ACLI Mascalucia

ACLI Mascalucia Centro di raccolta fiscale ACLI Mascalucia
Patronato;
Consulenza legale e tecnico/urbanistica;

Ogni cittadino si imbatte quotidianamente in piccole o grandi questioni fiscali, che richiederebbero tanto tempo per essere comprese e affrontate correttamente. Ma non si può chiedere a tutti di essere esperti in materia fiscale. Per questo nascono i CAF (Centri di Assistenza Fiscale) ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani), per aiutare le persone a districarsi fra quei problemi, di natura fiscale e contributiva, che chiunque di noi si è trovato e si trova spesso ad affrontare.

26/05/2026

⭐CAMPAGNA FISCALE 730/2026⭐
⚠️SCADENZA 30 SETTEMBRE

Documenti necessari relativi al 2025:
📌 Documento d'identità e codice fiscale (tuo e dei familiari a carico)
📌Certificazione Unica CU 2026 (Redditi 2025)
•📌Dichiarazione dei redditi dell'anno precedente se non presentata presso uno degli uffici Acli (Modello 730/2025 o Modello Redditi 2025)
📌 Visure catastali o atti relativi a immobili posseduti
📌 Contratti di locazione o mutuo e relative quietanze di pagamento
📌 Spese sanitarie (scontrini, fatture, ticket)
📌 Spese scolastiche e universitarie
📌 Spese per attività sportive dei figli
📌Spese funebri
📌 Spese per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico
📌Assicurazioni vita/infortuni
📌 Contributi previdenziali e assistenziali versati
📌 Ricevute di erogazioni liberali

Altri oneri detraibili o deducibili.
📍Vi aspettiamo in via Scalilla 28,Mascalucia.
‼️È possibile prenotare un appuntamento:

☎️ 0952864718
📞 3480952496 whatsapp
💻registrandovi al portale mycaf e selezionando la sede di Mascalucia

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https://www.cafacli.it/it/mycaf/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0I-eRHXsiFKCC2UiNSvSxoxTULnL0xTCXZodKHbdhFewYhHhftJdMhlo8_aem_WiOV-x8uBt63U2NNkLEHOg

ℹ️ Per chi sarà senza appuntamento si procederà in ordine di arrivo

17/05/2026
15/05/2026

È partita oggi 15 maggio la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare che chiede di rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale pubblico, universale e accessibile.
La proposta punta a intervenire su alcuni dei problemi che oggi pesano di più sulla vita delle persone: liste d’attesa troppo lunghe, difficoltà di accesso alle cure, carenza di personale sanitario, disuguaglianze territoriali sempre più forti e una sanità territoriale che in molte aree del Paese non riesce a dare risposte adeguate.
L’obiettivo è rilanciare il ruolo del servizio pubblico, investendo nella medicina di prossimità, nella prevenzione, nella qualità delle cure e nelle condizioni di lavoro di chi opera ogni giorno nel sistema sanitario. Le ACLI sostengono questa proposta perché il diritto alla salute riguarda la qualità della vita delle persone, la tenuta delle comunità e la possibilità di non lasciare sole le fasce più fragili della popolazione.
“La salute è un diritto fondamentale, non un privilegio. Difendere il diritto alla salute significa difendere la coesione sociale del nostro Paese. Sosteniamo la proposta di legge di iniziativa popolare perché crediamo in un Servizio Sanitario Nazionale pubblico, universale e accessibile a tutte e tutti. Quando il diritto alla cura dipende dal reddito, dal luogo in cui si vive o dalla condizione lavorativa, si rompe un principio fondamentale della nostra democrazia: l’uguaglianza tra le persone. Ridurre le liste d’attesa, garantire cure di qualità, valorizzare il personale sanitario e rafforzare la sanità territoriale significa difendere la dignità delle persone e il futuro del nostro Paese. Investire nella salute significa investire nella comunità, nella solidarietà e nel futuro, garantire sicurezza e inclusione, contrastare le fragilità e ridurre la distanza tra cittadini e territori. Perché nessuno deve essere lasciato solo davanti al bisogno di cura.” Agata Aiello, responsabile Inclusione sociale ACLI nazionali.

Per firmare e approfondire la proposta:
https://www.acli.it/le-acli-sostengono-la-proposta-di-legge-popolare-per-rafforzare-il-servizio-sanitario-nazionale/

05/05/2026
05/05/2026

L’attacco alla Global Sumud Flotilla da parte delle forze armate israeliane è un insieme di atti illegali che si prefigurano come reati in base al diritto internazionale, marittimo, europeo e nazionale, e alcuni chiamano in causa direttamente l’Unione Europea e il Governo Italiano.

Chiediamo al governo italiano di intervenire con tutti gli strumenti possibili per la liberazione di Avila e Abukeshek: per il diritto marittimo, le imbarcazioni battenti bandiera italiana che navigano in acque internazionali ricadono sotto la giurisdizione del Paese di bandiera, e il rapimento è quindi da considerarsi compiuto in territorio italiano.
Il governo italiano è anche tenuto a chiedere conto ad Israele dell’atto di pirateria compiuto contro cittadini e cittadine italiani e imbarcazioni battenti bandiera italiana.
All’Unione Europea chiediamo un’azione tesa a determinare l’immediata liberazione dei due rapiti, giustizia per gli equipaggi vittime dell’attacco, e la fine delle complicità con le violazioni dei diritti umani e dei popoli commessi da Israele.

Il rispetto dei diritti umani e dei principi democratici è stato ancora una volta violato. È tempo di prenderne atto, e di agire di conseguenza.

ANPI, ARCI, ACLI, LIBERA, PAX CHRISTI

26/04/2026

Le Quattro Ore di Mascalucia

C’è un paese, ai piedi dell’Etna, che oggi si è fatto grosso, anzi gonfio, come un albero cresciuto storto e in fretta: Mascalucia. Oltre trentamila abitanti, strade larghe, villette a schiera e voci di città. Ma nel 1943, di quella Mascalucia non c’era che il nome.

C’erano tremila anime stanche, e in più cinquemila sfollati arrivati da Catania, che a quel tempo tremava sotto le bombe. Gente con valigie leggere e occhi pesanti. Il paese si stringeva, come poteva: in una stanza dormivano in dieci, l’acqua si centellinava, il pane si divideva col coltello e senza recriminazioni.

Ma a volte basta una giornata storta — il 3 agosto, per esempio — per far esplodere tutto.

A Mascalucia bivaccavano duemila soldati tedeschi, stanchi pure loro, col dito sul gr*****to e la faccia dura. I soldati italiani, pochi, silenziosi, erano addetti alle fotoelettriche.
L’Italia era ancora “alleata” della Germania, almeno sulla carta. Ma la realtà, come spesso accade, smentiva i documenti.

I tedeschi cominciarono a razziare: animali, vettovaglie, biciclette, perfino la pazienza della gente. La goccia scivolò nel vaso quando un gruppo di soldati tentò di rubare una camionetta. Ma il proprietario aveva staccato la batteria.

In quel momento intervenne Francesco Wagner, 22 anni, mantovano, soldato italiano con la schiena dritta e il moschetto carico.
Li minacciò. I tedeschi, sorpresi, si ritrassero. Ma promisero vendetta, com’è usanza dei prepotenti.

Poco dopo, Wagner fu sorpreso mentre era fermo con la sua moto. Gliela presero. E lui, che non era tipo da mandare giù la rabbia, li rincorse, e li trovò. Erano accanto a un camion carico di soldati. Lui tirò fuori il moschetto, e poi — gesto da cinema, ma reale — una bomba a mano con la linguetta tra i denti.

I nazisti si fermarono. La paura parla tutte le lingue. Gli restituirono la moto.
Più tardi, Wagner catturò un altro tedesco che tentava un’irruzione. Ma quello, con una pi***la nascosta, gli sparò alle spalle. E lo lasciò lì.
Francesco Wagner morì così: da solo, in piedi, tradito.

E mentre in una parte del paese si piangeva, dall’altra scoppiava il fuoco. A Villa Amato, i nazisti cercavano armi. Il proprietario, Giovanni Amato, non chinò la testa. Lo fucilarono davanti al cancello. I familiari risposero, spararono, colpirono. I cadaveri tedeschi vennero nascosti, ché l’odore della rappresaglia già si sentiva.

La notizia si diffuse come una miccia corta. E Mascalucia esplose.

Si sparava dai tetti della Chiesa Madre, di San Vito, dai balconi, dalle ville. Si piazzò perfino una mitragliatrice alle porte del paese. Dalle 17 alle 21, fu guerriglia urbana, senza quartiere, senza ordini, senza tregua.

Poi, alle 21, una pausa silenziosa. Le mani tremavano, i corpi andavano raccolti.

Ma alle 22 arrivarono i rinforzi tedeschi. Con loro, un panzer, e la richiesta glaciale:

“Cento mascaluciesi da fucilare. Subito. Per rappresaglia.”

Il podestà tentava di trattare, ma i nazisti stringevano. Finché Tommaso Nicolosi, vigile militarizzato, fece il gesto che nessuno si aspettava: disarmò l’ufficiale tedesco e gli puntò la pi***la alla testa.
Non fu retorica, fu istinto. Con gli inglesi alle porte e l’arma alla tempia, il comandante si arrese. La colonna lasciò il paese.

14 tedeschi morti. Altri scomparsi.
Di civili feriti o uccisi, nessuna lista certa. Alcuni rimasero anonimi per scelta, per paura, per dignità. Ma si sa che, oltre a Wagner e Amato, morì un cittadino e due soldati italiani che avevano preso parte alla rivolta.

Il 7 agosto arrivarono gli inglesi. Ma la guerra, per Mascalucia, era finita quattro giorni prima, quando il popolo prese in mano il proprio destino.

Il 12 novembre 2022, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella consegnò al Comune la Medaglia d’Argento al Merito Civile.
La motivazione era limpida come il sangue versato:

“Primo comune in Europa a insorgere contro l’esercito tedesco.”

Ecco, Mascalucia. Quattro ore bastarono per fare la storia. E ancora oggi, vale la pena ricordarlo.

Fonti : mascalucia. Org :- La Resistenza etnea: le quattro ore di Mascalucia del 3 agosto 1943 di Francesca Calì ; palermo.anpi. It :- Estate 1943: Una lunga scia di sangue nell’area etnea. Le stragi naziste di Domenico Stimolo; La resistenza italiana in Sicilia. I martiri e gli eroi di Mascalucia e Pedara di Nicola Musumarra

Ricevere messaggi come questo ci riempie il cuore di orgoglio e ci ripaga di ogni sforzo. ❤️​Vogliamo ringraziare di cuo...
17/04/2026

Ricevere messaggi come questo ci riempie il cuore di orgoglio e ci ripaga di ogni sforzo. ❤️
​Vogliamo ringraziare di cuore il Sig. Angelo Mazza per le sue bellissime parole, ma il grazie più grande va a tutti voi. Siete voi, con la vostra fiducia e il vostro supporto costante, a spingerci a migliorare ogni giorno e a svolgere il nostro lavoro con passione e dedizione.
​Sapere di essere un punto di riferimento per la comunità di Mascalucia è la nostra soddisfazione più grande. Grazie per averci scelto! 🙏✨

23/03/2026

“La vittoria del NO nel referendum costituzionale è un monito chiaro per la classe politica: la Costituzione non si cambia a colpi di maggioranza. Se si interviene sulla Carta, lo si fa insieme, con il più ampio consenso possibile, nel rispetto dello spirito condiviso che l’ha generata, improntato alla comune responsabilità nell’incontro che crediamo sempre possibile.

Allo stesso modo, il tema della giustizia richiede serietà e responsabilità: va riformata, migliorata e resa più efficiente, ma non può essere oggetto di interventi unilaterali. Serve invece la più ampia convergenza possibile, a tutela dell’equilibrio tra i poteri dello Stato.
L’altro dato politico rilevante è la partecipazione democratica: un segnale forte, un vero sussulto civico che dimostra come cittadine e cittadini vogliano tornare protagonisti, ridando dignità e speranza alla politica. Quando le persone partecipano, la democrazia si rafforza e ritrova il suo senso più profondo.

Un ringraziamento particolare poi va alle acliste e agli aclisti che, in tutta Italia, si sono messi a disposizione con impegno e generosità per organizzare eventi e dibattitti con l’obiettivo primario di informare i cittadini e che hanno portato avanti un NO ragionato, a tutela dei principi democratici e dell’equilibrio istituzionale”.

Emiliano Manfredonia

21/03/2026

Molti cittadini stanno ricevendo richieste di pagamento riferite a prestazioni sanitarie che ritenevano correttamente esenti o già regolarizzate, con il rischio di dover affrontare procedure amministrative complesse e onerose

Indirizzo

Via SCALILLA, 28
Mascalucia
95030

Orario di apertura

Lunedì 16:30 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:00
Mercoledì 16:30 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:30
Venerdì 16:30 - 19:00

Telefono

0952864718

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