26/09/2026
L’intelligenza artificiale ci sostituirà?
Questa mattina, all’evento promosso dalla Fondazione Giovanni Michelucci, ho provato a spostare la domanda.
Non dovremmo chiederci soltanto cosa sarà capace di fare l’AI, ma cosa saremo capaci di fare noi con l’AI.
Un’impresa è un sistema fatto di persone, processi, competenze e dati.
La tecnologia ha sempre trasformato il lavoro: dal fax a WhatsApp, dalla fatturazione elettronica all’IoT, fino agli attuali sistemi di intelligenza artificiale.
Oggi però il dato assume un valore ancora più strategico.
Chi costruisce e controlla l’architettura del sistema ha la possibilità di aggregare i dati e trasformarli in conoscenza. E la conoscenza genera valore.
Per questo digitalizzazione e AI non possono essere affrontate semplicemente acquistando nuovi strumenti.
Servono: • formazione; • cultura del dato; • capacità di condividere le informazioni in modo strategico; • conoscenza dei processi; • e soprattutto immaginazione.
Dobbiamo usare la tecnologia per conservare e amplificare il know-how delle nostre imprese, rendere più resilienti i territori e fare in modo che il valore generato dai dati produca ricchezza anche per le persone e le comunità che quei dati contribuiscono a creare.
Da Calvino alla fantascienza, da Blade Runner a Matrix, prima abbiamo immaginato nuovi mondi. Poi abbiamo provato a costruirli.
L’AI può elaborare, correlare, prevedere.
A noi resta il compito più importante: immaginare dove vogliamo andare.