RIDA Ambiente Srl

RIDA Ambiente Srl Impianto di trattamento rifiuti urbani con produzione di combustibile solido secondario per produzione di energia

RIDA Ambiente ispirandosi a principi di innovazione e di efficienza produttiva l’Impresa mira a valori profondi che integrano le scelte imprenditoriali con una visione volta alla responsabilità sociale e alla tutela dell’ambiente. Rispetto per l’ambiente, attenzione ai valori umani, onestà e trasparenza nei comportamenti sono i concetti fondanti la filosofia societaria. Una peculiarità culturale c

he rivela una precisa strategia di vita, prima ancora che d’Impresa. Una caratteristica distintiva che conquista un posizionamento deciso nel settore trattamento e smaltimento dei rifiuti.
“Diamo all’energia del futuro una nuova linfa vitale”.

🌱🏆 COMUNI PLASTIC FREE 2026 🏆🌱Grande risultato per la provincia di Latina, ancora una volta protagonista della rivoluzio...
18/03/2026

🌱🏆 COMUNI PLASTIC FREE 2026 🏆🌱

Grande risultato per la provincia di Latina, ancora una volta protagonista della rivoluzione green 💚

✨ Latina, San Felice Circeo, Sermoneta e Sperlonga
hanno conquistato il riconoscimento Plastic Free con 🐢🐢

Un premio che valorizza:
♻️ impegno concreto contro i rifiuti
🌍 tutela dell’ambiente
🤝 collaborazione tra cittadini e istituzioni

👉 Un segnale forte: il cambiamento è possibile, partendo dai nostri territori

Continuiamo insieme a prenderci cura del pianeta 🌎💪

Nostalgia? Più che altro dovrebbe fare infuriare.Gli oggetti ci sopravvivono con ostinazione, e la plastica contamina il...
17/03/2026

Nostalgia? Più che altro dovrebbe fare infuriare.

Gli oggetti ci sopravvivono con ostinazione, e la plastica contamina il mondo che sarà dei nostri figli.

Una maggiore consapevolezza e una gestione corretta del rifiuto sono necessari subito ♻️

IL MITO DEL “RIFIUTO ZERO”Ridurre. Riutilizzare. Riciclare.Sono i tre pilastri su cui si fonda il modello dell’economia ...
16/03/2026

IL MITO DEL “RIFIUTO ZERO”

Ridurre. Riutilizzare. Riciclare.

Sono i tre pilastri su cui si fonda il modello dell’economia circolare e rappresentano, senza dubbio, la direzione verso cui dovremmo tendere. Ma in una società complessa come la nostra — fatta di materiali compositi, tecnologie avanzate e prodotti industriali sempre più articolati — è davvero realistico pensare di eliminare completamente il rifiuto residuo?

Anche nei sistemi più virtuosi e nelle filiere più evolute, una quota di materiale non riciclabile continua a esistere. Il tema, quindi, non è solo inseguire l’ideale del “rifiuto zero”, ma interrogarsi su come gestire in modo responsabile e intelligente ciò che resta.

Forse la vera sfida non è negare l’esistenza del residuo, ma ridurlo il più possibile e trattarlo con soluzioni sostenibili, sicure e tecnologicamente avanzate.

E voi cosa ne pensate?
Credete nel traguardo del “rifiuto zero” totale oppure in una gestione efficiente e consapevole del rifiuto residuo?

📍 Aprilia – Il TAR respinge il ricorso sul deposito Il TAR del Lazio, sezione di Latina, ha respinto il ricorso presenta...
12/03/2026

📍 Aprilia – Il TAR respinge il ricorso sul deposito

Il TAR del Lazio, sezione di Latina, ha respinto il ricorso presentato dalla Tenuta Calissoni Bulgari contro il progetto del deposito definitivo previsto nel territorio di Aprilia, confermando la validità dell’iter autorizzativo avviato dalla Regione Lazio.

Una decisione importante che arriva dopo anni di opposizioni, ricorsi e dibattiti pubblici. Nella sentenza i giudici amministrativi sono stati chiari: il ricorso è stato ritenuto infondato e quindi respinto, mentre ulteriori motivi aggiunti sono stati dichiarati inammissibili.

Il tribunale ha quindi riconosciuto la legittimità del percorso amministrativo che ha portato al rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) per la realizzazione dell’impianto proposto da Frales.

Una vicenda che negli ultimi anni ha acceso il confronto pubblico tra comitati, istituzioni e cittadini. Ma questa decisione ricorda anche una realtà spesso dimenticata: nella gestione dei rifiuti in Italia il dibattito è spesso acceso e complesso, tra posizioni contrapposte, interessi locali e battaglie politiche.

Alla fine, però, quando arrivano le sentenze, sono gli atti amministrativi e il diritto a stabilire ciò che è legittimo.

IL RIFIUTO DI CUI NON PARLA NESSUNOParliamo sempre di raccolta differenziata.  Percentuali. Record. Miglioramenti.📈Ma c’...
11/03/2026

IL RIFIUTO DI CUI NON PARLA NESSUNO

Parliamo sempre di raccolta differenziata.
Percentuali. Record. Miglioramenti.📈

Ma c’è una parte di cui si parla poco: il RUR – rifiuto urbano residuo.🚛

È ciò che resta.
Ciò che non si può riciclare.
Ciò che deve comunque essere trattato.

Nel Lazio parliamo di centinaia di migliaia di tonnellate ogni anno.

È corretto concentrarci solo sulla differenziata senza affrontare apertamente il tema del residuo?♻️

Un inceneritore, il dibattito, le istituzioni e la (s)fiducia: quando le soluzioni sono difficili anche il problema stes...
09/03/2026

Un inceneritore, il dibattito, le istituzioni e la (s)fiducia: quando le soluzioni sono difficili anche il problema stesso si sposta.
Parliamone insieme ⬇️

SANTA PALOMBA: PERCHÉ IL DIBATTITO È COSÌ ACCESO?

Il nuovo termovalorizzatore previsto a Santa Palomba divide.

C’è chi lo considera necessario per chiudere il ciclo.
C’è chi teme impatti ambientali e sanitari.
Ci sono manifestazioni, prese di posizione, richieste di trasparenza.

Ma forse la domanda vera è un’altra:
il problema è l’impianto in sé o la fiducia nelle istituzioni che lo controllano?

Ne parliamo in modo civile. Ogni opinione è benvenuta.

SANTA PALOMBA: PERCHÉ IL DIBATTITO È COSÌ ACCESO?Il nuovo termovalorizzatore previsto a Santa Palomba divide.C’è chi lo ...
09/03/2026

SANTA PALOMBA: PERCHÉ IL DIBATTITO È COSÌ ACCESO?

Il nuovo termovalorizzatore previsto a Santa Palomba divide.

C’è chi lo considera necessario per chiudere il ciclo.
C’è chi teme impatti ambientali e sanitari.
Ci sono manifestazioni, prese di posizione, richieste di trasparenza.

Ma forse la domanda vera è un’altra:
il problema è l’impianto in sé o la fiducia nelle istituzioni che lo controllano?

Ne parliamo in modo civile. Ogni opinione è benvenuta.

Il patrimonio di oltre 204 milioni di euro confiscato dalla Guardia di Finanza di Napoli comprende sedi aziendali e immo...
06/03/2026

Il patrimonio di oltre 204 milioni di euro confiscato dalla Guardia di Finanza di Napoli comprende sedi aziendali e immobili a Frosinone, Latina e Roma
Il ruolo del Lazio come piattaforma di investimento e riciclaggio dei proventi di affari illeciti da parte di vari gruppi criminali è documentato in vari rapporti della Direzione Distrettuale Antimafia.

In questo caso il patrimonio reinvestito viene dal traffico illecito di rifiuti.

Al centro dell'indagine patrimoniale del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, ci sono tre fratelli, Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini (quest'ultimo maresciallo dei Carabinieri sospeso dal servizio dopo l'arresto), che nel 2017 furono condannati in via definitiva per disastro doloso continuato.

Furono riconsciuti colpevoli di aver stoccato un milione di tonnellate di rifiuti anche speciali e pericolosi nei loro terreni e di averli seppelliti in cave e terreni agricoli tra Napoli e Caserta. Si scrisse che quella condotta fu la causa di uno dei peggiori disastri ambientali della Terra dei Fuochi.

Ma l'iter giudiziario per la confisca definitiva del patrimonio dei tre fratelli inciampò in un vizio di forma. Dopo una prima confisca nel 2019, confermata in appello nel 2023, nell’aprile 2024 la Corte di Cassazione aveva annullato il provvedimento. Un intoppo che suscitò non poche polemiche per la restituzione di oltre 200 milioni alla famiglia già condannata in via definitiva.
Da lì ha preso il via una nuova ricognizione patrimoniale coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Questa volta, sotto la lente degli investigatori, c'erano i beni riconducibili ai nuclei familiari dei tre fratelli. È saltata all'occhio degli investigatori la sproporzione tra il patrimonio accumulato nel tempo e quanto veniva dichiarato. La proprietà di quelle ricchezze non trovava una tracciabilità legale. La loro provenienza è dunque risultata illecita.

Nel maggio 2024 la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli ha nuovamente sequestrato i beni e, con decreto depositato il 19 febbraio 2026, all’esito dell’istruttoria camerale, ha disposto la confisca.

Il provvedimento riguarda 8 compendi aziendali, con sedi nelle province di Napoli, Frosinone e Roma, 224 immobili ubicati nelle province di Napoli, Salerno, Caserta, Cosenza, Latina e Frosinone, 75 terreni, 70 rapporti finanziari, 72 autoveicoli, 3 imbarcazioni e 2 elicotteri, per un valore complessivo quasi 205 milioni di euro.

Se non esiste una gestione seria e integrata del ciclo dei rifiuti queste soluzioni illegali e pericolose sono la troppo facile alternativa che non vorremmo più dover vedere.

DIFFERENZIATA RECORD… E POI?Superare il 65% di raccolta differenziata è un risultato importante.Ma il restante 35% dove ...
05/03/2026

DIFFERENZIATA RECORD… E POI?

Superare il 65% di raccolta differenziata è un risultato importante.

Ma il restante 35% dove va?
Come viene gestito?
Con quali costi?

Una percentuale alta è un traguardo o solo una parte della soluzione?

Secondo voi stiamo guardando il dato giusto o dovremmo parlare di più del “dopo”?

Non é il solito video emozionale sugli oggetti anni 80 e 90 che riaprono vecchi ricordi, ma la testimonianza della longe...
03/03/2026

Non é il solito video emozionale sugli oggetti anni 80 e 90 che riaprono vecchi ricordi, ma la testimonianza della longevità della plastica.
E dunque un promemoria sulla necessità di una gestione responsabile dei rifiuti e sulla corretta differenziazione, primo passo verso uno smaltimento consapevole e circolare 🌱

Nel 2026 il tema dei rifiuti nel Lazio resta centrale, soprattutto per Roma. La Regione ha rinnovato l’accordo con l’Abr...
02/03/2026

Nel 2026 il tema dei rifiuti nel Lazio resta centrale, soprattutto per Roma. La Regione ha rinnovato l’accordo con l’Abruzzo per smaltire circa 80mila tonnellate di indifferenziato della Capitale: una scelta che conferma come il problema dell’autosufficienza impiantistica non sia ancora risolto, anche alla luce dell’aumento dei flussi previsto con il Giubileo.

I numeri raccontano una realtà fatta di luci e ombre. La raccolta differenziata nel Lazio ha raggiunto il 56,2% (dati 2024-2025), un risultato importante che colloca la regione tra le più virtuose del Centro-Sud. Eppure Roma continua a esportare una quota significativa dei rifiuti trattati, segno che il nodo principale resta la carenza di impianti adeguati sul territorio.

Sul fronte degli investimenti, la Regione ha stanziato 2,6 milioni di euro per la rimozione dei rifiuti pericolosi e pubblicato un bando da 21 milioni per l’ammodernamento degli impianti pubblici, con l’obiettivo di rafforzare l’economia circolare e ridurre la dipendenza da altre regioni. Intanto ARPA Lazio segnala un miglioramento generale della qualità dell’aria e proseguono gli interventi di bonifica in diversi Comuni.

La sfida, oggi, non è solo migliorare la raccolta differenziata, ma costruire un sistema capace di reggersi sulle proprie gambe. Perché senza infrastrutture adeguate, l’emergenza rischia di diventare strutturale.

Fonti istituzionali:
Regione Lazio – Ambiente e Rifiuti 👉 https://www.regione.lazio.it/ambiente/rifiuti
ARPA Lazio 👉 https://www.arpalazio.it

Indirizzo

Via Gorgona
Aprilia
04011

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+39069254039

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