01/09/2026
Chi lavora con i bambini e le bambine sa che Settembre è un mese in cui si ha a che fare con tantissime emozioni, la rabbia, la sorpresa, la paura dei bambini (ma anche e sopratutto dei genitori) e per svolgere in modo professionale il nostro lavoro abbiamo bisogno di saperci confrontare noi stessi con i nostri limiti, con l’ansia e le mille emozioni che le sottendono e che possono risuonare dentro di noi.
Ogni giorno, ho la fortuna , di osservare e toccare con mano la delicatezza di questo periodo che per tutti è un bel banco di prova.
Un bambino che piange porta inevitabilmente i genitori a temere che si senta troppo impaurito, disorientato, arrabbiato; che non si senta al sicuro, che abbiano sbagliato in qualcosa, che “forse dovevamo dargli di più, di meno o in maniera diversa” o temono di essersi fidati delle persone sbagliate.
Riflettevo invece, in questi giorni , su quanto sia vitale e in qualche modo positivo (se non semplicemente sano e comprensibile), che i bambini abbiano energie sufficienti per arrabbiarsi, che non trattengano emozioni in luoghi poco conosciuti, che attraverso il pianto possano sperimentare la possibilità di essere abbracciati, ascoltati e consolati da qualcuno al di fuori della famiglia, lì fuori nel mondo.
Mi piace ricordare, e forse mi serve ricordare, che quello che dobbiamo augurarci è che la paura e il dolore non vengano temuti dai bambini.
Il nostro compito, insieme alle famiglie è quello insegnare loro a gestire i momenti più critici della vita con positività e sicurezza.
Perchè non sono una persona sicura se non piango mai, se non mi arrabbio mai, se non ho paura mai: sono sicura se penso di potercela fare, se penso che quella “porta” sarà solo da attraversare, con in tasca tutte le mie emozioni e una bella dose di coraggio e fiducia.
Che ogni percorso abbia inizio, settembre è iniziato
Sta andando tutto bene 🦋🦕❣🌸