20/06/2024
Se non ci fosse da tremare per
il combinato disposto fra
premierato, autonomia e
schiforma della magistratura, ci
sarebbe da scompisciarsi. Due
partiti con l’Italia nel logo, FdI e
FI, la polverizzano in 21 staterelli,
ciascuno con le sue regole, per far
contento un partito estinto che
non era riuscito nell’im p r es a
neppure quando veleggiava sul
40%. Poi, se un deputato 5S gli
mostra il tricolore, reagiscono co-
me il toro al drappo rosso: cari-
cando a testa bassa. E i loro lecchi-
ni sono talmente idioti da dire (e
forse addirittura pensare) che
con l’elezione diretta del premier
“basta governi tecnici, altolà ai ri-
baltoni, istituzioni più stabili”
Quattro b***e al prezzo di una. Vo-
teremo su tre schede: una per il
premier, una per la Camera, una
per il Senato. Quindi potrebbe es-
sere eletto un premier senza mag-
gioranza in una o in entrambe le
Camere: bella stabilità. Quel ri-
schio si evita solo con una legge e-
lettorale che assegni la maggio-
ranza parlamentare a chi arriva
primo, senza un tetto minimo: ti-
po l’Italicum, che dava il 55% dei
seggi al primo partito anche col
20% dei voti. Ma la Consulta lo
bocciò: il premio senza soglia è in-
costituzionale. E i ribaltoni, cioè i
cambi di maggioranza in corso di
legislatura, previsti ogni demo-
crazia parlamentare? Per limitar-
li servirebbe la sfiducia costrutti-
va tedesca o sp****la: il governo
può cadere per far posto a un altro
solo se c’è una maggioranza alter-
nativa, sennò si torna alle urne.
Ma nel premierato non c’è e i ri-
baltoni restano possibilissimi.
Il premier sfiduciato può chie-
dere e ottenere dal Quirinale lo
scioglimento delle Camere, o
tentare un reincarico, o ancora
passare la mano a un altro eletto
della sua maggioranza. Ma, in ca-
so sia di reincarico sia di staffetta,
il partito che ha fatto cadere il go-
verno può esser cacciato e sosti-
tuito con uno che stava all’oppo -
sizione: il classico ribaltone. Si
dirà: ma niente tecnici né larghe
intese. Falso: nessuna norma im-
pedisce al secondo (e ultimo)
premier della legislatura di coin-
volgere quanti partiti vuole. L’
u-
nico obbligo è che lui sia un par-
lamentare, ma per i ministri non
vale: se oggi fossero in vigore le
nuove regole e Salvini rovescias-
se il governo, la Meloni potrebbe
passare la mano a un Giorgetti,
che potrebbe nominare tutti mi-
nistri tecnici per tenersi i leghisti
governisti e allargare la maggio-
ranza ai centrini. Così avremmo
un ribaltone e un governo ancor
più tecnico di quello di Draghi.
Non solo: il secondo premier, es-
sendo anche l’ultimo (il premie-
rato non consente un terzo tenta-
tivo), sarebbe molto più forte del
primo per il terrore degli eletti di
perdere la poltrona: quindi il
premier eletto dal popolo sareb-
be molto più debole di quello che
nessuno s’è mai sognato di eleg-
gere. Non è meraviglioso?