AMICI di Ighina

AMICI di Ighina Pagina divulgativa dedicata al Maestro Ighina Pier Luigi

L'UOMO DELLE NUVOLE
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Chi sono gli Amici Di Ighina?
(4)

Chi studia le sue teorie, ma anche chi come lui lascia tracce scomode nella scienza moderna

11/06/2026

Alla Scoperta del Bio Campo (MOLTE RISPOSTE CHE CERCHIAMO)
Rivoluziona il tuo legame con la Natura!
Hai mai desiderato percepire e misurare l'energia invisibile che unisce le piante, la terra e noi stessi?
Venerdì 12 Giugno 2026, alle ore 16:00, ti aspettiamo per un viaggio straordinario a San Giuliano Terme (Pisa), nella splendida cornice verde della Toscana. Presso l'Armonicamente Campus 2026, vivrai un'esperienza pratica e teorica unica nel suo genere, dedicata all'Agricoltura Energetica.
Cosa imparerai in questo incontro?
L'Agricoltura Energetica è una disciplina affascinante che non usa chimica, ma impara a dialogare con la Madre Natura. Sfruttando le energie pulite e gratuite già presenti sulla Terra, questa tecnica punta a:
* Energizzare e caricare i vegetali e il terreno.
* Equilibrare i minerali all'interno dei cibi e delle bevande che consumiamo.
* Armonizzare gli ambienti, sia interni che esterni, migliorando il benessere di piante, animali ed esseri umani.
Durante il workshop esploreremo le cosiddette "energie sottili". Scoprirai che anche noi, come esseri di luce, emaniamo costantemente un Bio Campo. Attraverso test pratici sul posto, imparerai a misurare queste frequenze in prima persona!
Una guida d'eccezione e una location speciale
A guidarti in questo percorso ci sarà il dott. Andrea Donnoli, pioniere del settore e docente con oltre 14 anni di esperienza, che ha già trasformato più di 700 progetti agricoli e rigenerato oltre 7000 ettari di terreno in tutta Italia.
Insieme a lui, grazie alla collaborazione con Toscana Goji, faremo una vera e propria visita sul campo per toccare con mano e riconoscere visivamente gli effetti sorprendenti che l'Agricoltura Energetica ha sulle coltivazioni.
Info utili e Prenotazioni
I posti per le prove pratiche sono limitati per garantire a tutti la massima assistenza.
Dove: Circolo La Fragola – Località Sant'Andrea in Pescaiola, San Giuliano Terme (PI).
Per riservare il tuo posto (WhatsApp) Alessandro Barsacchi 📞 +39 335 663 2652
E-mail per informazioni: [email protected] | [email protected]
Unisciti a noi per riconnetterti all'energia della Terra.
Ti aspettiamo!
ElettroColtura

Alla Scoperta del Bio Campo (MOLTE RISPOSTE CHE CERCHIAMO)Rivoluziona il tuo legame con la Natura!Hai mai desiderato per...
10/06/2026

Alla Scoperta del Bio Campo (MOLTE RISPOSTE CHE CERCHIAMO)
Rivoluziona il tuo legame con la Natura!

Hai mai desiderato percepire e misurare l'energia invisibile che unisce le piante, la terra e noi stessi?

Venerdì 12 Giugno 2026, alle ore 16:00, ti aspettiamo per un viaggio straordinario a San Giuliano Terme (Pisa), nella splendida cornice verde della Toscana. Presso l'Armonicamente Campus 2026, vivrai un'esperienza pratica e teorica unica nel suo genere, dedicata all'Agricoltura Energetica.

Cosa imparerai in questo incontro?
L'Agricoltura Energetica è una disciplina affascinante che non usa chimica, ma impara a dialogare con la Madre Natura. Sfruttando le energie pulite e gratuite già presenti sulla Terra, questa tecnica punta a:

* Energizzare e caricare i vegetali e il terreno.
* Equilibrare i minerali all'interno dei cibi e delle bevande che consumiamo.
* Armonizzare gli ambienti, sia interni che esterni, migliorando il benessere di piante, animali ed esseri umani.

Durante il workshop esploreremo le cosiddette "energie sottili". Scoprirai che anche noi, come esseri di luce, emaniamo costantemente un Bio Campo. Attraverso test pratici sul posto, imparerai a misurare queste frequenze in prima persona!

Una guida d'eccezione e una location speciale
A guidarti in questo percorso ci sarà il dott. Andrea Donnoli, pioniere del settore e docente con oltre 14 anni di esperienza, che ha già trasformato più di 700 progetti agricoli e rigenerato oltre 7000 ettari di terreno in tutta Italia.
Insieme a lui, grazie alla collaborazione con Toscana Goji, faremo una vera e propria visita sul campo per toccare con mano e riconoscere visivamente gli effetti sorprendenti che l'Agricoltura Energetica ha sulle coltivazioni.

Info utili e Prenotazioni
I posti per le prove pratiche sono limitati per garantire a tutti la massima assistenza.

Dove: Circolo La Fragola – Località Sant'Andrea in Pescaiola, San Giuliano Terme (PI).
Per riservare il tuo posto (WhatsApp) Alessandro Barsacchi 📞 +39 335 663 2652
E-mail per informazioni: [email protected] | [email protected]

Unisciti a noi per riconnetterti all'energia della Terra.
Ti aspettiamo!

ElettroColtura

SALVATO IL LAGO MORENTEC'era una volta un lago che sembrava destinato a morire, nel cuore della Baviera.Ogni estate la s...
10/06/2026

SALVATO IL LAGO MORENTE

C'era una volta un lago che sembrava destinato a morire, nel cuore della Baviera.
Ogni estate la situazione peggiorava. A causa del caldo e dell'eccessiva proliferazione algale, l'acqua diventava verde e maleodorante. Le alghe invadevano la superficie, soffocando l'ecosistema. I pesci morivano e bambini e adulti smisero di fare il bagno nelle sue acque.

Il suo nome è Kaltenbrunner See, a Prem Baviera, in Germania appena sopra il confine con l'Austria.
Per anni nessuno riuscì a trovare una soluzione realmente efficace. Si tentò soltanto di contenere il problema con interventi temporanei, come l'impiego di sacchi di calce.
Poi qualcuno decise di provare qualcosa di insolito, installare due cilindri metallici. Nessuna sostanza chimica, nessun intervento invasivo.
L'idea non proveniva da un grande laboratorio di ricerca, ma dalle intuizioni di un ex camionista tirolese, Johann Grander.
Negli anni successivi, il lago iniziò gradualmente a migliorare la qualità delle sue acque. Da allora, il caso del Kaltenbrunner See è diventato uno degli esempi più discussi e controversi associati ai sistemi di trattamento dell'acqua sviluppati da Grander.
Ma cosa accadde realmente? E come possono due semplici cilindri essere associati a un cambiamento così evidente?
Questa è la storia del lago che sembrava destinato a scomparire e che, secondo i sostenitori di questa tecnologia, da oltre venticinque anni non ha più manifestato i problemi che lo stavano portando al collasso.

Il Kaltenbrunner See si trova in Alta Baviera, in Germania, nascosto tra dolci colline vicino al piccolo comune di Prem, tra Halblech e Lechbruck. È un lago di undici ettari, di origine leggermente paludosa. Un tempo era una meta amatissima da chi voleva nuotare e pescare. I pescatori trovavano di tutto: anguille, trote, lucci, carpe, salmerini e lucioperca.

Ma a partire dagli anni Ottanta, qualcosa iniziò ad andare storto.

La qualità dell'acqua cominciò a peggiorare anno dopo anno. Nei mesi estivi, la situazione dell'ossigeno negli strati profondi diventava critica, il lago soffocava.
Per anni provarono una sola soluzione, spargere calce viva. Tra i 10 e i 20 quintali ogni estate, con una barca a motore, ma nemmeno quella bastava, il lago si ribaltava lo stesso. "Umkippen" lo chiamano i tedeschi, le acque si capovolgono, i pesci muoiono, la puzza diventa insopportabile.

Il Kaltenbrunner See stava perdendo la sua anima, la gente smise di andarci.

Poi, nel 1995, accadde qualcosa di inaspettato.

A Prem si era sparsa la voce che la tecnologia Grander funzionava. Nella vicina piscina all'aperto di Trauchgau, l'acqua era tornata cristallina senza usare prodotti chimici. Così, con scetticismo, qualcuno chiese aiuto a Claus Schoch, un consulente Grander. Lui prestò due dispositivi.

Due cilindri di metallo, immersi nell'acqua.

Nessuno ci credeva davvero. Ma quell'estate, per la prima volta, nel lago non fu sparso nemmeno un grammo di calce viva.

E non fu solo fortuna. All'inizio di luglio 1995, un'analisi microbiologica mostrò un'alta carica batterica. All'inizio di ottobre, dopo mesi con i dispositivi Grander, i batteri erano drasticamente diminuiti. Il lago respirava di nuovo.

Ma tra il 1996 e il 1998, i dispositivi Grander furono rimossi. Tornò la calce viva, tornarono i problemi. Nell'estate del 1998, il lago si ribaltò di nuovo, un disastro annunciato.

Fu la goccia che fece traboccare il vaso.

Nel febbraio 1999, il comune di Prem e la società di pesca presero una decisione, comprare due dispositivi Grander. Da allora, ogni anno da aprile a novembre, quei due cilindri restano immersi nel lago. In inverno li tolgono, perché il ghiaccio potrebbe danneggiarli.

I risultati, secondo il report ufficiale, sono sorprendenti. Dal 1999, il Kaltenbrunner See non si è mai più ribaltato. Dal 1999, non è più stata usata nemmeno una volta la calce viva. Le ninfee sono ricomparse. Le analisi del Dipartimento della Salute certificano "eccellente qualità delle acque di balneazione".

E la gente è tornata.
L'estate del 2003 e la tendenza al caldo

Oggi sentiamo parlare sempre più spesso di estati caldissime, di ondate di calore che si abbattono sull'Europa. Il cambiamento climatico sta facendo impennare le temperature, e i laghi ne soffrono. L'acqua si scalda, l'ossigeno diminuisce, le alghe fioriscono senza controllo.

Tutto questo non è iniziato ieri. Già nel 2003, l'Europa fu colpita da una delle estati più calde mai registrate. Furono settimane di sole cocente, temperature record, siccità.
In quell'anno terribile, molti laghi del distretto di Weilheim-Schongau andarono in crisi. Alghe, puzza, pesci morti. I bagnanti scappavano. I gestori si disperavano.

Ma il Kaltenbrunner See, invece, mantenne un'acqua perfetta.

Mentre gli altri laghi soffrivano, lui restava limpido. Mentre altrove si chiudevano le spiagge, qui la gente continuava a nuotare.

Helmut Wörle, presidente della società di pesca, racconta che persino l'addetto all'igiene dell'ufficio sanitario, inizialmente scetticissimo, dovette arrendersi all'evidenza. Vide con i suoi occhi, il Kaltenbrunner See era l'unico, in tutto il distretto, a non aver avuto problemi nonostante il caldo infernale.

E non è stato un caso isolato. Negli anni successivi, mentre altri laghi più grandi e più famosi, come l'Altmühlsee, che pure ha ricevuto attenzione scientifica per i suoi problemi di eutrofizzazione, continuavano a lottare contro le fioriture di cianobatteri e la bassa trasparenza dell'acqua, il piccolo Kaltenbrunner See rimaneva un'isola di acqua pulita.

Il ritorno della gente
Oggi, il Kaltenbrunner See è tornato a vivere.

I pescatori sono felici, la loro pescha tornano come una volta. Anguille, trote, lucci, carpe, salmerini, lucioperca, tutte le specie sono tornate abbondanti.

I bambini tornano a tuffarsi e giocare. Le famiglie passano il pomeriggio sull'erba, con gli ombrelloni e i teli stesi al sole.

E non sono solo i locali, la voce si è sparsa. Qualche turista curioso, qualche appassionato di storie strane, qualche cercatore di laghi puliti, tutti stanno scoprendo questo piccolo angolo di Baviera che ha sfidato le regole.

Il comune di Prem, che anni fa guardava con preoccupazione quel lago morente, oggi lo vede come una risorsa. Un posto dove tornare, dove stare bene, dove l'acqua è così limpida che ci si specchia.

E tutto questo, senza calce viva, senza chimica. Solo due cilindri di metallo, che nessuno sa spiegare come funzionino, ma che dal 1999 non hanno mai smesso di fare il loro dovere.

Ma attenzione, la scienza ufficiale non ha mai riconosciuto la validità del metodo Grander. Un tribunale di Vienna, nel 2006, definì l'acqua rivitalizzata "una sciocchezza esoterica proveniente dall'ambiente para-scientifico". I fisici sostengono che non esiste alcuna prova misurabile che l'acqua trattata sia diversa da quella normale.
E allora come spiegare il Kaltenbrunner See? Come spiegare che un lago morente, da 25 anni, vive senza problemi mentre altri laghi intorno a lui, più grandi, più studiati, più "scientificamente gestiti", hanno ancora crisi di alghe e acque torbide?
Forse i dispositivi funzionano davvero, forse è stata solo una coincidenza, forse è il potere della suggestione. O forse c'è qualcosa che la scienza non ha ancora spiegato.
Quello che è certo è che, da 25 anni, un lago che stava morendo è tornato a vivere. E la gente di Prem torna a nuotare lì, senza calce viva, senza chimica, senza paura.
I pescatori tornano con il pescato, i bambini tornano con il costume bagnato, i turisti tornano con gli occhi pieni di quel verde limpido che sembra uscito da una cartolina.

Questa è la storia del Kaltenbrunner See.

Giudica tu.

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Il testo potrebbe subire variazioni e ampliamenti sul tema.






08/06/2026

SPAZZANUVOLE
SEGRETO DIMENTICATO?
Quando si parla di “spazzare le nuvole”, si pensa al cosiddetto Cloudbuster, ma in realtà il tema si intreccia con diverse ricerche i sul comportamento dell’atmosfera.
Nel percorso di studio di Pier Luigi Ighina, l’atmosfera non è mai stata considerata un sistema statico, ma un campo dinamico attraversato da energie e movimenti continui tra Terra e spazio. In questo contesto, la sua Macchina della Pioggia nasce come strumento in grado di favorire processi naturali già esistenti.
Strutture simili allo Spazzanuvole condividono un’idea di base, l’interazione tra materiali conduttivi, geometrie aperte verso il cielo e scambi con l’ambiente circostante. Nel tempo, queste configurazioni sono state reinterpretate in molte forme, mantenendo caratteristiche comune l’osservazione diretta del cielo, sistema vivo e dinamico.
In alcune versioni, la configurazione viene considerata “passiva” quando manca il componente attivo di generazione come nel caso del Generatore del Monopolo Magnetico associato agli studi di Ighina. In questo senso, anche una struttura passiva viene ritenuta interessante per il suo possibile ruolo di interazione ambientale.
Nel corso degli anni, molti sperimentatori indipendenti hanno riportato osservazioni soggettive su cambiamenti nella copertura nuvolosa o nella dinamica atmosferica durante l’utilizzo di questi dispositivi. Tali testimonianze, pur non essendo considerate prove scientifiche definitive, continuano ad alimentare il dibattito e la curiosità attorno a questi fenomeni.
Al di là delle interpretazioni più o meno pericolose, ciò che rende affascinante lo Spazzanuvole è la sua idea di fondo: l’atmosfera potrebbe essere più sensibile all’interazione con strutture fisiche di quanto si pensi.
La vera domanda non è “funziona o non funziona”, ma:
quanto conosciamo davvero i meccanismi sottili che regolano il cielo sopra di noi?
Mettete un “mi piace” e seguiteci per non perdere i nuovi aggiornamenti.
Per condividere idee, documenti e impressioni abbiamo creato un gruppo Telegram.
Link nei commenti.

07/06/2026

THE LINK TO THE DOCUMENT IGHINA RAIN MACHINE IN THE COMMENTS

07/06/2026

I NOSTRI ESPERIMENTI CONTINUANO!

07/06/2026

Ighina: Sto smontando tutto perchè vado in Inghilterra, porto tutto in Inghilterra
Intervistatore: Porta tutto in Inghilterra? Perchè?
Ighina: Perchè in Italia non mi vogliono più
Intervistatore: Come non la vogliono più?
Ighina: Perchè gli rompo le scatole
Intervistatore: A chi romperebbe le scatole secondo lei?
Ighina: Ai grandi scienziati e allora per forza o per amore io e bene che pianti lì e vado via.

Stralcio di quello che dice nella video Intervista del 1990

Video completo nei commenti

SPAZZANUVOLESEGRETO DIMENTICATO?Quando si parla di “spazzare le nuvole”, si pensa al cosiddetto Cloudbuster, ma in realt...
07/06/2026

SPAZZANUVOLE

SEGRETO DIMENTICATO?
Quando si parla di “spazzare le nuvole”, si pensa al cosiddetto Cloudbuster, ma in realtà il tema si intreccia con diverse ricerche i sul comportamento dell’atmosfera.

Nel percorso di studio di Pier Luigi Ighina, l’atmosfera non è mai stata considerata un sistema statico, ma un campo dinamico attraversato da energie e movimenti continui tra Terra e spazio. In questo contesto, la sua Macchina della Pioggia nasce come strumento in grado di favorire processi naturali già esistenti.

Strutture simili allo Spazzanuvole condividono un’idea di base, l’interazione tra materiali conduttivi, geometrie aperte verso il cielo e scambi con l’ambiente circostante. Nel tempo, queste configurazioni sono state reinterpretate in molte forme, mantenendo caratteristiche comune l’osservazione diretta del cielo, sistema vivo e dinamico.

In alcune versioni, la configurazione viene considerata “passiva” quando manca il componente attivo di generazione come nel caso del Generatore del Monopolo Magnetico associato agli studi di Ighina. In questo senso, anche una struttura passiva viene ritenuta interessante per il suo possibile ruolo di interazione ambientale.

Nel corso degli anni, molti sperimentatori indipendenti hanno riportato osservazioni soggettive su cambiamenti nella copertura nuvolosa o nella dinamica atmosferica durante l’utilizzo di questi dispositivi. Tali testimonianze, pur non essendo considerate prove scientifiche definitive, continuano ad alimentare il dibattito e la curiosità attorno a questi fenomeni.

Al di là delle interpretazioni più o meno pericolose, ciò che rende affascinante lo Spazzanuvole è la sua idea di fondo: l’atmosfera potrebbe essere più sensibile all’interazione con strutture fisiche di quanto si pensi.

La vera domanda non è “funziona o non funziona”, ma:
quanto conosciamo davvero i meccanismi sottili che regolano il cielo sopra di noi?

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L'Albero, la Geobiologia e la Connessione BioenergeticaL'albero è molto più di un semplice elemento naturale; è un arche...
07/06/2026

L'Albero, la Geobiologia e la Connessione Bioenergetica

L'albero è molto più di un semplice elemento naturale; è un archetipo millenario e un asse cosmico che unisce la terra al cielo, fungendo da mediatore tra il mondo umano e la dimensione del sacro. Presente nei miti, nelle tradizioni spirituali e nelle antiche conoscenze di numerose culture, esso rappresenta la vita nella sua totalità: radicata nella materia e protesa verso la trascendenza. Attraverso la sua forma e la sua funzione, l’albero ci invita a riconoscere l’interconnessione che lega ogni essere vivente all’ambiente, al cosmo e ai flussi energetici che permeano l’esistenza. In questa prospettiva, esso diventa una chiave di lettura privilegiata per comprendere il rapporto tra geobiologia, bioenergia e coscienza.

Paragrafo 1:
Archetipo e Asse Cosmico
In numerose tradizioni spirituali e culturali, l’albero è considerato il perno simbolico attorno al quale si armonizzano le forze celesti e quelle telluriche. Le sue radici, profondamente immerse nella terra, rappresentano il radicamento, la memoria e la stabilità, mentre il tronco incarna l’asse verticale che collega i diversi piani dell’esistenza, richiamando la colonna vertebrale quale sostegno dell’energia vitale nell’essere vivente. I rami e il fogliame si estendono verso il cielo alla ricerca della luce, simbolo di conoscenza, consapevolezza ed espansione della coscienza. In questa visione, l’albero diventa un modello universale di connessione tra materia e spirito, tra il visibile e l’invisibile, insegnando come l’equilibrio nasca dall’integrazione armoniosa delle energie che scorrono tra la terra e il cosmo. La sua struttura riflette il principio secondo cui ogni forma di vita è parte di una rete più ampia di relazioni, nella quale crescita, trasformazione e scambio rappresentano gli elementi fondamentali dell’esistenza. Attraverso la sua presenza silenziosa e costante, l’albero testimonia la possibilità di mantenere un saldo radicamento nella realtà materiale senza rinunciare all’elevazione spirituale, divenendo così un simbolo universale di equilibrio, evoluzione e connessione.

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Imola

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