16/04/2026
Così non potrete più dire "non ho tempo"
Carlo Rovelli sostiene che il tempo non esiste come variabile fondamentale della fisica
Un post lungo ma che vale la pena leggerlo ...
La tesi di Carlo Rovelli, esposta in particolare nel libro L'ordine del tempo, si basa su un dato sorprendente: nelle equazioni che descrivono l'universo alla scala più elementare, il tempo è assente. Questa scomparsa dalle formule della fisica moderna rappresenta un vero e proprio "sconvolgimento delle nostre intuizioni"
Perché il tempo sfalda nella fisica
La visione del tempo come un flusso unico, universale e indipendente è un'illusione che nasce dalla nostra esperienza quotidiana. Rovelli spiega che questa idea viene smontata pezzo per pezzo dalla fisica del XX e XXI secolo.
Secondo la teoria della relatività di Einstein, il tempo non scorre allo stesso modo per tutti. Più si è vicini a una massa gravitazionale (come la Terra), più il tempo rallenta. Di conseguenza, il tempo scorre più veloce in montagna che in pianura e rallenta per le cose in movimento. L'idea di un presente esteso all'intero cosmo è priva di significato. Il qui e ora per me può non coincidere con il qui e ora per un osservatore molto lontano o in movimento relativo. A livello quantistico, la distinzione netta tra passato e futuro tende a sfumare, rendendo la freccia del tempo meno rigida di quanto sembri. La fisica contemporanea non ha bisogno di un metronomo cosmico universale per funzionare.
La fisica fondamentale è un mondo s enza tempo
Rovelli è uno dei principali artefici della gravità quantistica a loop, una delle teorie più promettenti per unificare la relatività generale con la meccanica quantistica. È proprio nell'ambito di questa teoria che l'assenza del tempo diventa un principio cardine: "Se, infatti, uno dei risultati della gravità a loop è che, a livello fondamentale, il tempo non ha alcun significato speciale rispetto alle altre dimensioni spaziali (concetto che viene riassunto da Rovelli con il tempo non esiste)...". In questo quadro, la realtà non è fatta di cose che persistono nel tempo, ma di "eventi" in continua interazione. La fisica, a questo livello fondamentale, descrive le relazioni tra questi eventi, non la loro evoluzione in un ipotetico flusso temporale. La famosa equazione di Wheeler-DeWitt, che tenta di descrivere l'intero universo, è un esempio di equazione fondamentale che può essere scritta senza alcun riferimento al tempo.
L'Emergenza del tempo come nasce la nostra percezione
Se il tempo non esiste nel mondo microscopico, come mai noi lo percepiamo in modo così vivido? Rovelli risponde che il tempo è una proprietà emergente, che appare solo quando consideriamo i sistemi a un livello macroscopico, come il nostro. Come sottolinea in un'intervista: "Per capire il tempo, non basta la fisica in senso stretto. Il tempo riguarda la termodinamica, la biologia, la psicologia, il nostro cervello...". Gli ingredienti principali che danno vita alla nostra sensazione del tempo sono:
Termodinamica ed entropia: La "freccia del tempo" (la differenza tra passato e futuro) non è una legge fondamentale, ma deriva da una legge statistica: l'entropia (il disordine di un sistema) tende ad aumentare. Percepiamo il tempo che scorre perché ricordiamo il passato (un universo più ordinato) e immaginiamo il futuro (un universo più disordinato).
Termalizzazione e informazione: La nostra percezione del tempo è legata ai processi termici e allo scambio di informazioni con l'ambiente. L'ignoranza dei dettagli microscopici di un sistema fa sì che, a livello macroscopico, osserviamo un comportamento irreversibile, che identifichiamo come "tempo".
La mente e la memoria: La nostra impressione di un "flusso" del tempo è, in ultima analisi, un prodotto del nostro cervello, che organizza gli eventi sulla base della memoria e delle aspettative.
Il sgnificato filosofico e quotidiano di tempo fisico
Questa visione non è sterile ma apre a profonde implicazioni filosofiche e umane. Un mondo senza un tempo fondamentale non è statico, anzi è un mondo in cui il cambiamento è ubiquo e caotico, non ordinato da un Padre Tempo che mette ogni evento in una fila ordinata. Rovelli ironizza dicendo che la realtà, senza un tempo assoluto, assomiglia più a Napoli che a Singapore: disordinata, vitale, piena di eventi che si accalcano in modo anarchico piuttosto che disporsi in fila ordinata come gli inglesi.
Alla domanda se tutto ciò significhi che il tempo sia un'illusione, Rovelli chiarisce con un'analogia:
"Perché il tempo della nostra esperienza quotidiana esiste. È il tempo come variabile fondamentale che non esiste. Deriva dall'interazione delle altre variabili fisiche. Prendiamo i colori, per esempio... la scienza ci insegna che sono il risultato dell'interazione della luce con i recettori della retina... ma non ne abbiamo bisogno per descrivere la fisica della luce."
Così come il rosso non esiste come proprietà fondamentale della luce (che è un'onda elettromagnetica di una certa lunghezza), ma è un'esperienza reale per noi, allo stesso modo il tempo è una proprietà reale che emerge dalla nostra interazione con il mondo. L'affermazione il tempo non esiste non nega la nostra esperienza, ma la contestualizza: è una proprietà emergente, non un fondamento ultimo della realtà. Come conclude Rovelli: "Il tempo non è illusione, è reale".