12/12/2025
NELLE GIORNATE NEBBIOSE NON AERATE LA CASA PER TIMORE CHE ENTRI TROPPA UMIDITA??
ERRATO!!! VALE Il CONTRARIO!
ARTiCOLO: Mario Giuliacci
La nebbia è un segnale inequivocabile che l’umidità relativa dell’aria, in quel luogo e in quell’istante, ha raggiunto il 100%.
Ricordiamo che l’umidità relativa non indica quanti grammi di vapore siano presenti nell’aria, ma quanto l’aria sia vicina alla saturazione: per esempio, un’umidità relativa del 70% significa che manca ancora il 30% perché l’aria, a quella temperatura, diventi satura e formi nebbia o nubi.
La casalinga che, al mattino, desidera aprire le finestre per cambiare aria potrebbe quindi pensare che, in presenza di nebbia, l’umidità in casa aumenterebbe.
Nulla di più sbagliato!
In un ambiente interno con temperatura di 20 °C e umidità relativa intorno al 60% – valori ideali per il comfort fisiologico – l’umidità assoluta è pari a circa 12,5 g/m³.
Supponiamo ora che, in una mattina nebbiosa con aria esterna a 0 °C (umidità assoluta circa 4,5 g/m³), decidiate di aprire le finestre. Dopo l’aerazione, la temperatura interna può scendere intorno ai 10 °C.
Il rimescolamento tra:
aria esterna con 4,5 g/m³
aria interna iniziale con 12,5 g/m³
produce una nuova massa d’aria con un contenuto di vapore pari, grossomodo, alla loro media: circa 9 g/m³.
Conclusione
Dopo aver aerato i locali:
l’umidità assoluta passa da 12,5 g/m³ → 9 g/m³
l’aria interna diventa più secca, non più umida!
Paradossale, vero?
Dunque, chi nelle giornate nebbiose evita di aprire le finestre temendo “troppa umidità”, commette un errore!