Sinenergy srl

Sinenergy srl Sistemi Energia Rinnovabile

Impianti fotovoltaici e mini-eolici "chiavi in mano"
Studi anemometrici - Monitoraggio energetico
Impianti elettrici - Automazione - Domotica - Impianti d'allarme

Quadro Generale Sala degustazione e Cucina Nuovo Piccolo Cinema a Santo Spirito
30/11/2019

Quadro Generale Sala degustazione e Cucina Nuovo Piccolo Cinema a Santo Spirito

12/01/2019

Pubblicate in GU Europea il 21/12/18 le 2 Direttive e il Regolamento previsti nel Pacchetto energia del 2015
Una Direttiva Rifonde la 2009/28 sulle Rinnovabili. L'altra Direttiva Rifonde la 2012/27 sull' Efficenza energetica. Il Regolamento chiarisce lo sviluppo su "L’Unione per l'energia" e obbliga gli stati ad intervenire sui casi di "Povertà energetica". Sembrerebbe che è definitivamente sancita la possibilità per il privato di stoccare e vendere l'energia prodotta.

Impianto fotovoltaico a Noci con accumulo a doppia batteria collegato alla Rete di Distribuzione PubblicaVilla indipende...
16/12/2018

Impianto fotovoltaico a Noci con accumulo a doppia batteria collegato alla Rete di Distribuzione Pubblica
Villa indipendente

16/12/2018

Le prospettive di crescita per il settore sono molto interessanti, basti pensare che per raggiungere gli obiettivi europei al 2030, il fotovoltaico in Italia dovrebbe passare dagli attuali 20 GW a 55GW, praticamente triplicando in 12 anni l’installato attuale, con una produzione pari a circa 80 TWh. Il che vuol dire passare dagli attuali 400 MW annui di nuova potenza fotovoltaica a più di 5 GW.

Le nuove norme in materia di energia rinnovabile, efficienza energetica e governance adottate dall'Europa e che presto sarannpo pubblicate sulla Gazzetta dell'UE, chiedono un obiettivo vincolante per le energie rinnovabili di almeno il 32%, inoltre è riconosciuto il diritto per i cittadini degli Stati membri di produrre energia rinnovabile per il proprio consumo, di immagazzinarla e di vendere la produzione in eccesso.

Dal Forum è emerso che si tratta di un obiettivo ambizioso ma raggiungibile, abbiamo tutte le carte in regola infatti in termini di tecnologia, know-how e investitori, senza dimenticare l'alto prezzo dell’energia e che il nostro è un paese "baciato dal sole". L'Italia è però carente rispetto a una chiara regolamentazione, che permetta la reale transizione energetica attraverso un innovativo modello che si basi su autoconsumo, aggregatori, comunità energetiche e sviluppo di grandi impianti con contratti di vendita di energia su medio e lungo termine (PPA).

In altri paesi europei questa rivoluzione è già in atto, in Austria per esempio l’autoconsumo collettivo è autorizzato, in Olanda è possibile vendere l’energia prodotta ai quartieri limitrofi, la Spagna ha pubblicato una nuova normativa di autoconsumo flessibile e aperta. Estonia e Danimarca, grazie agli open data e alla digitalizzazione, stanno sviluppando dei “data hub” per scambiare dati legati all’energia, cosicché le aziende possano creare business model adeguati.

In Italia anche se nella Strategia Energetica Nazionale si parla di comunità energetiche ed autoconsumo, di fatto la materia non è regolamentata. Per quanto riguarda i PPA sembra che il mercato nel nostro paese stia partendo, anche se non ci sono ancora le installazioni di grande taglia già operative e pronte a vendere l’energia ai privati con contratti di lungo termine.

Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Italia Solare è molto soddisfatto della partecipazione al Forum e commentando la giornata ha sottolineato che il fotovoltaico italiano non dovrebbe essere fermo a 400 MW all’anno installati considerando l'enorme opportunità industriale, "Per rivitalizzare il comparto serve una regolamentazione che possa dare avvio ai nuovi sistemi energetici. Non è una questione di costi né tanto meno di tecnologia, ma di impedimenti normativi e burocratici”.

Non bisogna dimenticare che il costo della tecnologia fotovoltaica è diminuito del 90% in 10 anni, si tratta dunque di un settore sempre più competitivo e che se regolamentato potrebbe assicurare crescita economica, sociale e nuova occupazione. Nel Forum si è parlato anche dell'importanza degli interventi di repowering e di revamping che dovrebbero prevedere procedure semplificate per assicurare che i 20 GW installati non perdano di produttività.

Infine non si può dimenticare l'importanza nella transizione energetica della digitalizzazione, elemento imprescindibile che pemette la comunicazione dei dati con raccolta e gestione in tempo reale. In questo modo si potrà aumentare la percentuale di energia condivisa e misurarla perché consumata in contemporanea alla produzione, oltre a favorire l’ottimizzazione nell’uso della rete e la capacità di aggregazione.

Impianto fotovoltaico con accumulo a doppia batteria al litio collegato alla Rete di Distribuzione Pubblica
16/12/2018

Impianto fotovoltaico con accumulo a doppia batteria al litio collegato alla Rete di Distribuzione Pubblica

18/11/2018

Il nuovo Decreto di incentivazione alle fonti energetiche rinnovabili (o Decreto FER 1) è ormai in discussione, tra bozze più o meno ufficiali, da Marzo 2018. Al momento il documento dovrebbe essere al vaglio della Conferenza Stato-Regioni per raccogliere un parere, peraltro non vincolante, prima della verifica in sede europea.

Questa lunga attesa sta creando una certa confusione sul mercato, in gran parte immotivata. Cerchiamo allora di spiegare, bozza del Decreto alla mano, a chi conviene attendere questo nuovo provvedimento e a chi no.

Una premessa vale per tutti gli impianti: i prezzi degli impianti fotovoltaici non sono mai stati così bassi come oggi. Qualsiasi sia l’impianto da fare l’investimento si aggira sempre tra 0.8 e 1.5 €/Wp. Chiavi in mano.

Per gli impianti residenziali non c’è nessuna possibilità di accesso al Decreto FER, essendo il limite minimo di potenza incentivabile 20 kW. Peraltro, è di gran lunga preferibile l’attuale meccanismo di detrazione del 50% unito allo scambio sul posto che consente di valorizzare l’energia ad un prezzo maggiore di quanto previsto dal Decreto.

Gli impianti non residenziali sotto i 20 kW sono invece quasi sempre realizzati per le esigenze di autoconsumo di piccoli capannoni, ristoranti, o altre attività commerciali. Anche in questo caso, l’accesso allo Scambio Sul Posto consente un ottimo rientro, purché il dimensionamento dell’impianto sia fatto correttamente, senza sovradimensionare.

Va sempre ricordato che al tavolo imbandito dove siedono i grandi utilizzatori domestici (frigo, lavatrice, asciugatrice, …) e piccoli (luci, tv, …) la sedia più grande, quella a capotavola, è ancora vuota. Ma presto verrà occupata…dall’auto elettrica. Siamo infatti destinati ad assistere nei prossimi 10 anni, quindi certamente durante la vita del nostro impianto fotovoltaico, all’ascesa dei veicoli elettrici e con essi delle loro esigenze energetiche di ricarica.
Sopra i 20 kW c’è la possibilità di accedere al decreto. Ma ne vale sempre la pena?
No, non sempre.

In particolare, la possibilità di accedere allo Scambio Sul Posto vale anche per gli impianti tra i 20 e i 500 kW. Il meccanismo rimane maggiormente remunerativo laddove i consumi annui siano in linea con la produzione di energia dell’impianto fotovoltaico. Se questa fosse la situazione, specie per gli impianti fino a 100 kW, non avrebbe molto senso partecipare ai registri previsti dal Decreto.

Anzitutto perché, in base ai criteri gerarchici previsti dal decreto, solo determinate tipologie di siti hanno chance di entrare nei registri, come le cave dismesse per il gruppo A o gli edifici con tetto in Eternit per il gruppo A-2. Se un edificio industriale non ha il tetto in amianto allora avrà ben poche possibilità di accedere ai registri, almeno finché i contingenti di potenza non verranno aumentati. Questo avverrà alla terza asta attualmente prevista per Settembre 2019.
Ma allora, a chi conviene davvero?
Certamente chi si ritrova un edificio con tetto in Eternit di medio-grandi dimensioni e al tempo stesso un autoconsumo istantaneo ridotto, magari pari al 30% della produzione dell’impianto, può trovare nel Decreto FER un interessante strumento per valorizzare a prezzo fisso e per 20 anni il surplus di energia prodotta. Il piccolo bonus previsto per chi bonifica tetti in amianto, e riconosciuto su tutta l’energia prodotta, non solo su quella immessa in rete, basta a mala pena a coprire il costo del rifacimento del tetto. Tuttavia, riterrei corretto considerare anche il valore aggiunto dell’edificio che senza Eternit di certo ha un maggiore valore immobiliare.

Il vero “vantaggio” dell’avere un tetto da bonificare è la possibilità di accedere al contingente riservato A-2. Non basterà tuttavia questo criterio per essere certi di essere ammessi, ma sarà necessario aggiungere delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici e, magari, partecipare sotto forma di aggregato di impianti.

Analogamente per le cave dismesse, che per il gruppo A rappresentano la categoria più presente sul territorio, il Decreto FER rappresenta una grande opportunità per valorizzare delle aree altrimenti di difficile ripristino se non per usi agricoli.

Tuttavia, differentemente dagli edifici con tetti in amianto, le cave spesso sorgono in zone vincolate o con una scarsa presenza di linee elettriche: tutti fattori che fanno sì che il vero banco di prova sarà presentarsi all’apertura dei registri GSE con i permessi in regola, unitamente al preventivo di connessione accettato.

Infine una terza categoria particolarmente interessata al Decreto è quella degli investitori terzi o dei fondi di investimento che grazie a questo strumento potranno tornare a realizzare impianti su superfici dove i proprietari delle stesse non sono interessati a sviluppare il fotovoltaico in proprio. Anche in questo caso la certezza ventennale dell’incentivo è un indubbio vantaggio rispetto ai contratti di PPA che hanno durate di norma inferiori ai 5 anni.

Nel complesso il nuovo Decreto FER non potrà che essere un tassello del mosaico di strumenti necessari per governare la transizione energetica, non solo verso le rinnovabili ma soprattutto verso il vettore elettrico che andrà a soppiantare sia i combustibili per riscaldamento, sia i carburanti per i trasporti.

In questo quadro, le tempistiche di attuazione diventano esse stesse fondamentali per non creare effetti negativi sul mercato.

Al tempo stesso tutti gli operatori devono essere consci che con gli attuali prezzi dei moduli fotovoltaici e degli impianti in generale, considerati i prezzi medi orari dell’energia, il fotovoltaico rappresenta già la soluzione più economica e certa per produrre l’energia di cui abbiamo bisogno.

09/05/2018

L'Agenzia delle Entrate ha confermato che la detrazione fiscale del 50% è applicabile anche sui sistemi di accumulo installati su impianti fotovoltaici già esistenti.

La circolare 7/E/2018 afferma che "L'installazione del sistema di accumulo su un impianto (n.d.r. fotovoltaico) dà diritto alla detrazione sia nel caso in cui tale installazione sia contestuale che successiva a quella dell'impianto fotovoltaico, configurandosi, in dette ipotesi, il sistema di accumulo come un elemento funzionalmente collegato all’impianto fotovoltaico stesso".
Il sistema di accumulo, cioè, è funzionale all'impianto fotovoltaico indipendentemente dal momento dell'installazione e, come tale, è una spesa detraibile in tutti i casi, anche nel retrofit.

21/01/2018

Un articolo pubblicato su Fisco Oggi, la rivista telematica dell'Agenzia delle Entrate, ci aiuta a comprendere nel dettaglio il nuovo Bonus Verde, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 e valido fino al 31 dicembre di quest'anno. Si tratta di un interessante aiuto per chi voglia abbellire il proprio giardino o terrazzo e che aiuterà anche l'ambiente, contribuendo a combattere lo smog cittadino.

La nuova agevolazione prevede una detrazione pari al 36%, entro un limite di 5.000 euro per unità immobiliare, delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi e per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
La detrazione spetta anche per le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino ad un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo. In questo caso hanno diritto alla detrazione i singoli condomini nel limite della quota ad essi imputabile.

I Due Trulli, Centro Cinofilo Club Cinofilo e Parco degli Affetti, adesso funziona ad energia verde
22/06/2017

I Due Trulli, Centro Cinofilo Club Cinofilo e Parco degli Affetti, adesso funziona ad energia verde

SinEneRgy srl

29/01/2017

Le linee guida intendono essere un concreto aiuto sia per i tecnici comunali che per i professionisti nell’applicazione dei DD.MM. 26/06/2015, agevolando, da una parte, il compito di verifica dei funzionari e, dall’altra, la verifica della correttezza del proprio operato dei professionisti che operano nel settore.

Nello specifico, nel caso di nuova costruzione (compresa la demolizione e ricostruzione) o ristrutturazione rilevante di edifici pubblici o ad uso pubblico, i requisiti previsti dal D.Lgs. 28/2011 in materia di copertura del fabbisogno tramite il ricorso a Fonti Energetiche Rinnovabili, sono incrementati del 10%.

In caso di utilizzo di pannelli solari termici o fotovoltaici disposti sui tetti degli edifici, i predetti componenti devono essere aderenti o integrati nei tetti medesimi, con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda. Gli obblighi precedenti sono incrementati del 10% per gli edifici pubblici.

La potenza elettrica misurata in kW superiore o uguale al valore calcolato secondo la seguente formula: P = (1/K) ・ S

Dove: S e la superficie in pianta dell’edificio al livello del terreno, misurata in metri al quadrato, e K e un coefficiente [m2/kW] che assume i seguenti valori:

K = 65 dal 01/01/2014 al 31/12/2016
K = 50 dal 01/01/2017

Vale a dire che per un edificio di di 100 metri quadrati al livello del terreno sono obbligatori 2 kW di potenza elettrica da fonte rinnovabile.

Per tutte le informazioni complete, scarica e leggi le linee guida del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

29/01/2017

Il Consiglio dei ministri di ieri – il secondo del nuovo governo – ha approvato in via definitiva il decreto sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, ricariche per i veicoli elettrici comprese, che recepisce la direttiva europea DAFI, ossia Directive alternative fuel initiative.

Tra le altre cose, il decreto, per agevolare la realizzazione di punti di ricarica negli edifici, prevede che dal 1° giugno 2017 i Comuni potranno rilasciare il titolo abilitativo edilizio per gli edifici di nuova costruzione ad uso non residenziale con superficie superiore a 500 mq e per gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 50 unità abitative (per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20% di quelli totali), solo se sarà contemplata la predisposizione degli allacci, ovvero, se gli edifici potranno essere dotati di prese elettriche per ricaricare le auto a batteria.

Indirizzo

Via Sammichele, 67
Casamassima
70010

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 12:00

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