12/06/2026
𝘚𝘦𝘯𝘵𝘪𝘮𝘮𝘰 𝘶𝘯 𝘨𝘳𝘢𝘯 𝘣𝘰𝘵𝘵𝘰. 𝘛𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘴𝘪 𝘮𝘶𝘰𝘷𝘦𝘷𝘢. 𝘕𝘰𝘯 𝘳𝘪𝘶𝘴𝘤𝘪𝘷𝘢𝘮𝘰 𝘢 𝘶𝘴𝘤𝘪𝘳𝘦 𝘥𝘢𝘭 𝘤𝘢𝘱𝘢𝘯𝘯𝘰𝘯𝘦.
Era il 6 maggio 1976. Stavamo caricando i camion alla Coop di Pordenone.
Il giorno dopo arrivò la chiamata dalla Prefettura. Bisognava andare a Maiano (Udine). Siamo partiti subito.
A Osoppo, due chilometri di muri di pietra erano caduti in mezzo alla strada. Si circolava sui campi.
A Trasaghis trovammo una casa crollata. Una mamma e un bambino sotto le macerie. Una pala Caterpillar 980 che caricava di notte sotto un faretto.
Abbiamo fermato i lavori. Aspettato la luce. La mattina dopo abbiamo levato il tetto con la gru e siamo entrati dall'alto. Il bambino era vivo.
🏗️ Da quel giorno siamo rimasti in Friuli sei mesi. Abbiamo demolito il comune di Trasaghis, picconata dopo picconata, per ricostruirlo insieme.
Cinquant'anni dopo, è vivo il nostro impegno nel conservarne la memoria.
Chi ha vissuto il terremoto non lo dimentica. Condivido con noi i tuoi ricordi?