25/03/2025
Perché io so’ io... e voi nun siete un c*o.
Non è solo una battuta: è la sintesi perfetta di come viene trattata la ricostruzione in Italia.
È sfuggita a molti, ma non a noi.
Nel silenzio generale, nella calda estate del 2024, è passata una norma ritagliata su misura per il sisma 2009 – e in particolare per la città dell’Aquila.
Parliamo dell’art. 7, comma 1-bis del Decreto-Legge 11 giugno 2024, n. 76, poi convertito con modificazioni.
Cosa prevede?
Un contributo integrativo da 380 milioni di euro, destinato a coprire le spese residue rimaste a carico dei cittadini dell’Aquila e dei borghi abruzzesi colpiti dal sisma 2009, dopo il blocco del Superbonus 110% e la fine delle opzioni di cessione del credito e sconto in fattura.
Da dove arriva?
Dall’azione politica – in tempi non sospetti – di un sindaco molto vicino a Fratelli d’Italia, che ha saputo far valere le istanze del proprio territorio.
Nel frattempo, negli altri crateri sismici:
- si rincorrono scadenze impossibili,
- i contributi sono risicati,
- regna l’incertezza,
- e il Commissario continua a ripetere che “non si può fare”, “non ci sono risorse”, “non ci sono le condizioni”.
Curioso come certi ambienti aquilani invochino la “parità di trattamento” quando i vantaggi toccano agli altri crateri…
Poi, quando si tratta di farsi i fatti propri e ottenere vantaggi personali, nessun problema.
Zio Remo insegna.
Evidentemente, quando la volontà politica c’è, le condizioni si creano.
Chi non conta, aspetta.