Λ studio Lambda di Sanna per. ind. Davide

Λ studio Lambda di Sanna per. ind. Davide Capotecnico per la Termotecnica - Posizione albo professionale #3326
Progettazione Tecnologie energetiche ed industriali

CONTO TERMICO 2.0 - INCENTIVI ANCORA DISPONIBILIIl Conto Termico incentiva interventi per l'incremento dell'efficienza e...
16/05/2018

CONTO TERMICO 2.0 - INCENTIVI ANCORA DISPONIBILI

Il Conto Termico incentiva interventi per l'incremento dell'efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni. I beneficiari possono essere anche imprese e privati, che potranno accedere a fondi per riqualificare energeticamente il proprio immobile, riducendo in tal modo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta.

Recentemente, il Conto Termico è stato rinnovato rispetto a quello introdotto dal D.M. 28/12/2012. Oltre ad un ampliamento delle modalità di accesso e dei soggetti ammessi, sono previsti nuovi interventi di efficienza energetica. E' stata inoltre rivista la dimensione degli impianti ammissibili e snellita la procedura di accesso diretto per apparecchi con caratteristiche già approvate e certificate.

Il limite massimo per l'erogazione degli incentivi in un'unica rata è di 5.000 euro e i tempi di pagamento sono all'incirca di 2 mesi.

17/09/2015

Cosa cambia con i DM 26.06.15? L'ing. Rossella Esposti, Direttore Tecnico ANIT, spiega come affrontare il problema della condensa interstiziale e delle muffe...

NON esiste alcuna NUOVA tassa per i CONDIZIONATORIIn realtà Si tratta dell’obbligo, in vigore dal 2014, di effettuare co...
27/07/2015

NON esiste alcuna NUOVA tassa per i CONDIZIONATORI

In realtà Si tratta dell’obbligo, in vigore dal 2014, di effettuare controlli ogni 4 anni sugli impianti oltre i 12 kW
La "tassa" sui condizionatori potrebbe costare alle famiglie da 180 a 300 euro. Così sentenziava la Federconsumatori, tale considerazione potrebbe far pensare all'ennesima tassa sul possesso e l’utilizzo di un bene proprio che in questo caso è il condizionatore, mentre si tratta dell’obbligo di redigere il nuovo libretto in occasione dei controlli periodici e delle manutenzioni degli impianti termici, che si applica solo in alcuni casi.

L’obbligo non riguarda tutti i condizionatori, ma solo quelli di potenza nominale utile maggiore di 12 kW. Un impianto domestico utilizzato da una famiglia difficilmente raggiunge queste soglie, a meno che la metratura dell’appartamento non sia estesa e non ci siano più elementi. Le utenze domestiche hanno generalmente contratti di fornitura di energia elettrica da 3 kW; indi per cui gli impianti collegabili presentano a titolo informativo e non esaustivo una potenza frigorifera intorno ai 6/7 kW.

Le modalità con cui svolgere i controlli obbligatori, che in questo caso vanno effettuati ogni quattro anni, sono stati regolamentati nel 2014, sulla scia di quanto già accadeva per le caldaie.

Le nuove prescrizioni normative valgono quindi se si superano i 12 kW e i proprietari che non si adeguano sono puniti con multe da 500 a 3 mila euro.

Per fare maggiore chiarezza ripercorriamo il panorama normativo che ha portato a questo obbligo.

Condizionatori e libretto di impianto
In prima istanza con la Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia, recepita nell’ordinamento italiano dal D.lgs 192/2005, che ha previsto che gli Stati membri adottino misure per le ispezioni periodiche degli impianti di potenza nominale utile maggiore di 12 kW. Sulla base di questo, il Dpr 74/2013 ha definito i criteri generali in materia di conduzione e controllo degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva con relativa manutenzione, stabilendo controlli periodici, la redazione del libretto di impianto e del rapporto di efficienza energetica a cura di un tecnico.

In sostnaza, la norma prevede l’obbligo per gli impianti termici di climatizzazione invernale di potenza utile nominale maggiore di 10 kW e per quelli di climatizzazione estiva di potenza utile nominale maggiore di 12 kW.

Il DM 10 febbraio 2014 ha introdotto modelli di libretto di impianto e di rapporto di efficienza energetica e il DM 20 giugno 2014 ha fissato al 15 ottobre 2014 la data a partire dalla quale adeguare i vecchi libretti.

La periodicità dei controlli bisogna fare riferimento all’Allegato A del Dpr 74/2013. Nel caso dei condizionatori di potenza superiore a 12 kW, ovvero ogni quattro anni.

In ogni modo, si informa che il libretto d'impianto per le nuove installazioni deve sempre essere rilasciato senza altro onere aggiuntivo a quanto pattuito con il vostro installatore; a meno che non espressamente indicato in fase di preventivo.

la normativa specifica a riguardo è la seguente:
- Decreto Legislativo 19/08/ 2005 n. 192
Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia
Decreto Pres. Repubblica 16/04/ 2013 n. 74
- Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, ..
Decreto Ministeriale 10/02/ 2014
- Ministero dello Sviluppo Economico - Modelli di libretto di impianto per la climatizzazione e di rapporto
- Decreto Ministeriale 20/06/ 2014
Ministero dello Sviluppo Economico - Proroga della scadenza per il libretto di impianto per la climatizzazione ..

19/12/2014
Caldaie, arriva il nuovo libretto per l’efficienza energeticaIn vigore dal 15 ottobre la normativa sui nuovi libretti di...
31/10/2014

Caldaie, arriva il nuovo libretto per l’efficienza energetica

In vigore dal 15 ottobre la normativa sui nuovi libretti di impianto e sui nuovi modelli per il controllo di efficienza energetica per condizionatori e caldaie.

Dal 15 ottobre, nel nome della sicurezza e del rispetto per l’ambiente, tutto è cambiato: padroni e inquilini dovranno dotarsi di un nuovo libretto (dedicato anche a sistemi di climatizzazione, impianti solari, pompe di calore o di teleriscaldamento) in cui verrà redatto il Rapporto di efficienza energetica, vale a dire la certificazione del buon funzionamento dell’impianto.

Il libretto (composto da 37 pagine e disponibile sul sito del ministero dello Sviluppo Economico) non andrà, tuttavia, a sostituirsi al vecchio, ma lo affiancherà. In pratica, in ogni casa ce ne dovranno sempre essere due. Sul primo, infatti, si verbalizzerà il rapporto di efficienza energetica relativo alle prestazioni degli impianti, mentre sull’altro si riporteranno i controlli periodici su sicurezza, salubrità e igiene degli apparecchi, ora diventati obbligatori.

Con l’aggiunta delle verifiche del rendimento di efficienza energetica e della sanificazione previste dalla nuova carta d’identità, una famiglia con una caldaia collegata a termosifoni e un impianto di climatizzazione con split deve spendere in media 200 euro ogni 4 anni e circa 80 euro all'anno per la manutenzione ordinaria dell'apparecchio. E per chi non rispetta la normativa, le multe previste sono salatissime: si va da 500 a 3mila euro. Cifra che lievita fino a 6mila euro per l’installatore sprovveduto o poco serio.

Le nuove regole, imposte dal ministero dello Sviluppo con il decreto del 10 febbraio 2014 (che prevedeva l’entrata in vigore già a giugno, scadenza poi slittata al 15 ottobre per consentire a tutti di aggiornarsi ).

In genere, la periodicità delle manutenzioni sono: due anni per gli impianti termici a combustibile liquido o solido superiori ai 5 kW e inferiori a 100 kW di potenza o quattro anni per gli impianti a gas metano o Gpl superiori ai 5 kW e inferiori a 100 kW di potenza). La periodicità dei test di sicurezza e salubrità, invece, la stabilisce il tecnico che fa la manutenzione, ma in linea di massima è annuale.

Così per le famiglie italiane non dovrà partire una corsa disperata per mettersi in regola. Ma la confusione è già tanta al solo pensiero del raddoppio dei controlli obbligatori e dei due libretti. La novità non piace affatto alle associazioni dei consumatori. Konsumer Italia contesta la discrezionalità sulla scelta della frequenza dei controlli, che potrebbe creare disparità tra i cittadini delle varie Regioni e permettere ai tecnici di moltiplicare a dismisura i test, approfittando della situazione.

Il motivo della criticità sollevata è chiara: in base alla nuova normativa, per i nuovi impianti la prima annotazione del libretto compete all’installatore. Per caldaie e condizionatori già montati, sarà invece il responsabile dell’impianto (il proprietari o l’inquilino nel caso di un impianto autonomo e l’amministratore per i centralizzati) accertarsi che venga predisposto il libretto. Con un distinguo: chi è in affitto dovrà farsi carico delle sole spese ordinarie. Quelle straordinarie (come, ad esempio, la sostituzione di tecnologie o interventi significativi sull’impianto che verranno indicati dal manutentore) sono a carico del proprietario.

Al termine della diagnosi, il manutentore (per accertarsi che sia in regola con i requisiti di legge per operare si può consultare la Camera di Commercio) dovrà poi trasmettere agli enti preposti il cosiddetto rapporto di controllo. Le verifiche non verranno più effettuate a campione, ma si partirà da coloro che non hanno svolto gli interventi e del cui impianto non è arrivata alcuna notifica al Catasto.

Pannelli Radianti a SoffittoI panelli radianti per la climatizzazione estiva ed invernale costituiscono ormai una tecnol...
24/10/2014

Pannelli Radianti a Soffitto

I panelli radianti per la climatizzazione estiva ed invernale costituiscono ormai una tecnologia diffusa e nota a molti. Negli ultimi anni, anteponendo le condizioni di comfort che gli impianti a pannelli radianti offrono agli effettivi vantaggi economici, spesso si realizzano impianti a pannelli radianti anche dove non sono necessari.

Tipicamente, quanto descritto, accade nelle regioni per le quali i tempi di accensione degli impianti di riscaldamento, definiti dalla legge, sono nettamente inferiori a quelli necessari per l'accensione di un impianto a pannelli radianti. In questo articolo sono descritti i vantaggi di alcune soluzioni impiantistiche, tecnologiche e di materiali per gli impianti a pannelli radianti che spesso sono trascurati.

In particolare, si considerano la realizzazione di pannelli radianti a soffitto e l’utilizzo di tubazioni in rame al posto di quelle realizzate in materiale plastico.

i Vantaggi per Radiante a Soffitto

Gli impianti radianti a soffitto vengono realizzati con la composizione di pannelli che le varie case costruttrici mettono a disposizione con delle dimensioni, standard, dell’ordine di alcuni metri quadrati. In prima approssimazione, nella maggior parte dei casi, l’emissione di energia termica negli ambienti avviene per più del 50% per irraggiamento e per l’altra metà per convezione.
Ricordiamo che per la climatizzazione estiva è necessario il controllo dell’umidità in ambiente con un sistema di sensori e deumidificatori che evitano i fenomeni di condensa eliminando l’umidità dagli ambienti e regolano la temperatura minima dell’acqua dell’impianto in mandata.

In maniera analoga ai pannelli a pavimento, quelli a soffitto hanno sul retro un pannello isolante, generalmente di polistirolo con diverse densità, un sistema di fissaggio ed un pannello a vista che può essere un semilavorato da tinteggiare o avere un rivestimento finito.

Rispetto ad un impianto radiante a pavimento, un impianto a soffitto opportunamente dimensionato può essere installato solo su una parte del soffitto con delle estensioni in metri quadrati nettamente inferiori. In tal modo, si evita anche lo spreco, tipico, che si ha con i pannelli radianti a pavimento dovuto alla sua copertura parziale in tutte le zone dove ci sono mobili, letti, armadi etc. Infatti, nei primi anni della diffusione di tali impianti era fondamentale conoscere la disposizione dei mobili in casa per ridurre i costi di tali impianti che erano nettamente superiori a quelli attuali.

i Vantaggi per Soffitto Radiante in Rame

Il costo al metro delle tubazioni in materiale plastico o metallo-plastici è nettamente inferiore al costo delle tubazioni metalliche come ad esempio il rame. Se a tale considerazione si aggiungono i vantaggi dell’utilizzo delle tubazioni in rame, come il notevole incremento delle prestazioni dell’impianto, si può giungere alla conclusione che economicamente è più vantaggioso un impianto radiante realizzato in rame che non con i materiali plastici.

Infatti, basti pensare alla natura pressoché isolante dei materiali plastici o metallo-plastici rispetto alla naturale conducibilità dei conduttori come il rame. Per quest’ultimo la conducibilità termica è superiore ai 360 kW/mq mentre per il PE-XC, uno dei più diffusi materiali plastici, è inferiore a 0,4 kW/mq.

Come immediata conseguenza della elevata conducibilità termica rispetto al PE-XC, le tubazioni in rame, a parità di altre condizioni, riducono notevolmente l’inerzia termica dell’impianto, vale a dire, danno all’impianto la capacità di raggiungere la temperatura desiderata in ambiente con tempi minori. Inoltre, l’elevata conducibilità del rame permette, ad un impianto a pannelli radianti, di lavorare con temperature inferiori, dell’ordine di 4 o 5 gradi centigradi, rispetto ai metallo-plastici.

In generale, il tutto si traduce in una riduzione dei consumi, in particolare, per gli impianti che hanno un generatore a p***a di calore ridurre di pochi gradi la temperatura di mandata dell’acqua può significare un notevole incremento delle prestazioni. Per gli impianti a soffitto, le elevate prestazioni del rame permettono di realizzare delle superfici radianti di dimensioni minori rispetto all'area dell'intero soffitto minimizzando, in tal modo, anche le interferenze con gli altri impianti.

Infine, oltre alla possibilità di allargare il passo delle serpentine, tra gli altri vantaggi delle tubazioni in rame per i radianti, segnaliamo dei costi di gestione minori rispetto alle tubazioni metallo-plastiche, derivanti dalla limitata proliferazione batterica e formazione di alghe che elimina l’utilizzo di additivi nel fluido vettore.

Ristrutturazioni e mobili, detrarre il 50% delle spese.Ristrutturazioni edilizieÈ detraibile il 50% delle spese sostenut...
02/10/2014

Ristrutturazioni e mobili, detrarre il 50% delle spese.

Ristrutturazioni edilizie
È detraibile il 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione degli immobili fino al 31 dicembre 2014, con un tetto di spesa di 96 mila euro. Nel 2015 la detrazione calerà al 40%, con tetto di spesa fermo a 96 mila euro. Dal 2016, la detrazione sarà del 36% e il tetto di spesa di 48 mila euro.

La detrazione si applica ai seguenti interventi:
- manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali;
- manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati sulle parti comuni dei condomini;
- ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi;
- interventi antisismici su prime case ed edifici produttivi in zone sismiche ad alta pericolosità;
- realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali;
- eliminazione delle barriere architettoniche;
- domotica per favorire la mobilità delle persone portatrici di handicap gravi;
- bonifica dall’amianto e opere volte a evitare gli infortuni domestici;
- installazioni di sistemi antifurto;
- cablatura degli edifici e opere per il contenimento dell’inquinamento acustico.

Mobili ed elettrodomestici
È detraibile il 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2014 per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni). Il tetto di spesa è fissato al 10 mila euro. La spesa è agevolabile al 50% indipendentemente dal prezzo pagato per la ristrutturazione.

Occorre effettuare i pagamenti con bonifici bancari o postali, sui quali va indicato: la causale del versamento; il codice fiscale del beneficiario della detrazione; il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei beni. È consentito effettuare i pagamenti anche con carte di credito o di debito. La detrazione è spalmata in 10 anni.

CALDAIE A PELLETRiscaldare in modo sostenibile è facile, al posto degli impianti a gas che sono dispendiosi, ecco il pel...
24/09/2014

CALDAIE A PELLET

Riscaldare in modo sostenibile è facile, al posto degli impianti a gas che sono dispendiosi, ecco il pellet una soluzione economica e rispettosa dell'ambiente.

Cos’è il pellet, quante qualità esistono

Il pellet è un combustibile solido, che viene utilizzato nelle caldaie da interni. E' costituito da elementi alla vista piccolissimi che si ricavano dalla segatura che proviene dal legno non trattato, definita vergine. Il processo che ci porta ad ottenere gli elementi di pellet dalla segatura prevede prima una fase d essiccazione e poi successivamente di compressione, che dà origine a tutti questi piccoli cilindri del diametro di 6-8 mm e della lunghezza di 10-30 mm.
Il pellet è considerato un prodotto ecologico ad alto rendimento, perché grazie alla lignina, presente naturalmente nel legno, e alla sua capacità legante, non necessita di additivi o di sostanze chimiche estranee per essere compattato.
Utilizzare una caldaia di questo tipo vuol dire utilizzare un sistema ecocompatibile, rispettando l’ambiente, questo perché è classificabile tra le biomasse. Infatti una caldaia a pellet produce anidride carbonica e libera una percentuale di sostanze inquinanti molto bassa. La combustione avviene a CO2 neutro. Durante la crescita gli alberi assorbono CO2, che viene poi liberata nella combustione, proprio come avverrebbe se gli alberi marcissero naturalmente nel bosco. Per produrre i pellet non si abbattono alberi in più. Si utilizzano invece gli scarti della lavorazione del legno. Inoltre in Austria e in Europa cresce più legno di quanto non venga abbattuto nei boschi.
La caldaia viene alimentata automaticamente tramite la coclea o il sistema di aspirazione a depressione e le moderne caldaie non richiedono alcuna manutenzione durante il funzionamento.

Ovviamente è difficile capire la qualità del pellet utilizzato, perché spesso può capitare che il legno di origine non sia del tipo non trattato, e quindi in seguito alla combustione in caldaia diventerebbe un’agente fortemente inquinante per questo motivo è stato ideata un'attestazione di garanzia, che ci permette di definire la qualità del pellet basata su parametri oggettivi. Solo il pellet che, in seguito ad analisi specifiche, rispetta i parametri fissati può ricevere l'attestazione.
I pellet occupano metà spazio rispetto alla legna e addirittura un quarto rispetto al cippato. La scorta per un anno di un‘abitazione unifamiliare moderna può essere immagazzinata in soli 4 m2 circa.

Come funzionano le caldaie a pellet

Esternamente la caldaia a pellet può apparire come una normale caldaia a gas. Può essere rivestita di acciaio, ceramica o pietra, la sua forma le permette di poter essere posizionata in qualsiasi ambiente poiché appunto molto simile ad una caldaia a gas. La caldaia presenta un serbatoio in cui inserire il pellet e la cui capienza varia a seconda dei modelli: si parte da circa 10 -11 kg per quelli più piccoli e si può arrivare oltre i 60 kg.
Quando la caldaia è in funzionamento, il combustibile, viene trascinato nel braciere attraverso un condotto e quindi bruciato. Ovviamente così come tutte le caldaie è possibile collegarla all’impianto elettrico, ed inoltre è possibile programmare l'accensione e lo spegnimento del prodotto e regolare la temperatura.
La potenza termica di una caldaia è determinata dalle sue dimensioni e dalla quantità di pellet bruciato; sul suo rendimento può influire anche il tipo di combustibile utilizzato.

Scegliere una caldaia a pellet ci può portare numerosi vantaggi sia in termini di risparmio energetico, sia per quanto riguarda il rispetto dell’ambiente. È importante sapere che le questo tipo di caldaie sono ottime per tutti gli edifici.

INFINE, AD OGGI E' POSSIBILE USUFRUIRE, OLTRE ALLO SGRAVIO FISCALE DEL 65%-50% SULL'IRPEFF, ANCHE DEL CONTRIBUTO DI CONTO TERMICO RILASCIATO DAL GSE; tale contributo può arrivare anche a circa 4000 euro in due anni per una piccola caldaia da casa unifamiliare.

GESTORE IMPIANTO CALDAIA E P***A DI CALOREUn gestore elettronico di impianto permette di scegliere il generatore più van...
18/08/2014

GESTORE IMPIANTO CALDAIA E P***A DI CALORE

Un gestore elettronico di impianto permette di scegliere il generatore più vantaggioso nei sistemi di climatizzazione, integrati, con pompe di calore e caldaie.
Climatizzazione con Caldaia e P***a di Calore

Le pompe di calore che costituiscono alcune delle soluzioni più efficienti per la climatizzazione degli ambienti e per la produzione di acqua calda sanitaria grazie alla possibilità di recupero dell’energia dall’aria esterna agli edifici, sia in estate che in inverno, sono macchine considerate come sistemi parzialmente a fonte rinnovabile di energia, a differenza ad esempio dei pannelli solari termici e fotovoltaici che sono sistemi che funzionano completamente a fonti rinnovabili di energia.

È nota, già da diversi anni, la possibilità di integrazione delle pompe di calore con altri sistemi, come le caldaie, i pannelli solari etc.
Tali integrazioni danno forma a sistemi in grado di massimizzare l’energia rinnovabile, disponibile in diversi periodi dell’anno o nell’arco della stessa giornata, tra cui principalmente la luce ed il calore della radiazione solare ed il calore recuperabile dall’aria, anche quando questa ha una temperatura di pochi gradi centigradi al di sopra dello zero.

Considerando, ad esempio, il caso di un impianto idronico, che ha come fluido termovettore l’acqua e come terminali dei fancoil o delle superfici radianti il generatore potrebbe essere tanto una caldaia quanto una p***a di calore o entrambe insieme con l’integrazione di uno o più pannelli solari termici. In tal caso, la scelta dell’attivazione di un generatore o dell’altro, è una cosa che potrebbe essere fatta manualmente, ma richiederebbe da parte delle persone interessate un monitoraggio ed una valutazione sui rendimenti delle macchine, più o meno continui, in funzione delle condizioni climatiche contingenti.

La soluzione più naturale, ed in questi ultimi anni anche più economicamente accessibile, è quella di affidare il sistema integrato ad un gestore elettronico di sistema che grazie ad un insieme di sensori riesce a fare la scelta, economicamente più vantaggiosa tenendo conto delle condizioni climatiche esterne all’edificio servito e quelle microclimatiche desiderate, ottenendo, così, il massimo beneficio possibile, riducendo le spese e limitando le immissioni di sostanze inquinanti in ambiente.
I parametri di valutazione di un gestore elettronico di un sistema integrato, per la scelta del sistema, da attivare come generatore termico, sono sia tecnici che economici, quelli tecnici vengono acquisiti grazie a dei sensori, mentre, quelli economici vengono impostati dall’utente.

Tra questi ultimi ci sono, ad esempio, i costi del combustibile (metano o gpl) per la caldaia ed il costo dell’energia elettrica per il funzionamento della p***a di calore. Le valutazioni vengono fatte, naturalmente, anche tenendo conto dei rendimenti dei vari sistemi.

Tipicamente, grazie ad un sensore di temperatura, come la sonda esterna della caldaia o quella della p***a di calore, il sistema acquisisce la temperatura ambiente esterna ed individua la temperatura dell’acqua di mandata dell’impianto, inoltra, individua lo stato nel quale dovrebbe trovarsi l’impianto data la temperatura interna impostata dall'utente.

PARAMETRI TECNICI ED ECONOMICI DEL GESTORE

Per le valutazioni economiche, il dato fondamentale per le valutazioni è il COP (Coefficient of Performance), oramai, sostituito dal più accurato SCOP (Seasonal Coefficient of Performance) che descrive le prestazioni in riscaldamento per una p***a di calore. Il parametro duale è l'EER(Energy Efficiency Ratio) sostituto dal SEER che non consideriamo nella valutazione essendo relativo al condizionamento estivo. SCOOP e SEER sono descritti per tutte le macchine e condizionatori ad inverter.

In prima approssimazione, il pareggio economico, ossia, l’equivalenza tra i consumi economici di una caldaia a condensazione, a metano, ed una p***a di calore si ha per un COP di circa 2,5.

Facciamo riferimento ad una situazione invernale, con una temperatura esterna superiore a 0 °C che costituisce un limite di funzionamento per una p***a di calore.

In tal caso, se la richiesta di energia termica in casa, è tale per cui il COP scende al di sotto del valore di equilibrio descritto sopra, significa che i rendimenti della p***a stanno calando perché sta crescendo il consumo di energia elettrica.

Il gestore dell'impianto provvederà a spegnere la p***a di calore e contemporaneamente accenderà la caldaia, con il conseguente vantaggio economico, del consumo di metano rispetto all'energia elettrica.

Generalmente, si programma il gestore elettronico per un tempo limite massimo entro il quale far lavorare la p***a di calore prima di passare all’utilizzo della caldaia, eventualmente, si considera anche la possibilità di integrare il funzionamento della p***a di calore con una resistenza elettrica.

Osserviamo, concludendo, che lo stesso meccanismo, in prima approssimazione, vale anche per la produzione di acqua calda sanitaria.

GESTORE IMPIANTO CON CALDAIA E P***A DI CALOREClimatizzazione con Caldaia e P***a di Calore sincronizzateLe pompe di cal...
30/06/2014

GESTORE IMPIANTO CON CALDAIA E P***A DI CALORE

Climatizzazione con Caldaia e P***a di Calore sincronizzate

Le pompe di calore che costituiscono alcune delle soluzioni più efficienti per la climatizzazione degli ambienti e per la produzione di acqua calda sanitaria grazie alla possibilità di recupero dell’energia dall’aria esterna agli edifici, sia in estate che in inverno, sono macchine considerate come sistemi parzialmente a fonte rinnovabile di energia, a differenza ad esempio dei pannelli solari termici e fotovoltaici che sono sistemi che funzionano completamente a fonti rinnovabili di energia.

È nota, già da diversi anni, la possibilità di integrazione delle pompe di calore con altri sistemi, come le caldaie, i pannelli solari etc.

Tali integrazioni danno forma a sistemi in grado di massimizzare l’energia rinnovabile, disponibile in diversi periodi dell’anno o nell’arco della stessa giornata, tra cui principalmente la luce ed il calore della radiazione solare ed il calore recuperabile dall’aria, anche quando questa ha una temperatura di pochi gradi centigradi al di sopra dello zero.

Considerando, ad esempio, il caso di un impianto idronico, che ha come fluido termovettore l’acqua e come terminali dei ventilconvettori o delle superfici radianti il generatore potrebbe essere tanto una caldaia quanto una p***a di calore o entrambe insieme con l’integrazione di uno o più pannelli solari termici.

In tal caso, la scelta dell’attivazione di un generatore o dell’altro, è una cosa che potrebbe essere fatta manualmente, ma richiederebbe da parte delle persone interessate un monitoraggio ed una valutazione sui rendimenti delle macchine, più o meno continui, in funzione delle condizioni climatiche occasionali.

La soluzione più naturale, ed in questi ultimi anni anche più economicamente accessibile, è quella di affidare il sistema integrato ad un gestore elettronico di sistema che grazie ad un insieme di sensori riesce a fare la scelta, economicamente più vantaggiosa tenendo conto delle condizioni climatiche esterne all’edificio servito e quelle microclimatiche desiderate, ottenendo, così, il massimo beneficio possibile, riducendo le spese e limitando le immissioni di sostanze inquinanti in ambiente.
I parametri di valutazione di un gestore elettronico di un sistema integrato, per la scelta del sistema, da attivare come generatore termico, sono sia tecnici che economici, quelli tecnici vengono acquisiti grazie a dei sensori, mentre, quelli economici vengono impostati dall’utente.
Tra questi ultimi ci sono, ad esempio, i costi del combustibile (metano o gpl) per la caldaia ed il costo dell’energia elettrica per il funzionamento della p***a di calore. Le valutazioni vengono fatte, naturalmente, anche tenendo conto dei rendimenti dei vari sistemi.

Tipicamente, grazie ad un sensore di temperatura, come la sonda esterna della caldaia o quella della p***a di calore, il sistema acquisisce la temperatura ambiente esterna ed individua la temperatura dell’acqua di mandata dell’impianto, inoltre, individua lo stato nel quale dovrebbe trovarsi l’impianto data la temperatura interna impostata dall'utente.
Parametri Tecnici ed Economici del Gestore

Per le valutazioni economiche, il dato fondamentale per le valutazioni è il COP (Coefficient of Performance), oramai, sostituito dal più accurato SCOP (Seasonal Coefficient of Performance) che descrive le prestazioni in riscaldamento per una p***a di calore. Il parametro estivo è l'EER(Energy Efficiency Ratio) sostituto dal SEER che non consideriamo nella valutazione essendo relativo al condizionamento estivo.

SCOOP e SEER sono descritti per tutte le macchine e condizionatori ad inverter.

In prima approssimazione, il pareggio economico, ossia, l’equivalenza tra i consumi economici di una caldaia a condensazione, a metano, ed una p***a di calore si ha per un COP di circa 2,5.

Facciamo riferimento ad una situazione invernale, con una temperatura esterna superiore a 0 °C che costituisce un limite di funzionamento per una p***a di calore. In tal caso, se la richiesta di energia termica in casa, è tale per cui il COP scende al di sotto del valore di equilibrio descritto sopra, significa che i rendimenti della p***a stanno calando perché sta crescendo il consumo di energia elettrica.

Il gestore dell'impianto provvederà a spegnere la p***a di calore e contemporaneamente accenderà la caldaia, con il conseguente vantaggio economico, del consumo di metano rispetto all'energia elettrica.

Generalmente, si programma il gestore elettronico per un tempo limite massimo entro il quale far lavorare la p***a di calore prima di passare all’utilizzo della caldaia, eventualmente, si considera anche la possibilità di integrare il funzionamento della p***a di calore con una resistenza elettrica.

Osserviamo, concludendo, che lo stesso meccanismo, in prima approssimazione, vale anche per la produzione di acqua calda sanitaria.

RICAMBIO DI ARIA CON DEUMIDIFICATORE E RECUPERATOREPer il raggiungimento delle condizioni di comfort microclimatico negl...
30/06/2014

RICAMBIO DI ARIA CON DEUMIDIFICATORE E RECUPERATORE

Per il raggiungimento delle condizioni di comfort microclimatico negli edifici con una minore spesa energetica ed un maggior sfruttamento delle fonti rinnovabili, negli ultimi anni, si stanno diffondendo sempre più dei sistemi che integrano diverse tecnologie.

Tra questi ci sono i recuperatori di calore ed i deumidificatori. In pratica si tratta di piccoli climatizzatori, come nella figura a lato, che possono essere canalizzabili o meno e che sono in grado di recuperare, attraverso uno scambiatore, l’energia termica dall’aria espulsa dall’ambiente che servono.

Ricordiamo che rispetto ad un normale climatizzatore, un climatizzatore canalizzabile ha la possibilità di distribuire, con dei canali e delle bocchette di diffusione, l’aria climatizzata in uno o più ambienti.

Generalmente, la ripresa dell’aria da trattare avviene da una bocchetta collocata al di sotto della stessa macchina e può essere comune a più ambienti.

Osserviamo che, in maniera analoga ad un normale climatizzatore, un climatizzatore canalizzato lavora esclusivamente sull’aria all’interno dell’edificio su uno o più ambienti, in ogni caso, senza effettuare ricambi con l’aria esterna.

Il ricambio dell’aria viziata di un ambiente può avvenire solo attraverso l’apertura delle finestre, con il conseguente spreco di energia termica che viene dispersa nell’ambiente esterno.

Un sistema costituito da un deumidificatore canalizzato ed un recuperatore permette di ovviare al problema del ricambio d’aria, descritto precedente, migliorando le prestazioni dello stesso deumidificatore e garantendo il rinnovo ed il trattamento dell’aria primaria.

Tali sistemi sono realizzati in ottemperanza alle leggi per la certificazione energetica degli edifici che con essi viene notevolmente incrementata, essi sono composti da un circuito frigorifero ad espansione diretta, il deumidificatore o climatizzatore, ed un recuperatore statico. Tali macchine possono contribuire a realizzare le condizioni microclimatiche desiderate, sia in inverno sia in estate, una delle applicazioni più diffuse è quella di abbinarli agli impianti di raffreddamento a pannelli radianti, per deumidificare l’aria ed evitare i fenomeni di condensa sulle superfici fredde.

La struttura del deumidificatore a recupero di calore è generalmente in lamiera zincata ed è dotata di isolamento termico ed acustico grazie all’utilizzo di materassini, interni alla struttura, realizzati in polietilene.

Generalmente, per garantire i collegamenti a canali circolari flessibili e la regolazione dell’aria in ambiente avviene attraverso delle serrande che sono regolate da servo motori, telecomandati.

Mentre per i flussi di aria che tratta la macchina: E1 ed E2 sono i flussi di aria presi dall’ambiente esterno ed espulsi in esso, A ed M sono rispettivamente l’aspirazione e la mandata dell’aria dall’ambiente servito.

In particolare l’immagine fa riferimento al funzionamento nella stagione estiva, in tal caso le batterie del circuito frigorifero in posizione 1 e 2 sono rispettivamente il condensatore e l’evaporatore, organi che scambiano calore e frigorie durante il processo di climatizzazione.

L’aria aspirata dall’ambiente ed indicata dalla freccia blu maggiore viene in parte immessa nello stesso ambiente dopo essere stata rinfrescata, passando sulla batteria di evaporazione.

Una sua parte minore, indicata dalla freccia blu più piccola, viene invece espulsa e sostituita da aria nuova che viene dall’esterno indicata dalla freccia rossa più piccola.

Questi due flussi, l’aria espulsa dall’ambiente e quella immessa in esso, passando attraverso lo scambiatore (in 3) scambiano la loro energia termica e si ha un pre-raffrescamento dell’aria esterna che d’estate è ad una temperatura maggiore di quella nell’ambiente trattato.

Un’altra parte dell’aria esterna, indicata dalla freccia rossa più grande, lambisce la batteria di condensazione (in 2) permettendo il funzionamento dell'intero ciclo.

La freccia gialla che arriva nel condensatore indica l’apporto al funzionamento del ciclo frigorifero che dà l’aria espulsa dall’ambiente, mentre, quella gialla in 4 indica il contributo all’evaporazione del ciclo frigorifero dall’aria esterna che sostituisce quella viziata.

Concludiamo osservando che l’alto rendimento della macchina deriva dall’utilizzo dell’energia termica recuperata sia dall’aria esterna che da quella viziata espulsa dall’edificio.

Nelle mezze stagioni l'utilizzo di uno scambiatore o di un deumidificatore possono garantire le condizioni di comfort microclimatico desiderate in casa.

Come descritto sopra, queste sono delle macchine in grado di massimizzare l’utilizzo dell’aria, come fonte rinnovabile, per scambiare energia termica.

Tali macchine possono funzionare sia ad integrazione di altri impianti, in particolare, gli impianti a pannelli radianti freddi per evitare i problemi di condensazione sulle superfici, sia per garantire le condizioni microclimatiche desiderate nelle cosiddette mezze stagioni.

Infatti, nei periodi non eccessivamente caldi o eccessivamente freddi, rispettivamente per la climatizzazione estiva e per quella invernale può essere sufficiente la semplice deumidificazione dell’aria o anche il suo rinnovo attraverso l’espulsione dell’aria viziata dagli ambienti di casa.

Ricordiamo che la deumidificazione non è altro che una normale funzione di condizionamento, o climatizzazione estiva, realizzata con la minima velocità necessaria che permette di condensare l’acqua contenuta nell’aria che lambisce la batteria del deumidificatore, minore è la velocità dell’aria e maggiore è la condensazione, ossia, la deumidificazione.

Nel funzionamento invernale, invece, il circuito frigorifero della macchina resta inattivo ed è possibile stemperare la temperatura di casa con la sola funzione dello scambiatore di calore.

Nell’immagine del deumidificatore a scambio di energia termica, per il funzionamento invernale, le frecce rosse indicano la più grande e la più piccola, rispettivamente, l’aria ripresa (R) che viene espulsa (E) e la mandata (M) in ambiente.

L'aria ripresa, indicata dalla freccia rossa più piccola, prima di essere espulsa, cede parte della sua energia termica a quella di rinnovo, indicata dalla freccia blu con A, questa essendo più fredda subisce un pre-riscaldo. Alcuni recuperatori, nella posizione 4, hanno una batteria ad acqua che può essere collegata all’impianto di riscaldamento che può a sua volta essere a pannelli radianti o a ventilconvettori.

La batteria, utilizzando la stessa acqua dell’impianto ne diventa un terminale aggiunto con il vantaggio di recuperare energia termica dall’aria esterna, come indicato dalla freccia gialla in 4 nell’immagine della macchina.

È facile trovare in commercio soluzioni più semplici ed economiche, di quella descritta sopra, per la sola deumidificazione degli ambienti o per il solo recupero di energia termica dal ricambio dell’aria viziata. I semplici deumidificatori non hanno la possibilità di avvalersi degli apporti gratuiti di energia termica fornita dall’aria esterna, mentre, gli scambiatori o recuperatori massimizzano lo sfruttamento di energia rinnovabile dall’aria ma non sono in grado di fornire la deumidificazione effettuano quella che è nota come ventilazione meccanica controllata.

Una peculiarità di questi ultimi è che la maggior parte della case produttrici li stanno realizzando tutti in materiali riciclabili, minimizzando in tal modo l’impatto ambientale. Infatti, la struttura della macchina è spesso realizzata in polistirolo e la restante parte come le ventole ed i filtri per l’aria sono realizzati in plastica e cartone pressato.

L’utilizzo di tali materiali, oltre al rispetto dell’ambiente, permette anche di ottenere prestazioni elevate in termini di riduzione delle dispersioni termiche ed in termini di comfort. L’involucro di polistirolo, infatti, attenua anche la rumorosità delle ventole per l’aspirazione dell’aria pulita e l’espulsione di quella viziata.

Concludiamo con alcune note circa i costi dei deumidificatori e recuperatori e delle macchine che effettuano la singola funzione. Tali costi dipendono dalle caratteristiche delle macchine e sono legate, sostanzialmente, alla quantità di aria da trattare, un semplice deumidificatore, mediamente, può avere un costo che oscilla tra i 500 € ed i 1500 €, analogamente per il semplice recuperatore di calore.

Maggiori, invece, sono i costi dei deumidificatori e scambiatori, descritti inizialmente, che partono da una soglia di circa 1500€.

Indirizzo

Via San Martino
Corno Di Rosazzo
33040

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

3420643414

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