quantità d'acqua superiore al volume di tutti gli oceani della Terra.

Secondo la costante di Avogadro, esiste un limite fisico oltre il quale non c'è più materia della sostanza iniziale. In pratica, si sta assumendo solo zucchero o acqua.

Per giustificare l'assenza di molecole, i sostenitori sostengono che l'acqua mantenga una memoria elettromagnetica della sostanza con cui è stata a contatto.

L'acqua è dinamica; i legami a idrogeno tra le molecole d'acqua durano picosecondi (millesimi di miliardesimo di secondo). L'acqua non ha una struttura stabile capace di immagazzinare informazioni chimiche nel tempo.

L'idea che "il simile cura il simile" (es. usare la cipolla, che fa lacrimare gli occhi, per curare il raffreddore) è una filosofia del XVIII secolo che non ha riscontri nella fisiologia moderna. La medicina attuale si basa invece sulla biochimica: i farmaci funzionano legandosi a recettori specifici o inibendo enzimi, non per simpatia analogica.

Se l'omeopatia non contiene principi attivi, perché molte persone dicono di sentirsi meglio?

Il solo atto di ricevere una cura e l'attenzione di un terapeuta stimolano il cervello a rilasciare endorfine e dopamina, riducendo la percezione del dolore o del malessere.

Molte malattie per cui si usa l'omeopatia (raffreddori, influenze lievi, dolori stagionali) si risolvono da sole. Spesso attribuiamo il merito all'ultima cosa che abbiamo assunto.

Regressione verso la media: Tendiamo a curarci quando i sintomi sono al culmine; poiché il dolore oscilla, è probabile che dopo il picco la situazione migliori naturalmente.

Numerose revisioni sistematiche (come quelle dell'NHMRC australiano o dell'EASAC europeo) hanno analizzato migliaia di studi concludendo che l'omeopatia non produce effetti superiori a quelli di una pillola di zucchero.

È una distinzione sottile ma importante: l'omeopatia può far stare meglio una persona grazie alla suggestione e al rapporto col medico, ma non può curare una patologia agendo sulla causa biologica.

07/04/2026

Scusate l'assenza, Meta ha deciso di disattivare tutte le pagine che gestisco. Roba da matti.

07/04/2026

Giornata speciale ARTEMIS II.
"Come hanno fatto a superare il record di massima distanza se l'altra volta sono addirittura scesi". L'enigma irrisolvibile neanche se fate loro un disegno

09/02/2026

È morto questa mattina, a 96 anni, Antonino Zichichi, e devo ammettere che la notizia mi lascia sentimenti molto contrastanti. Una figura che è stata davvero molte cose insieme, e non tutte facilmente conciliabili tra loro.

Partiamo dai meriti.

Zichichi è stato un fisico delle particelle che nel 1965 al CERN di Ginevra ha diretto il gruppo che ha osservato per la prima volta l'antideutone, una particella di antimateria formata da un antiprotone e un antineutrone. Certamente non roba da poco. Ha lavorato al Fermilab di Chicago, è stato presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dal 1977 al 1982, presidente della Società Europea di Fisica. Ha promosso la costruzione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, che sono diventati uno dei poli di ricerca più importanti al mondo. Ha fondato il Centro Ettore Majorana a Erice, trasformando un paesino siciliano in un punto di riferimento internazionale per la scienza.

Non dimentichiamo nemmeno la sua battaglia contro l'astrologia e le superstizioni, che lui chiamava "Hiroshima culturale". Su questo aveva assolutamente ragione, e il suo impegno divulgativo per smontare pseudoscienze e credulonerie varie è stato prezioso. Lo ricordo in TV, con quel suo modo pacato ma fermo di spiegare perché l'oroscopo è una sciocchezza.

Poi però c'è l'altra faccia della medaglia, quella di cui vi ho parlato più volte e che non possiamo ignorare neanche dopo la sua morte.

Zichichi ha passato decenni a sostenere posizioni che la comunità scientifica considera semplicemente sbagliate. La sua crociata contro la teoria dell'evoluzione darwiniana è stata costante, sostenendo che l'evoluzione non fosse scienza perché "manca di un'equazione matematica" e di "prove sperimentali definitive". Il problema è che tale critica mostra una profonda incomprensione di come funziona la biologia evoluzionistica. Non puoi pretendere che ecosistemi che cambiano in milioni di anni si comportino come particelle subatomiche. Infatti, la comunità scientifica ha sempre respinto le sue posizioni, dato che l'evoluzione è supportata da prove schiaccianti provenienti dalla biologia molecolare, dalla paleontologia e dalla genetica.

Ancora più problematica la sua posizione sul cambiamento climatico.

Zichichi è stato un negazionista di lungo corso dell'origine antropica del global warming, contestando sistematicamente il legame tra attività umane e riscaldamento globale. Anche qui, l'argomento era sempre lo stesso: i modelli matematici non sarebbero affidabili. Stava parlando di una materia che evidentemente non era la sua, contraddicendo il consenso schiacciante di migliaia di scienziati, e quando un fisico delle particelle si mette a dare lezioni ai climatologi su come funziona il clima, ecco, c'è un grosso problema.

Il punto è che Zichichi era un cattolico devoto, e va benissimo, ma ha sempre mescolato la sua fede con la scienza in maniera problematica, sostenendo che fossero alleate, "due ali" come amava affermare citando Giovanni Paolo II. Nella pratica ciò significava usare argomenti apparentemente scientifici per difendere posizioni che erano fondamentalmente religiose. L'evoluzione lo disturbava perché andava contro la sua visione della creazione, il clima perché forse non voleva accettare che l'essere umano potesse distruggere il "creato".

C'è poi l'episodio del 1979 al CERN, quando la sua candidatura alla direzione ha causato un incidente diplomatico, perché l'Italia ha esercitato pressioni molto forti in suo favore. È stato bocciato con 12 voti contrari, creando una frattura significativa tra l'Italia e gli altri paesi membri. Un segnale che anche all'interno della comunità scientifica internazionale non godeva di un consenso così ampio come in patria.

Quello che mi colpisce di più è proprio questa contraddizione: da una parte un uomo che ha combattuto le superstizioni con passione, dall'altra uno scienziato che su temi fuori dalla sua competenza ha diffuso posizioni antiscientifiche. Ha fatto del rigore il suo mantra quando parlava di astrologia, abbandonandolo completamente quando si trattava di evoluzione e clima.

Quindi oggi, quando penso a Zichichi, penso a una figura piuttosto complessa. Ha dato contributi reali alla fisica delle particelle, ha costruito istituzioni importanti, ha divulgato la scienza a milioni di italiani. Tuttavia, ha anche usato la sua autorevolezza di fisico per legittimare posizioni contrarie al consenso scientifico su temi importantissimi. Ha incarnato in pieno quella contraddizione tutta italiana del grande scienziato che diventa divulgatore televisivo e finisce per parlare con troppa sicurezza di cose che non conosce abbastanza.

In ogni caso, la scienza italiana perde una figura importante, questo è innegabile. Forse è il momento di ricordarlo per quello che è stato davvero: né un santo né un demonio, ma uno scienziato con alcuni meriti e grandi limiti, che ha lasciato un'eredità complicata da valutare. La lezione che ci lascia è che anche i grandi scienziati possono sbagliare clamorosamente, soprattutto quando escono dal loro ambito di competenza, che il principio di autorità nella scienza non ha senso e che il rigore scientifico non si dovrebbe applicare a piacimento, ma sempre o mai.

Alla famiglia e ai suoi cari va un pensiero di sincero cordoglio per la perdita. Al di là di ogni valutazione critica, resta il rispetto dovuto a una vita lunga e intensa, segnata da un ruolo comunque importante nella storia scientifica del nostro Paese.

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08/02/2026

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Benvenuti nell’infodemia IA: quando tuo zio condivide il trailer di un videogioco credendolo il TG1

C’è una nuova pandemia, ma stavolta non serve il tampone: basta aprire Facebook.
Si chiama infodemia IA: immagini, video e audio creati o ritoccati dall’intelligenza artificiale che arrivano nel feed travestiti da “prove definitive” su Ucraina, NATO, UE, migranti e compagnia bella.
L’obiettivo non è convincerti di una singola bugia, ma buttarti addosso così tanta roba che alla fine dici: “non si capisce più niente, quindi credo a chi urla di più”. E chi urla di più è sempre lo stesso giro che ti ha già spiegato il 5G, i Soros‑chemtrail e la fine dell’Occidente a colpi di meme.

Due numeri per capire il casino

Secondo l’osservatorio europeo EDMO, a dicembre 2025 i fact‑checker hanno analizzato 1.605 casi di disinformazione: il 16% riguardava contenuti creati o manipolati con IA.
I bersagli principali: immigrazione, guerra in Ucraina, Unione Europea.

Cioè esattamente gli stessi temi che ricompaiono ogni volta che in Italia parte il rosario: “migranti, NATO e Bruxelles che ci odia”. È un climax alla Sanremo, ma con più fake e meno Ferragni.

L’IA è entrata in guerra (Ucraina & NATO edition)

Se ti ricordi, già nel 2022 era girato il deepfake di Volodymyr Zelensky che “si arrendeva” ai russi: video palesemente manipolato, mandato online e persino finito su un sito di news ucraino hackerato, prima di essere rimosso e smentito.
Faccia un po’ strana, voce non proprio la sua, contesto che non tornava: ma bastava un minuto per qualcuno per dire “eh vedi, è tutto un teatro”.

Da lì in poi, la macchina non si è fermata:
– video e immagini manipolate per dipingere i rifugiati ucraini come ingrati, viziosi, ostili ai Paesi che li ospitano;
– campagne tipo “Operation Overload”, dove account e siti filo‑Cremlino imitano loghi e stile di media occidentali (Wall Street Journal, E! News ecc.) per far sembrare reali video falsi su USAID, LGBT, complotti vari.

È la versione 2.0 della vecchia propaganda: prima ti piazzavano il volantino, adesso ti mettono Zelensky IA nel feed, con la stessa qualità di recitazione del doppiaggio di un film di serie B.

Bruxelles, “dittatura LGBT” e altre fanfiction

Poi c’è il capitolo UE / Bruxelles. Qui la trama è sempre quella:
– l’Unione Europea è una dittatura tecnocratica,
– ti imporrà migranti e ideologia gender,
– censura chi “dice la verità”.

I briefing di EDMO segnalano che l’UE è un bersaglio stabile: false notizie che presentano le proteste locali come “l’intero popolo europeo in rivolta”, mischiando immagini reali, vecchie e AI in un minestrone perfetto per l’algoritmo.
E abbiamo persino l’immagine AI della vicepresidente della Commissione Kaja Kallas in stile pioniera sovietica, usata per dire “vedete, i veri sovietici sono loro”.

È la versione digitale del “chi lo dice, sa di esserlo”: regimi che soffocano media e opposizione che piangono perché Bruxelles sarebbe una dittatura censoriale. Manca solo il meme di Spider‑Man che si indica da solo.

Migranti, Natale e la “Grande Sostituzione” a colpi di IA

Altro grande filone: migrazione.
Nelle ultime festività, EDMO ha documentato immagini e video, spesso IA o pesantemente ritoccati, che mostrano:
– “migranti musulmani” che distruggono mercatini di Natale,
– f***e che bruciano alberi e presepi,
– scene di caos spacciate per “Europa invasa”.

Molti contenuti:
– sono generati con IA,
– riciclano clip vecchie e fuori contesto,
– alimentano direttamente la narrativa della “Grande Sostituzione”: l’idea che esista un progetto per rimpiazzare la popolazione europea.

Il Consiglio d’Europa avverte che la combinazione IA + migrazione non è solo clickbait: è un vero strumento di destabilizzazione politica, utile a chi vuole far esplodere il discorso pubblico sul tema.
Tradotto: basta chiedere a un generatore di video “fammi una scena di migranti che assaltano un mercatino europeo” e hai pronto il contenuto ideale per la prossima campagna di indignazione a comando.

Quando la protesta non esiste, ma il bonifico sì

E non sempre lo scopo è solo ideologico: c’è proprio il business.
L’inchiesta di Maldita.es ha trovato 550 account TikTok che hanno pubblicato più di 5.800 video di proteste generate con IA, legate a 18 Paesi diversi, raccogliendo oltre 89 milioni di visualizzazioni.

La ricetta:
– usano strumenti di generazione video per creare f***e, bandiere, gente che urla contro il governo, ultra‑realistici a colpo d’occhio;
– cavalcano temi caldi (Palestina, Iran, Venezuela, politica interna europea),
– riempiono i post di hashtag, call to action e indignazione prêt‑à‑porter,
– monetizzano con i programmi di ricompense di TikTok, o rivendono gli account “pompati”.

È nato un nuovo settore: industria della protesta inesistente.
La rivoluzione non sarà televisiva, sarà generata da IA per pagare l’iPhone al tipo che ti ha “aperto gli occhi”.

Ok, ma come cavolo le riconosci?

Non serve diventare esperti di forense digitale. Bastano alcune buone abitudini.

Prima il profilo, poi il contenuto
Profilo nato da poco, con pochi post ma tutti virali, bio vaga (“ama la verità”, “analista indipendente”), feed pieno solo di politica estrema e zero fonti verificabili? Non è un whistleblower, è un secchio.

Dettagli sospetti nelle immagini
Le IA inciampano ancora su:
– mani, dita, orecchie, occhiali;
– f***e sullo sfondo tutte simili;
– testo su cartelli e magliette con lettere sbagliate;
– luci e ombre che non tornano.

Se la foto di “migranti che devastano il mercatino di Natale” sembra uno screenshot di un vecchio gioco per PS3, fai un bel respiro.

Nei video: labiale, audio e contesto
Il deepfake di Zelensky ne è stato un esempio da manuale: labiale strano, qualità ballerina, accento off.
In generale:
– labbra leggermente fuori sync,
– sfondo che si ripete a loop,
– audio troppo pulito per una scena caotica,
– zero informazioni su luogo, data, fonte.

Se davvero un presidente “si arrende” o un ministro “confessa il complotto”, ne parlano testate grosse, non solo la pagina “Io so cose ma non ve le dicono”.

Due click di verifica
Non è sexy, ma funziona:
– fai uno screenshot e usa la ricerca inversa: se la stessa immagine appare dal 2017 con un’altra storia, è riciclo;
– prendi una frase chiave + “fact check” (o il nome del tema + “EDMO”): spesso la smentita esiste già.

La regola dell’orgasmo morale
Il contenuto perfetto è quello che ti fa godere perché “ti dà ragione” nel tuo odio.
Se vedi un video e pensi “ah ah, beccati questi migranti/gay/europeisti/ucraini, avevo ragione io”, quello è esattamente il momento in cui dovresti fermarti e dubitare.

Perché a Mosca (e non solo) l’IA piace tantissimo

Per chi fa propaganda, l’IA è l’arma ideale:
– è veloce (migliaia di contenuti in poco tempo),
– costa poco,
– imita media e personaggi reali,
– scala benissimo (centinaia di account IA coerenti e “umani”).

Per questo l’UE sta correndo ai ripari con:
– l’AI Act, che impone etichette per i deepfake e regole severe per l’uso dell’IA in contesti sensibili come le elezioni;
– il Digital Services Act (DSA), che obbliga le piattaforme grandi a misurare e ridurre i rischi di disinformazione sistemica;
– strutture come EDMO ed iniziative tipo EUvsDisinfo, che fanno monitoraggio e formazione.

Ma anche la miglior legge del mondo non regge se poi, davanti al post indignato, chiami prima tuo zio e mai il neurone.

L’IA non ha inventato la disinformazione, l’ha solo resa più veloce, più economica e più fotogenica, soprattutto su Ucraina/NATO, UE e migranti.
Il modo più semplice per difendersi non è diventare hacker, ma recuperare tre skills base: guardare la fonte, leggere i dettagli, diffidare della roba che ci fa godere troppo nel sentirci “dalla parte giusta”.

Se il video sembra uscito da un vecchio videogioco, l’audio è da film doppiato male, la folla sullo sfondo è clonata e tuo zio lo condivide scrivendo “APRITE GLI OCCHI”… l’unica intelligenza artificiale di cui devi davvero preoccuparti, in famiglia, non è quella del computer.

https://open.substack.com/pub/cmd1479276/p/benvenuti-nellinfodemia-ia-quando?utm_source=share&utm_medium=android&r=6rfk2w

03/01/2026

Sono fermo alla colonnina nel parcheggio del centro commerciale. Sto aspettando che la mia auto carichi quel tanto che basta per tornare a casa. Accanto a me parcheggia (in doppia fila, ovviamente) una vecchia monovolume grigia che tossisce fumo nero e fa un rumore di ferraglia, come se nel motore ci fossero dei bulloni liberi che ballano la macarena.

Scende Lui. Mani in tasca, sguardo di sfida verso il mio cavo di ricarica. Si ferma a guardare il display della colonnina. Ride. «40 minuti? Io in 40 minuti sono già arrivato al mare e ho mangiato il fritto misto.»

Sorrido per cortesia. «Eh, ci vuole un po' di pazienza.» Lui si avvicina, tocca il cofano della mia auto (che non scotta, ovviamente) e ritrae la mano come se si fosse bruciato. «Pazienza? Qui ci vuole incoscienza, amico mio. Tu lo sai cosa c’è lì sotto?» «Batterie al litio.» «Appunto. Litio. Sai dove lo usano il litio? Negli ospedali psichiatrici. Per sedare i matti. E tu ti siedi sopra a 500 chili di quella roba?»

Abbassa la voce, facendosi serio. «Il problema non è che prende fuoco. Magari prendesse fuoco. Il problema è il campo magnetico. Hai notato che chi guida l'elettrico dopo un anno perde i capelli? O gli cala la vista?» «Veramente io...» «Tempo al tempo. Hai un trasformatore sotto il sedere che lavora alla stessa frequenza delle microonde. Mentre guidi, ti cuoce lentamente. Ti sterilizza. È un piano per il controllo demografico: ci fanno comprare le macchine a pile così smettiamo di fare figli. Loro vogliono un mondo di pedoni sterili.»

Indica la sua auto, che sta ancora vibrando anche a motore spento. «Quella lì ha 400.000 chilometri. Motore a scoppio. Scoppio, capisci? Vita! Energia maschia! Quando accelero sento i pistoni che cantano. Se finisce il petrolio? Ci butto dentro l'olio di semi, l'olio del tonno, l'alcol denaturato. Quella cammina con tutto. È libertà pura. Se domani staccano la corrente, tu sei un fermacarte da 40.000 euro. Io sono Mad Max.»

È risalito in macchina. Ha messo in moto e ha fatto una sgasata a vuoto che ha riempito il parcheggio di una nube tossica nera, densa come catrame. «Respira!» mi ha urlato dal finestrino mentre se ne andava. «Questo è particolato onesto! Fa fare gli anticorpi!»

Mi è venuto spontaneo adottarlo.

Da: Adotta anche tu un analfabeta funzionale

Benvenuto Bill! 😂😂😂
06/12/2025

Benvenuto Bill! 😂😂😂

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