24/07/2026
In Francia, se gestisci un parcheggio più grande di 1.500 metri quadrati e non lo copri di pannelli solari, rischi una multa fino a 40.000 euro all'anno.
Non è una proposta: è il decreto n. 2024-1023, in vigore. Almeno la metà della superficie dei grandi parcheggi — corsie comprese — deve essere coperta da pensiline fotovoltaiche. I parcheggi sopra i 10.000 metri quadrati avevano tempo fino a luglio 2026; quelli tra 1.500 e 10.000 hanno tempo fino al 2028. Il potenziale stimato per la Francia è di circa 11 GW: quanto una decina di centrali di grossa taglia, senza occupare un solo metro quadrato di terreno nuovo.
Germania, Slovenia e Paesi Bassi hanno regole analoghe. La Spagna le sta preparando.
In Italia, sui parcheggi scoperti, non esiste alcun obbligo. Emendamenti sono stati proposti — e si sono fermati.
Eppure guardati intorno. Ogni centro commerciale, ogni polo logistico, ogni stabilimento industriale, ogni ospedale, ogni palazzetto dello sport ha davanti una distesa di asfalto esposta al sole per tutto il giorno. Superficie già impermeabilizzata, già urbanizzata, che non produce niente e che d'estate diventa una piastra rovente.
Una pensilina fotovoltaica su quello stesso asfalto fa tre cose contemporaneamente:
Produce energia dove viene consumata, senza perdite di rete e senza nuove linee
Ripara le auto dal sole e dalla grandine, e abbassa la temperatura del parcheggio
Diventa l'infrastruttura naturale per le colonnine di ricarica elettrica
Zero consumo di suolo. Zero terreno agricolo sacrificato. Una superficie che già c'è, che fa un lavoro solo, e che potrebbe farne due.
La direttiva europea EPBD imporrà il fotovoltaico sui nuovi parcheggi coperti adiacenti agli edifici entro dicembre 2029, e l'Italia dovrà recepirla. Ma per i grandi parcheggi scoperti che esistono già — quelli che vedi ogni volta che fai la spesa — al momento non è previsto nulla.
Il sole che oggi scalda l'asfalto del parcheggio di un ipermercato è esattamente lo stesso che qualcuno vorrebbe raccogliere coprendo un campo di grano.