16/03/2026
La settimana 9–15 marzo 2026 è stata caratterizzata da un evento sismico particolarmente significativo: il terremoto di magnitudo locale 5,9 del 10 marzo 2026, localizzato nel Golfo di Napoli, al largo di Capri.
A causa della profondità ipocentrale di 410 km, la scossa è stata percepita in gran parte della pen*sola, generando 4.383 segnalazioni raccolte tramite il sito Ho Sentito Il Terremoto, provenienti da 1.248 comuni. Questi dati confermano come anche eventi profondi possano avere una ampia percezione territoriale, evidenziando l’importanza del monitoraggio continuo e della raccolta sistematica delle segnalazioni per comprendere meglio la distribuzione degli effetti sul territorio.
Tornando all’analisi, durante la settimana sono stati registrati:
• 3 eventi sismici con magnitudo maggiore di 3
• 44 eventi con magnitudo tra 2 e 3
• 203 eventi con magnitudo tra 1 e 2
• 122 eventi con magnitudo minore di 1
I comuni che hanno percepito almeno una scossa con magnitudo superiore a 2 sono stati 330, coinvolgendo una popolazione stimata di circa 5,5 milioni di persone.
In particolare, 25 comuni della Calabria hanno registrato 7 scosse percepite nel corso della settimana.
Per quanto riguarda le aziende monitorate, l’attività sismica ha evidenziato 3 aziende in provincia di Cosenza che nella settimana hanno percepito 6 scosse. La maggiore concentrazione di scosse è stata percepita da aziende nelle province di Cosenza, Catanzaro e Messina, mentre in termini di intensità, le scosse più rilevanti hanno interessato 25 aziende in provincia di Napoli e 2 in provincia di Caserta
L’elevato numero di eventi sismici registrati settimanalmente evidenzia come molte infrastrutture siano esposte a sollecitazioni dinamiche frequenti e ripetute. Anche quando le singole scosse presentano magnitudo moderate o basse, la loro ripetizione nel tempo può generare fenomeni di stress cumulativo su edifici, impianti e infrastrutture critiche, contribuendo al progressivo deterioramento strutturale o al danneggiamento di componenti sensibili.
In questo contesto occorre adottare sistemi di monitoraggio continuo, capaci di rilevare tempestivamente eventuali variazioni nello stato di salute delle strutture, affiancandoli a strategie di prevenzione ingegneristica come l’impiego di sistemi di isolamento e smorzamento delle vibrazioni.
Un ruolo importante è svolto anche dai sistemi automatici di isolamento di gas, acqua e liquidi pericolosi – che consentono di prevenire danni secondari e ridurre il rischio di incidenti. Allo stesso tempo, è essenziale garantire la protezione degli asset strategici aziendali, come ad esempio produzioni ad alto valore quali vino, olio, aceto e prodotti chimici.
Un approccio integrato di questo tipo consente di ridurre il rischio di danni e interruzioni operative e di rafforzare la resilienza delle infrastrutture nei confronti di una sismicità diffusa e persistente.
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