27/06/2026
Ci sono libri che ricostruiscono fatti, e libri che riescono a restituire il respiro di un’epoca: questo lavoro di Antonio Ferrara appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
L’autore affronta una fase decisiva della storia industriale italiana: la nascita e l’affermazione di Aeritalia, insieme alla trasformazione di Napoli e Pomigliano d’Arco in uno dei principali poli aeronautici del Paese. Racconta il passaggio da una realtà industriale ancora fragile a un gruppo capace di partecipare ai grandi programmi aerospaziali internazionali, grazie a figure manageriali di valore, a scelte industriali lungimiranti e ad una comunità di donne e uomini che seppero condividere responsabilità, competenze e una visione del futuro.
Antonio Ferrara non scrive da osservatore distante, scrive da protagonista e da testimone diretto di una stagione che ha vissuto in prima persona.
Per questo le sue pagine uniscono il rigore della documentazione alla forza della memoria, la ricostruzione storica alla sensibilità umana.
Ne emerge non solo la vicenda di un’azienda, ma il racconto di una generazione, le sue speranze, il ruolo dei lavoratori, il confronto tra management e organizzazioni sindacali, la costruzione di una moderna cultura industriale che contribuì alla crescita dell’impresa e di un’intera comunità.
Conobbi Antonio circa quarant’anni fa, quando, da giovane neoingegnere, affrontavo la mia prima esperienza lavorativa: entusiasta, curioso, ma anche con le inevitabili incertezze di chi sa di dover ancora imparare quasi tutto.
Antonio invece era già un collega stimato, competente, dotato di esperienza e autorevolezza. Fin dai primi giorni trovai in lui una presenza generosa e disponibile, capace di condividere conoscenze e trasformare ogni occasione di confronto in un momento di crescita.
Lo faceva con naturalezza, senza mai assumere atteggiamenti di superiorità. Possedeva quella qualità rara che distingue i veri maestri: offrire il proprio sapere come un dono e non come una distanza.
Seguendolo nel corso degli anni, oltre alla preparazione professionale, ho avuto modo di apprezzarne anche l’ampiezza degli interessi culturali, sociali e politici, la curiosità intellettuale e l’attenzione costante alle persone.
Chi leggerà questo libro ritroverà queste qualità in ogni capitolo: la passione per la storia industriale, il rispetto per i protagonisti spesso dimenticati, la volontà di comprendere i processi senza semplificazioni, senza retorica e senza nostalgie.
Quest’opera è il prezioso contributo di una persona che ha saputo trasformare la propria esperienza in memoria collettiva, e la memoria collettiva in conoscenza.
Un libro da leggere, conservare e valorizzare.
Ad Antonio Ferrara va perciò il mio sincero ringraziamento per ciò che ha raccontato e per ciò che, con discrezione e generosità, ha saputo trasmettere a tanti di noi.
Giovanni La Marca