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22/04/2026

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Così non potrete più dire "non ho tempo"
16/04/2026

Così non potrete più dire "non ho tempo"

Carlo Rovelli sostiene che il tempo non esiste come variabile fondamentale della fisica

Un post lungo ma che vale la pena leggerlo ...

La tesi di Carlo Rovelli, esposta in particolare nel libro L'ordine del tempo, si basa su un dato sorprendente: nelle equazioni che descrivono l'universo alla scala più elementare, il tempo è assente. Questa scomparsa dalle formule della fisica moderna rappresenta un vero e proprio "sconvolgimento delle nostre intuizioni"

Perché il tempo sfalda nella fisica

La visione del tempo come un flusso unico, universale e indipendente è un'illusione che nasce dalla nostra esperienza quotidiana. Rovelli spiega che questa idea viene smontata pezzo per pezzo dalla fisica del XX e XXI secolo.

Secondo la teoria della relatività di Einstein, il tempo non scorre allo stesso modo per tutti. Più si è vicini a una massa gravitazionale (come la Terra), più il tempo rallenta. Di conseguenza, il tempo scorre più veloce in montagna che in pianura e rallenta per le cose in movimento. L'idea di un presente esteso all'intero cosmo è priva di significato. Il qui e ora per me può non coincidere con il qui e ora per un osservatore molto lontano o in movimento relativo. A livello quantistico, la distinzione netta tra passato e futuro tende a sfumare, rendendo la freccia del tempo meno rigida di quanto sembri. La fisica contemporanea non ha bisogno di un metronomo cosmico universale per funzionare.

La fisica fondamentale è un mondo s enza tempo

Rovelli è uno dei principali artefici della gravità quantistica a loop, una delle teorie più promettenti per unificare la relatività generale con la meccanica quantistica. È proprio nell'ambito di questa teoria che l'assenza del tempo diventa un principio cardine: "Se, infatti, uno dei risultati della gravità a loop è che, a livello fondamentale, il tempo non ha alcun significato speciale rispetto alle altre dimensioni spaziali (concetto che viene riassunto da Rovelli con il tempo non esiste)...". In questo quadro, la realtà non è fatta di cose che persistono nel tempo, ma di "eventi" in continua interazione. La fisica, a questo livello fondamentale, descrive le relazioni tra questi eventi, non la loro evoluzione in un ipotetico flusso temporale. La famosa equazione di Wheeler-DeWitt, che tenta di descrivere l'intero universo, è un esempio di equazione fondamentale che può essere scritta senza alcun riferimento al tempo.

L'Emergenza del tempo come nasce la nostra percezione

Se il tempo non esiste nel mondo microscopico, come mai noi lo percepiamo in modo così vivido? Rovelli risponde che il tempo è una proprietà emergente, che appare solo quando consideriamo i sistemi a un livello macroscopico, come il nostro. Come sottolinea in un'intervista: "Per capire il tempo, non basta la fisica in senso stretto. Il tempo riguarda la termodinamica, la biologia, la psicologia, il nostro cervello...". Gli ingredienti principali che danno vita alla nostra sensazione del tempo sono:

Termodinamica ed entropia: La "freccia del tempo" (la differenza tra passato e futuro) non è una legge fondamentale, ma deriva da una legge statistica: l'entropia (il disordine di un sistema) tende ad aumentare. Percepiamo il tempo che scorre perché ricordiamo il passato (un universo più ordinato) e immaginiamo il futuro (un universo più disordinato).

Termalizzazione e informazione: La nostra percezione del tempo è legata ai processi termici e allo scambio di informazioni con l'ambiente. L'ignoranza dei dettagli microscopici di un sistema fa sì che, a livello macroscopico, osserviamo un comportamento irreversibile, che identifichiamo come "tempo".

La mente e la memoria: La nostra impressione di un "flusso" del tempo è, in ultima analisi, un prodotto del nostro cervello, che organizza gli eventi sulla base della memoria e delle aspettative.

Il sgnificato filosofico e quotidiano di tempo fisico

Questa visione non è sterile ma apre a profonde implicazioni filosofiche e umane. Un mondo senza un tempo fondamentale non è statico, anzi è un mondo in cui il cambiamento è ubiquo e caotico, non ordinato da un Padre Tempo che mette ogni evento in una fila ordinata. Rovelli ironizza dicendo che la realtà, senza un tempo assoluto, assomiglia più a Napoli che a Singapore: disordinata, vitale, piena di eventi che si accalcano in modo anarchico piuttosto che disporsi in fila ordinata come gli inglesi.

Alla domanda se tutto ciò significhi che il tempo sia un'illusione, Rovelli chiarisce con un'analogia:

"Perché il tempo della nostra esperienza quotidiana esiste. È il tempo come variabile fondamentale che non esiste. Deriva dall'interazione delle altre variabili fisiche. Prendiamo i colori, per esempio... la scienza ci insegna che sono il risultato dell'interazione della luce con i recettori della retina... ma non ne abbiamo bisogno per descrivere la fisica della luce."

Così come il rosso non esiste come proprietà fondamentale della luce (che è un'onda elettromagnetica di una certa lunghezza), ma è un'esperienza reale per noi, allo stesso modo il tempo è una proprietà reale che emerge dalla nostra interazione con il mondo. L'affermazione il tempo non esiste non nega la nostra esperienza, ma la contestualizza: è una proprietà emergente, non un fondamento ultimo della realtà. Come conclude Rovelli: "Il tempo non è illusione, è reale".

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16/04/2026

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Perchè l'omeopatia non funziona?

Per rispondere alla tua domanda in modo diretto: dal punto di vista della scienza medica e chimica, l'omeopatia non funziona oltre l'effetto placebo perché i suoi principi fondamentali contrastano con le leggi della fisica e della biologia che conosciamo.

Il principio cardine dell'omeopatia è che più una sostanza è diluita, più diventa potente. Questo processo, chiamato dinamizzazione, porta spesso a diluizioni talmente elevate (come la 30 °C) che, statisticamente, nel preparato finale non rimane nemmeno una singola molecola del principio attivo originale.

Il paradosso del bicchiere d'acqua: Una diluizione 30C equivale a sciogliere una compressa in una quantità d'acqua superiore al volume di tutti gli oceani della Terra.

Secondo la costante di Avogadro, esiste un limite fisico oltre il quale non c'è più materia della sostanza iniziale. In pratica, si sta assumendo solo zucchero o acqua.

Per giustificare l'assenza di molecole, i sostenitori sostengono che l'acqua mantenga una memoria elettromagnetica della sostanza con cui è stata a contatto.

L'acqua è dinamica; i legami a idrogeno tra le molecole d'acqua durano picosecondi (millesimi di miliardesimo di secondo). L'acqua non ha una struttura stabile capace di immagazzinare informazioni chimiche nel tempo.

L'idea che "il simile cura il simile" (es. usare la cipolla, che fa lacrimare gli occhi, per curare il raffreddore) è una filosofia del XVIII secolo che non ha riscontri nella fisiologia moderna. La medicina attuale si basa invece sulla biochimica: i farmaci funzionano legandosi a recettori specifici o inibendo enzimi, non per simpatia analogica.

Se l'omeopatia non contiene principi attivi, perché molte persone dicono di sentirsi meglio?

Il solo atto di ricevere una cura e l'attenzione di un terapeuta stimolano il cervello a rilasciare endorfine e dopamina, riducendo la percezione del dolore o del malessere.

Molte malattie per cui si usa l'omeopatia (raffreddori, influenze lievi, dolori stagionali) si risolvono da sole. Spesso attribuiamo il merito all'ultima cosa che abbiamo assunto.

Regressione verso la media: Tendiamo a curarci quando i sintomi sono al culmine; poiché il dolore oscilla, è probabile che dopo il picco la situazione migliori naturalmente.

Numerose revisioni sistematiche (come quelle dell'NHMRC australiano o dell'EASAC europeo) hanno analizzato migliaia di studi concludendo che l'omeopatia non produce effetti superiori a quelli di una pillola di zucchero.

È una distinzione sottile ma importante: l'omeopatia può far stare meglio una persona grazie alla suggestione e al rapporto col medico, ma non può curare una patologia agendo sulla causa biologica.

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