Rombi Efisio -Scavi-

Rombi Efisio -Scavi- Benvenuti nella nostra pagina Facebook. Tel. +39014457176
http://www.scavirombiefisio.com Operiamo in tutto il Piemonte e Liguria.

L'azienda esegue lavori di scavo di piccole e medie dimensioni; partendo dagli scavi di fondazione, a quelli per la creazione di reti fognarie e reti idriche, movimento terra, demolizioni con trasporto di materiale di risulta in sito idoneo, pulizia fossi, opere stradali/strutturali/naturalistiche, servizi invernali (stagionale), sfalcio erba, manutenzione del verde, ristrutturazioni e costruzioni

edili per arrivare alle finiture d'interno. Abilitato e attrezzato per i lavori in ambito pubblico e privato e per imprese edili operanti nell'Acquese. Vendita pietre di Langa all'ingrosso e di materiale riciclato certificato CE.

21/12/2025
24/12/2024
12/06/2024

LE STRADE ROMANE

Si ritiene che i romani abbiano ereditato l'arte di costruire le strade dagli Etruschi, migliorando il metodo e i materiali. In effetti diverse strade romane ricalcarono le strade etrusche, ad esempio la Via Flaminia attraverso l'ager veientanus e faliscus, o dei tratti di Claudia scavata nel tufo e ripavimentata poi dai romani, o la strada di Pietra Pertusa che collegava Veio con il Tevere, o tratti dell'Aurelia che segue la costa tirrenica fino a Pisa, o della Cassia, Armerina e Flaminia.

Le strade erano costruite secondo un preciso criterio: uno strato più profondo, statumen, di sassi e argilla; un secondo strato, rudus, fatto di pietre, mattoni rotti, sabbia, tutti impastati con calce; un terzo strato, nucleus, di pietrisco e ghiaia; una copertura, summum dorsum, di lastre levigate di pietra che combaciavano le une sulle altre appoggiate sul nucleus. Poichè erano costruite a strati, presero il nome di viae stratae, da cui il termine italiano strada, quello inglese street e quello tedesco strasse.

La costruzione iniziava con un sopralluogo dell'architetto, che stabiliva dove doveva passare la strada, poi toccava agli agrimensori, che individuavano i punti precisi dove doveva passare. Per questo usavano dei pali e la groma, per tracciare angoli retti.

La linea dei pali infissi nel terreno veniva chiamata rigor, perchè da seguire rigorosamente. L'architetto cercava poi di mantenere il tracciato dritto spostando i pali. Poi con la groma si tracciava la griglia sul piano stradale.

A questo punto sopraggiungevano i libratores che, con aratri e aiutati dai legionari con le spade, scavavano il terreno fino allo strato di roccia, o fino a uno strato solido. La profondità di questa fossa variava da terreno a terreno, che massimo poteva raggiungere 2 m di profondità, ma in genere andava dai 60 cm al m.

Per costruire la strada si riempiva la fossa con strati di materiali diversi. Il riempimento variava a seconda della località, del terreno e dei materiali a disposizione, in genere con strati di terra, sassi, brecciolino, pietra e sabbia fino a raggiungere il livello del terreno. A circa 60 cm - 1 m dalla superficie, la fossa veniva coperta di brecciolino e poi compattata, in latino pavire o pavimentare. La superficie piana o pavimentum, si poteva già utilizzare come strada, oppure ricoprire con altri strati. Alcune volte si metteva una "fondazione" in pietre piatte per supportare meglio gli strati superiori.

Il tutto veniva cementato con la calcina, prima uno strato di calcestruzzo grezzo di diversi centimetri, il rudus, poi uno equivalente a grana fine, il nucleus, venivano stesi sul pavimentum o statumen. Infine, si eseguiva il rivestimento in grosse lastre poligonali di basalto o calcare incastrate perfettamente tra loro; gli interstizi erano riempiti da brecciolina.

Le pietre non venivano squadrate per non dare una linea di frattura alla strada, continuamente sollecitata dai carri. I letti di pietre sbriciolate servivano anche a che le strade rimanessero asciutte, in quanto l'acqua filtrava attraverso le pietre, invece di formare fango.

Sopra si mettevano le pietre piatte che siamo abituati a vedere ancora oggi, dette summa crusta. Queste non erano disposte in piano, ma con il centro strada più alto dei bordi, per favorire lo scolo delle acque.

Dopo duemila anni, il cemento si è consumato, dando l'idea di una superficie su cui si viaggiasse molto male con un carro, ma la strada originale era invece quasi liscia. Queste notevoli strade erano resistenti alla pioggia, al gelo e alle inondazioni, e non avevano bisogno o quasi di riparazioni, come si può ben vedere ancora oggi, dopo due millenni.

Naturalmente il terreno su cui doveva passare una strada non era sempre privo di ostacoli, ruscelli si potevano superare con un semplice assito, un ponticello fatto a tavole di legno su due assi, piatto o a schiena d'asino, ma per un fiume era necessario un ponte. Gli architetti romani erano maestri in quest'arte, specie gli ingegneri militari.

I ponti in legno poggiavano su piloni infissi nel letto del fiume, oppure su basamenti in pietra. Il ponte interamente in pietra però richiedeva la costruzione ad arcate, una tecnica che i romani avevano appeso dagli Etruschi. I ponti romani erano così ben costruiti che molti di essi vengono usati tuttora.

Nei terreni paludosi si costruivano invece strade rialzate. Si segnava il percorso con dei piloni, poi si riempiva lo spazio fra di essi con grandi quantità di pietre, innalzando il livello stradale fino a 2 metri sopra la palude. Questo avveniva principalmente in Italia, mentre nelle province si costruivano i pontes longi, cioè lunghi ponti fatti con tronchi d'albero.

Nel caso di grandi massi che ostruivano il cammino, dirupi, terreni montuosi o collinari si ricorreva spesso a possenti sbancature o a gallerie, interamente scavate a braccia. La galleria della gola del Furlo, vicino a Fano, è romana e vi passa una strada statale.

Il viadotto di Ariccia, usato a tutt'oggi, è romano del II sec. a.c., lungo 231 m e alto fino a 13 m. Le strade romane procedevano sempre dritte, anche in terreni con forti pendenze. Non è raro trovare inclinazioni del 10%-12% in collina, e fino al 15%-20% in montagna.
Fonte: Romano Impero

12/06/2024

IL CEMENTUM ROMANO

Il cemento è un legante dell'edilizia prodotto per macinazione fine di calcare e argilla, miscelati e cotti (clinker). Gli antichi romani inizialmente impiegavano come legante prevalentemente la calce aerea, con la quale l'indurimento del calcestruzzo avveniva con estrema lentezza, (oggi si direbbe a presa lenta) poiché il consolidamento della calce si deve alla reazione dell'idrossido di calcio con l'anidride carbonica presente nell'aria, con produzione di carbonato di calcio.

Il termine caementum, aveva già assunto in epoca romana il significato di legante, cioè di materiale in grado di legare altri materiali (sabbia, pietrisco ecc.) altrimenti disgregati, tipo frammenti di pietre e di laterizi (cae-do = “taglio in pezzi”) che impiegavano nella confezione dei calcestruzzi (calcis-structio = “struttura a base di calce”).

Il cemento reagisce con l’acqua formando un impasto, che, in un tempo variabile, indurisce fino a prendere la consistenza della pietra. Quando è con sabbia e ghiaia o pietrisco si chiama calcestruzzo. Il cemento romano (che a Roma si chiama comunemente malta) è composto di calce ottenuta per cottura e/o pozzolana. al cemento erano mescolati pezzi di pietra, diversa a seconda dell’uso del cemento: le pietre venivano tenute a mollo per giorni prima di essere inserite a forza nell'impasto.

A partire dal I sec. a.c. i romani iniziarono a sostituire la sabbia costituente la malta con la pozzolana (pulvis puteolana) o con il cocciopesto, sistemi a presa più rapida. La scoperta della pozzolana segnò una rivoluzione nella realizzazione di opere murarie. Già dalla fine del III secolo a.c., l’opus caementitium era impiegato nella costruzione di acquedotti, fondazioni e mura romane, dove rappresentava l’elemento portante delle strutture.

Nella "Lex parieti faciundo" di Puteoli (C.I 577 «X 1781, 2, 21) leggesi: "Nive maiorem caementa (caementas) costruito, quam quae coementa arda pendat p(ondo) XV, nioe angolaria (angulariam) altiorem (trientem semunciam) facito"
Qui la parola, di genere femminile, sta nel significato di tegole e propriamente di quelle che si pongono agli angoli degli edifici, dette cantoni.

Vitruvio - II libro del De Architectura; " la pozzolana di Baia o di Cuma fa gagliarda non solo ogni specie di costruzione ma in particolare quelle che si fanno in mare sott'acqua".
Infatti, grazie al comportamento della pozzolana e del cocciopesto la malta, costituita da calce aerea e pozzolana, faceva presa ed induriva anche in acqua, senza contatto con l'aria, consentendo la produzione di leganti ad alta resistenza e rapido indurimento.

Ancora Vitruvio:
"Tutte queste le costruzioni devono rispondere ai criteri di robustezza, utilità e bellezza. La robustezza sarà assicurata scavando le fondamenta fino a farle poggiare sulla terra solida e scegliendo con giudizio e senza avarizia i materiali; l’utilità si ottiene con una disposizione giudiziosa degli spazi e senza impedimenti all’uso (cosicché il loro scopo sia debitamente servito) e quando ciascuna costruzione abbia la sua appropriata collocazione (all’interno del tessuto urbano); la bellezza è prodotta da un aspetto piacevole ed elegante dell’insieme del lavoro, e quando le dimensioni delle parti componenti siano debitamente proporzionate le une alle altre."

Dionisio di Alicarnasso:
"a mio parere le tre magnifiche opere di Roma, nelle quali la grandezza del suo impero può essere meglio apprezzata, sono gli acquedotti, le strade lastricate e la costruzione delle cloache. Io dico questo non solo pensando all’utilità di tali lavori ma anche all'imponenza dei loro costi."

16/05/2024

Genitori, prendete un momento per considerare questo: e se ci fosse un modo gentile e naturale per migliorare la salute e il benessere dei vostri bambini? 🌈

Bene, c'è! L'osteopatia offre una soluzione dolce e efficace per una serie di problemi comuni che affliggono i più piccoli, come problemi di digestione, disturbi del sonno e difficoltà di sviluppo. In questo post, voglio sfatare alcuni dei miti comuni che circondano l'osteopatia pediatrica e sottolineare i suoi veri benefici. Contrariamente a ciò che alcuni potrebbero pensare, l'osteopatia per i bambini è sicura, delicata e incredibilmente efficace. Le tecniche manuali utilizzate dagli osteopati sono adattate specificamente alle esigenze dei piccoli pazienti, aiutandoli a raggiungere il loro massimo potenziale di salute e benessere. Se sei un genitore che desidera il meglio per il proprio bambino, non esitare a considerare l'osteopatia come parte del loro percorso verso una vita felice e sana. Contattami oggi stesso per saperne di più e prenotare una consulenza. La salute del tuo bambino merita solo il meglio! 👶

Puoi chiamarmi al 📞 3886534010

16/05/2024

Vuoi provare a giocare a PALLAVOLO GRATIS nel vivaio di una società di SERIE A3? 💥

Allora partecipa ai nostri OPEN DAYS

La Pallavolo La Bollente e la Pallavolo Acqui Terme ti danno la possibilità di provare per ben due settimane con i nostri tecnici qualificati 🏐

Se sei nato/a dal 2013 al 2016 ti aspettiamo

📆dal 27 maggio al 7 giugno dalle 17:00 alle 18:30

🏐 Lunedì alla Palestra Battisti
🏐 Giovedì e Venerdì alla Palestra dell'ITIS Montalcini (Ex Barletti)

Non lasciarti sfuggire questa grande OPPORTUNITÀ 💥

04/04/2024

Il primo evento del 2024...vi aspettiamo domenica 💐

La ditta ROMBI EFISIO augura a tutti tanti auguri di buone feste!
23/12/2023

La ditta ROMBI EFISIO augura a tutti tanti auguri di buone feste!

24/05/2023

💣 , rivoluzione nella . Si riparte con .

✍️Un nuovo capitolo della storia della Pallavolo Acqui Terme ha ufficialmente inizio. Il capitano che ha guidato il veliero del volley femminile nella città termale per ventisette gloriosi anni ha trovato un degno erede a cui cedere il timone e che proseguirà con nuove energie questo grandioso viaggio. Un viaggio cominciato con una piccola società di provincia con una visione di lungo termine che man mano si è ingrandita, sino a diventare punto di riferimento del volley giovanile di tutto il piemonte ed ha rappresentato per undici lunghi anni (quattro in B2 e sette in B1) la città di Acqui Terme e l’intera provincia di Alessandria nel panorama pallavolistico femminile nazionale. Alcune circostanze hanno portato alla rinuncia nella prossima annata sportiva delle categorie nazionali per un nuovo progetto incentrato sulla creazione di un settore giovanile di qualità.

🏐 L’onere e l’onore di riportare il volley femminile acquese verso gli ambiziosi lidi già percorsi, sarà della figura dirigenziale che sta portando alto il nome di acqui terme nel panorama maschile. Stefano Negrini, che come direttore sportivo della Pallavolo La Bollente ha appena raggiunto l’obiettivo di portare la prima squadra maschile in serie A3, è ufficialmente anche il nuovo patron della pallavolo Acqui Terme. “Orgoglio” è la parola d’ordine di questo nuovo corso.

🎙️“Avevo detto che dopo tutti questi anni stavo pensando di riconsiderare il mio impegno sportivo – racconta l’ormai ex numero uno della Pallavolo Acqui Terme Claudio Valnegri - ora che si è palesata l’opportunità di una persona appassionata, competente ed ambiziosa che mi ha dato tutte le rassicurazioni che cercavo, è ufficialmente giunto il momento di fare un passo indietro. Unendo le competenze e le esperienze di due gloriose società (che rimarranno distinte) in un progetto sportivo comune, sono sicuro che si potrà costruire un importante percorso di crescita e sviluppo per le atlete di Acqui Terme e dintorni. Con stefano condividiamo gli stessi valori e gli stessi obiettivi e, dopo aver ricevuto tutte le rassicurazioni sulla prosecuzione del progetto sportivo che ho costruito in questi anni, non posso che essere orgoglioso che sia lui a continuare questo grandioso viaggio. A lui e a tutta la nuova società auguro il meglio.”

💥Il nuovo patron della Pallavolo Acqui Terme, Stefano Negrini rende subito chiara la sua visione, con obiettivi precisi ed ambiziosi:

🎙️“Quello che di grande ha costruito Claudio ha bisogno di essere valorizzato con nuove energie. Portando in società l’esperienza accumulata in nel settore maschile che ha portato alla conquista dell’ambizioso traguardo della serie A3, cercherò di dare una nuova linfa al grande lavoro fatto in questi anni nella Pallavolo Acqui Terme. Voglio che le ragazze e le loro famiglie si sentano al centro di questo progetto. Si dovranno sentire orgogliose di vestire la maglia acquese e di rappresentare la nostra città ovunque andranno. Questa è la prima rassicurazione e promessa che voglio fare. Per fare questo ci sarà bisogno di uno staff tecnico e dirigenziale di assoluto livello. Su questo fronte siamo già al lavoro e presto daremo le prime comunicazioni in merito. Ripartiamo dall’orgoglio” ♥️💙🤍


24/01/2023

⚠️COMUNICAZIONE IMPORTANTE ⚠️
A causa del blocco delle caselle di posta elettronica di Libero mail dovuto probabilmente ad un attacco hacker che perdura ormai da più di 48 ore ci vediamo costretti a comunicare un indirizzo mail temporaneo. Provvederemo al più presto ad istituire una nuova mail. Vogliate pertanto inviare tutte le comunicazioni a [email protected]
Grazie!
ROMBI EFISIO Rombi Efisio -Scavi-
335-5209749
0144-57176

Indirizzo

32/34, Str. Polveriera
Acqui Terme
15011

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 19:00
Martedì 08:00 - 19:00
Mercoledì 08:00 - 19:00
Giovedì 08:00 - 19:00
Venerdì 08:00 - 19:00

Telefono

+39014457176

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Rombi Efisio -Scavi- pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Rombi Efisio -Scavi-:

Condividi

Digitare