Chiara Zaccari Didattica Tecnologia

Chiara Zaccari Didattica Tecnologia Menomazione, disabilità, handicap… tutte parole che cercano di definire una mancanza, ma che non tengono conto della realtà più importante: la persona.

Chiuso definitivamente.
21/07/2018
La didattica distesa

La didattica distesa

Nicole è una bambina di sette anni con tetraplegia spastica, sofferenza cardiologica e difficoltà respiratorie. Per lei l’Istituto Comprensivo “Evangelista da Piandimeleto” ha inventato la didattica distesa, una procedura sperimentale per permettere ad alunni con disabilità multisensoriali ...

05/04/2018
L'Editoriale di Mattia

L'Editoriale di Mattia

Mercoledì 04-04 0re 14.30: eccoci al secondo appuntamento con il corso Abilissimi protagonisti presso l'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.
Oggi abbiamo svolto delle prove di recitazione, estrapolando dialoghi tratti da Ocean's Eleven del 2001 del genere rapina.
Per ogni genere esistono strategie diverse.
La prossima lezione verterà sul western e in particolare sul film Il mucchio selvaggio del 1969, di cui oggi abbiamo visto alcune scene.
Stiamo veramente acquisendo una cultura cinematografica di grande valore!

03/04/2018
L'Editoriale di Mattia

L'Editoriale di Mattia

E' stato bello rivedere gli amici di Abilissimi Protagonisti dopo una breve sosta.
Infatti oggi 29-03 ci siamo incontrati presso l'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, per la prima lezione del corso di regia e recitazione, tenuto da Fabio e Cristian.
I due docenti ci hanno fatto comprendere i concetti di Regista e attore.
Il regista è colui che coordina la troupe di lavoro.
L'attore, invece, e colui che agisce sulla scena.
Esistono tanti generi di film e per ognuno c'è una strategia diversa.
Abbiamo poi fatto delle prove d'improvvisazione, estrapolando brani tratti dai film Il sorpasso di Dino Risi del 1957 e I soliti ignoti di Monicelli del 1956.
Al termine dell'incontro, abbiamo gustato la colomba offerta da Nadia, la mamma di Iader.
Un grazie particolare a Caterina, la mamma di Sara, per l'aiuto che mi ha dato e a Claudia Cavallari da sempre sostenitrice di questo progetto.

28/03/2018
Il Santuario

http://www.collevalenza.it/Santuario.asp
Diciamo la verità, tutti i pellegrini ospiti a Collevalenza, almeno nel nostro gruppo, ci hanno messo un po' ad orientarsi nel complesso, e diverse volte al giorno hanno chiesto indicazioni per ritrovare la propria camera, o raggiungere il gruppo in cripta per la Via Crucis, possibilmente prima della XV Stazione.
Carrozzine e passeggini sono stati trasportati più o meno agilmente lungo le numerose rampe, che permettono una visitabilità praticamente totale (basta che l'accompagnatore si abbastanza vispo e colga l'occasione per fare un pò di sana attività fisica).
Il complesso è in ogni caso un pezzo di storia dell'architettura contemporanea che merita di essere visitato e vissuto, per l'alto valore spirituale che ha ispirato l'architetto Julio Lafuente, per il gioco di luci e ombre, di concavo e convesso, che suggerisce l'incontro tra Dio e l'uomo.

26/03/2018

23 marzo 2018
Partiamo alle ore 5:40 da casa col pullmino. Sergio e compagne di viaggio ci aiutano a salire caricando bagagli e bimba, nel suo ovetto. Elena guarda stupita, rassicurata dalla nostra presenza e dai tanti sorrisi. A Imola saliamo sul pullman, su cui incontriamo una parte della compagnia, che si completa alla sosta a Ravenna. Baci e abbracci con Stefy, che non rivedevo da anni ed è una colonna portante dell'Unitalsi di Reggio.
Arriviamo ad Assisi, Basilica della Porziuncola, verso le 11. Il sole è più di quanto avremmo sperato dal meteo, anche se il vento raffredda l'aria.
Celebriamo la Messa nella Ca****la del SS. Sacramento. Il sacerdote (“autoctono”, noi non abbiamo preti con noi...) commenta il Vangelo di Giovanni (Gv 10, 31-42) e il Libro di Geremia. La persecuzione verso i giusti si ripete. I giudei volevano lapidare Gesù, perchè le Tenebre non sopportano la Luce, ma il giusto è sicuro che il Signore lo libererà.
Al tempo di Geremia non c'era la prospettiva della vita eterna, ma il profeta rimane fedele a Dio nella prova. Anche noi, bravi e buoni quando le circostanze sono favorevoli, dobbiamo dimostrare la nostra adesione. Alla Porziuncola facciamo una preghiera per l'indulgenza, ma io la seguo solo in parte, presa da pappe e cambio di pannolino.
Pranziamo alla “Domus Pacis”, struttura che Mattia già conosceva, accogliente, nuova e luminosa.
Un bis di primi e un secondo di pesce ci fanno dimenticare che è venerdì di Quaresima, l'applauso ai cuochi quasi li imbarazza.
Visitiamo la Basilica di San Francesco in modalità sprint, parlando con Maricica di bimbe (lei ne ha una di 4 anni, rimasta a casa col papà). Ci concediamo una piccola trasgressione visitando la Basilica Superiore sfidando la tabella oraria: non posso andarmene senza un saluto a Giotto e Cimabue, sempre capaci di emozionare.
L'arrivo a Collevalenza e la sistemazione nelle camere completa la giornata? Invece no! Dopo la cena (sempre a base di pesce, sempre ottima) ci ritroviamo nella cripta, dove commentiamo e preghiamo la Via Crucis.

24 marzo
Dopo la colazione, si parte per Todi. Il ritrovo è alle ore 8, ma avremmo dovuto presentarci alle porte qualche minuto prima... infatti troviamo già la “bolgia” e la fila per le macchinette per i cappuccini, dove inflessibili suorine richiedono il massimo ordine e il piattino sotto la tazza. Le regole sono regole, ma in realtà le religiose sono molto simpatiche e dispensano complimenti e benedizioni per me ed Elena.
Partiamo per Todi col pullman, guidato dal nostro Mansueto. Una cabinovia ci porta al centro della città, dove visitiamo la Basilica (ma prima, facciamo una sosta al caffè della piazza, grazie a una nostra consociata che offre per tutti). Io approfitto della pausa per comprare all'alimentari alcune pappine, visto che la mia scorta, nella confusione, è rimasta alla Domus Pacis e verrà recuperata solo domenica, grazie al forlivese “Billo”.
La chiesa principale è in stile gotico, a tre navate più una, piccola, sulla destra. Colonne e capitelli, diversi l'uno dall'altro, ci ricordano il substrato romano su cui la basilica sorge.
Celebriamo la Messa a Collevalenza alle 12, prima del pranzo. Elena, paziente e curiosa, gioca con la bambola “Todina” che le ho comprato in un negozio di souvenir per il suo settimo complimese.
Nel pomeriggio celebriamo la Liturgia delle acque. Confessione ed immersione nelle piscine, identiche a quelle di Lourdes tranne che per la temperatura dell'acqua, che qui è tiepida.
Finisco la confessione giusto in tempo per mettermi in fila per le acque col mio passeggino. Le volontarie ci fanno prendere una corsia preferenziale, e dopo pochi minuti ci troviamo dietro le tende. Ho poco tempo per preparare me ed Elena, sul fasciatotio. Il rito è suggestivo, ma la confusione e gli urli di altri bimbi inqiuetano la mia, che non prende tanto bene l'esperienza.
Rivestite in fretta, senza asciugarci come prevede la liturgia, ormai abbiamo perso il resto della compagnia, anche nonna Laura. Non mi resta che tornare in camera per riposarci un po'.
A malincuore devo rinunciare al rosario e alle testimonianze per Carlo, ma la cucciola ha diritto a un po' di gioco e a crollare per un paio di ore.
Raggiungiamo gli altri verso le 18, per ascoltare la testimonianza di Marina, che abita al Santuario da 34 anni. Servire è la gioia più grande, ci insegna Madre Speranza. Gesù, rappresentato in croce ma come un re, ha scritto sul cuore “charitas”. Chiediamoci cosa c'è scritto sul nostro. Mattia, in prima fila, fa il secchione e interviene per definire l'Unitalsi un “cuore aperto”, la Misericordia che ascolta i fratelli. Gesù ci chiede di amarci gli uni gli altri, nel servizio.
Marina, salutandoci al termine dell'incontro, si è accorta che ho allattato, nonostante mi fossi appartata, ma è contenta che lo abbia fatto.
Da cosa si vede se è oro quello che brilla? Dallo stare vicini nella sofferenza e nella prova. Ogni nostra vita è parola di Dio per chi ci incontra, per le persone che sono abituate, purtroppo, alla parola e alla cultira di morte che oggi ci circonda. Mi vengono in mente le parole del mio confessore: il mondo non è più quello dei miei 18 anni, oggi essere cristiani è ancora più difficile che un tempo.
Marina continua a spiegarci la simbologia scelta da Madre Speranza. Il cerchio bianco dietro la croce evoca l'Eucarestia, che nutre la nostra vita nel rapporto con l'altro.
Ricorda poi che la fondatrice raccomandava di leggere la Parola di Dio tutti i giorni e di preparare ogni cosa con cura per i pellegrini, e quindi per gli ospiti a casa nostra. É come preparare la Pasqua per Gesù in persona.
Riguardo alla sofferenza, lei amava dire che il Signore non permetterebbe nulla nella nostra vita, se non per portare ad un bene più grande; di non prendere la Croce come un castigo, perchè Dio vuole la nostra felicità, è come se non potesse essere felice senza di noi.
Marina ricorda un aneddoto riguardante un sacerdote un po' burbero. Le suore, dopo la sua morte, lo pensavano in Purgatorio, ma la madre disse che in realtà era già in Paradiso, perchè il Signore aveva tenuto conto di tutte le volte che si era sforzato di essere migliore.
L'icona di Maria Mediatrice, infine, ha un giglio bianco sul petto, per ricordarci che, come madre di Dio, è lei stessa redentrice e a lei dobbiamo rivolgerci con le preghiere.

Approfondiamo la scelta architettonica del complesso.
L'architetto, animato dalla fede, ha pensato ad ambienti un po' opprimenti, dominati dal calcestruzzo armato, alternati ad altri ampi e luminosissimi. I pellegrini, infatti, arrivano al santuario schiacciati dal peccato, per poi approdare alla grandezza della basilica superiore, all'altare circolare sovrastato da un'enorme corona sospesa, sostenuta da cavi d'acciaio, e formata da molti cilindri metallici saldati, uno diverso dall'altro, a dimostrare l'unità dell'umanità, nella diversità.
Il soffitto, in cemento, è solcato da una fenditura a forma di croce, il cui centro è proprio sopra l'altare.

La fondatrice, partita da casa, in una modesta cittadina del sud della Spagna il giorno 15 ottobre (non a caso Santa Teresa d'Avila), ha l'intenzione di diventare lei stessa santa. Non prende però subito i voti perpetui, perchè nei primi conventi non trova l'amore che cerca.
Poi ha l'intuizione: dimostrando umiltà e ironia, lei dice di sentirsi come una scopa. Sa che Dio l'ha scelta perchè è lo strumento più inutile che ha trovato. Ma se tutti fossimo così, che aria diversa si respirerebbe in casa, in famiglia! Si ritornerebbe a respirare, si smetterebbe di guardare al peccato, a rivangare il passato, perchè Dio perdona e dimentica.
Occorre infatti riconsegnare il “cantiere” più bello di quando c'è stato consegnato, e lo stesso lei ha fatto nel santuario che ha creato praticamente dal nulla, credendo alla voce che le diceva di cercare l'acqua a decine e decine di metri di profondità, lottando contro tutto e tutti.

L'8 febbraio del 1983 il cantiere è stato chiuso. E solo perchè Madre Speranza era una persona così piccola e “inutile” e nonostante ciò ha fatto un'opera grandiosa, solo così si può pensare ceh tutto sia stato possibile per opera divina.

La veglia che ha seguito la cena è stata...beh chiedetelo a Mattia, io ero in camera a giocare.

25/03
Colazione alle 8...eh no, oggi scendiamo prima, e pazienza se la sala è ancora chiusa. Nell'attesa ci concediamo un caffè insieme alla nostra nuova amica Alessandra, prof di chimica lucana e imolese d'adozione.
Dopo pane- b***o- marmellata, recitiamo le lodi e chi se la sente fa una testimonianza. Mattia “il secchione” colpisce ancora e ricorda ancora una volta il nostro Carlone, e l'inspiegabile fioritura dei non- ti scordar- di me, detti fiori della Madonna, a casa dei miei suoceri al momento della sia morte. Forse un segno?
La Messa delle 11 in Basilica chiude il pellegrinaggio. A proposito, finora l'avevo vista solo in foto. È davvero bella, luminosa e originale.
Oggi è la Domenica delle Palme, e così torniamo a casa con “un pezzo di Umbria” visto che da queste parti gli ulivi abbondano.
Il Vangelo di Marco (il racconto della Passione, Mc, 14,1- 15,47) è noto. Noi siamo chiamati a scegliere da che parte stare. Siamo come la folla che prima esalta Gesù all'ingresso a Gerusalemme, e poi lo vuole crocifisso? O gli siamo fedeli sino alla fine? Siamo chiamati a prendere posizione, a dimostrarci coraggiosi come cristiani.
Un bel pranzo (cannelloni, pollo fritto, patate, arrosto di vitello, crostata...dimentico qualcosa? Ah sì, insalata e frutta) completa il viaggio. Ripartiamo verso le 15, felici di un'esperianza che finalmente sono riuscita a condividere con l'Unitalsi e con la “Zaccari Family” quasi al completo.
Nicolino ha promesso che Elena avrà presto la sua spilla da unitalsiana, la più giovane della storia.

05/03/2018
L'Editoriale di Mattia

L'Editoriale di Mattia

Neanche la neve blocca il nostro consueto incontro mensile con gli amici del Treno della Grazia: infatti tutto si svolge regolarmente, nonostante il maltempo.
La meta di sabato 03-03 è Masiera presso l'oratorio parrocchiale.
Riuniti in cerchio attorno a don Claudio, ascoltiamo il commento al Vangelo domenicale ( Gv 2, 13-25): se viviamo la vita con Cristo, tutti i giorni per noi è Pasqua.
Se amiamo Gesù, amiamo il prossimo.
Il canto conclude questo primo momento di condivisione.
Ci riuniamo poi per la cena, semplice ma piacevole per approfondire conoscenze nuove.
Poi, mentre gli adulti con don Verdiano e don Claudio riflettono sul capitolo Il Faraone del libro Oltre il Visibile, noi giovani ci divertiamo con giochi musicali, organizzati da Davide di Masiera.
Tra essi, Sarabanda, un classico che non manca mai, e il Crucisong, il cruciverba delle canzoni.
E' sempre bello vedere quanto ci si diverta insieme, superando ogni tipo di difficoltà.
La musica coinvolge sempre Lisa, che trasmette la sua felicità a tutti noi.
Riunito tutto il gruppo, recitiamo insieme a don Verdiano le preghiere e terminiamo l'incontro con il canto.
Grazie ai ragazzi che hanno animato la serata.

01/02/2018
Quando nasce un bimbo disabile

Quando nasce un bimbo disabile

I genitori di un bambino con disabilità complessa sono obbligati ad acquisire le competenze di caregiving, facendo i conti soltanto sulle proprie forze. Per dare loro un primo aiuto è partito il progetto "Mani Tese" dell'associazione "L’Accoglienza", che assicura anche week end sollievo e babysi...

29/01/2018
L'Editoriale di Mattia

L'Editoriale di Mattia

28 gennaio 2018: partita Spal -Inter.
Eccoci a Gaibanella in qualità di nonni-zio Tom per stare in compagnia di Pupina.
I preparativi di Chiara e di Giovanni si moltiplicano per dare a noi le giuste direttive su alimentazione e giochi per la piccola, e per loro in previsione della partita.
Abbigliamento sportivo adeguato, sciarpa spallina al collo e Tessera del Tifoso in tasca.
Un pezzo di pane per il pranzo nello zaino, un bacino a Elena e ...via . Sono le 10.30
Tutti evitiamo incitamenti vari, temendo il peggio.
Io, seduto sul divano, mi sintonizzo su Telestense per seguire da casa il match, non trascurando effusioni e sorrisi alla nipotina, che ci ha accolto, come sempre, con grande piacere. Che tesoro!
E' una bimba dolcissima, tutta sorrisi “a un dentino”!.
Il cronista ferrarese ci tiene informati sull'andamento della partita, mentre scorrono nel sottopancia i numerosi messaggi dei tifosi spallini.
E così anch'io, pur milanista, mi ritrovo tra loro, inviando il mio sms, perché credo in questa squadra.
Il primo tempo termina 0 a 0. sono le 13.22, da WhatsApp di Chiara, che alle 12.21 ci aveva inviato una foto con Gio sugli spalti del Mazza.
Nel frattempo Elena si è addormentata nel suo lettino, dopo aver fatto divertire la nonna, sdraiata con lei sul tappetone.
Immagino l'ansia dei presenti, di Giovanni e di Chiara, “tifosi sfegatati” che si uniscono ai cori d'incitamento per i calciatori.
Dov'è Borriello? Ai Caraibi? Si chiede un ascoltatore, strappandomi una “grassa” risata, pur dispiaciuto del suo flop, conoscendolo per fama dai tempi dello Stoppa, come studente di mamma.
Dopo l'intervallo, l'incontro riprende con ritmo incalzante da ambo le parti.
Oh noooo, alle 13.39 ci sorprende l'autogol di Vicari che porta in vantaggio l'Inter.
Io, però, continuo a sperare e a seguire con entusiasmo, finché alle 14.21, allo scadere del 45°, Paloschi segna il gol del pareggio per la felicità di tutti i tifosi.
Elena, intanto si è svegliata serena, mangia la mela grattugiata e 120 ml di latte, come da prescrizione mamma Chiara, poi gioca con me e con il nonno, che per la prima volta si fida di tenerla in braccio, in attesa dei suoi genitori.
Al loro ritorno, mentre mangiano pane e cioccolata, raccontano il loro punto di vista sulla partita, entusiasti dell'esito e pieni di riconoscimenti per mister Semplici e Giocatori, sempre corretti in campo.
So da Chiara che la rete della Spal ha fatto tremare polsi e cuore a Zu per la forte emozione.
Alla prossima!

22/01/2018
A Piacenza nasce il primo asilo nido italiano in un centro anziani: è il primo "centro intergenerazionale" d'Europa - Meteo Web

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Bambini e anziani nella stessa struttura? Non occorre andare fino all’Intergenerational Learning Center di Seattle per incontrare buone prassi di convivenza tra ipotetici “nonni e nipoti”: basta fermarsi a Piacenza, più precisamente nel Centro Abi di Piacenza, dove la cooperativa sociale Unic...

09/01/2018
Luca Blues Man - Abilissimi protagonisti

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Nuovo singolo 2018 Ricordate, solo chi sogna può volare.... *** Brano dedicato ad "Abilissimi Protagonisti" un progetto nato da Pro Loco di Casola Valsenio (...

20/12/2017
L'Editoriale di Mattia

L'Editoriale di Mattia

Domenica 17 dicembre noi dell'Unitalsi abbiamo trascorso un bellissimo pomeriggio con gli amici dell'ospedale di Montecatone sulle colline imolesi.
L'intrattenimento è stato condotto da Antonio con sua figlia Marianna e dal grande Nicola.
Io ci sono andato con il mio segretario Gianromeo e con la sua amica Stefania di Imola.
Ho cantato il mio best seller Romagna mia di Casadei e Azzurro di Celentano.
Tra gli altri brani eseguiti: Grande Grande Grande di Mina, Fiore nero dei Nomadi, Porta portese di Baglioni, Il Bandito e il campione di De Gregori, Romagna e Sangiovese di Casadei e tante altre canzoni.
Un grazie particolare al grande Iader, che è stato l'organizzatore di tutto questo.
Alla prossima!

04/12/2017
Giornata delle persone con disabilità 2017. "Sosteniamo la piena inclusione in ogni ambito della vita" - Il Fatto Quotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/03/giornata-delle-persone-con-disabilita-2017-sosteniamo-la-piena-inclusione-ogni-ambito-della-vita/4016823/

Forse ormai conosciamo tutto sul tema (accessibilità, diritto allo studio e al lavoro etc.), ma mi piace che l'attenzione sia focalizzata anche sulla LIBERTA' della persona con disabilità, che invece spesso viene iperprotetta dalla famiglia e rischia così di chiudersi in sé stessa.

La Giornata internazionale delle persone con disabilità nasce per dare voce a chi voce, spesso, non ce l’ha. E quest’anno ha come tema La trasformazione verso una società sostenibile e resiliente per tutti. “Dal 1981 ogni 3 dicembre – spiega Fabio Pirastu, presidente di Ledha (Lega per i d...

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Via Montessori, 5
Ferrara
44124

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