Questa storia ha inizio nel Dopoguerra di un’Italia che finalmente sorride al futuro. Ai piedi dell’Appennino bolognese c’è un’azienda che produce vernici per il legno. L’ha tirata su Giancarlo Cocchi, illuminato imprenditore che intercetta il boom dell’industria del legno. Vende la società a un gruppo inglese, ma affida la direzione a un membro della sua squadra, figlio di un carabiniere-partigia
no e di una casalinga. Il nome del nuovo manager è Lindo Aldrovandi. Tra il 1987 e il 2003 il nuovo corso Aldrovandi consolida un’esperienza industriale già vincente. Il marchio è ormai sinonimo di vernici hi-tech. La ricerca compie passi da gigante. L’attività è frenetica. C’è lavoro per tutti. Le vendite volano da 36 miliardi di vecchie lire a 100 milioni di euro.
È in questo contesto che la proprietà passa dalle mani inglesi a quelle statunitensi. Questa storia ha un secondo inizio con una data precisa. I nuovi padroni americani hanno idee diverse da quelle di Aldrovandi. Sono convinti di poter fare meglio. Non tardano a scontrarsi con l’amministratore delegato e lo mettono alla porta. È un momento difficile, carico di tensione e amarezza. Aldrovandi, però, non ci sta. Nel mese successivo, agosto 2003, Aldrovandi incontra alcuni vecchi amici. Da una parte gli eredi di Giancarlo Cocchi, fondatore della sua ex azienda; dall’altra la famiglia Cenacchi, proprietaria della brasiliana Renner Sayerlack, leader del mercato delle vernici per legno in Sudamerica. Aldrovandi vuole ripartire, costruire una nuova azienda, tornare a produrre vernici. Anzi, sogna di produrre le migliori vernici per il legno. Per farlo, però, ha bisogno del sostegno di chi gli riconosce capacità imprenditoriali. Nasce così Renner Italia. Il timone, com’è ovvio, è affidato allo stesso Lindo Aldrovandi. Già nell’autunno 2003 alcuni fedeli collaboratori decidono di sposare il progetto e abbandonano l’ex azienda. L’inaugurazione del primo stabilimento Renner Italia si celebra a Minerbio nel gennaio 2004. Sono trascorsi appena cinque mesi dal benservito. Da quel 2004 sono 70 i dipendenti dell’altra azienda che si dimettono per seguire Aldrovandi. Renner Italia nel frattempo guadagna di diritto un posto tra le grandi produttrici di vernici per il legno, divenendo un’eccellenza della chimica internazionale. Fin dalla nascita, in Renner Italia è istituita la 14ª mensilità (non prevista dal Cnl). Dal 2009 a Minerbio una parte degli utili aziendali viene distribuita tra i dipendenti. Dal 2012 finisce nelle buste paga anche il 50% del risparmio energetico. Dal 2014 gli impianti produttivi di Renner Italia sono alimentati da energia proveniente solo da fonti rinnovabili. Dal 2015, con l’iniziativa di responsabilità sociale “La Buona Vernice”, Renner Italia sostiene 10 associazioni no-profit nelle loro attività di solidarietà, promozione culturale e incentivazione alla pratica sportiva giovanile. C’è una precisa idea del mondo dentro una latta di vernice Renner Italia. Ed è un’idea che affonda le radici nella nostra storia. This story takes place in Italy during the years after the Second World War, in an atmosphere of hope. In the southern hills of Bologna there is a company that produces wood coatings. The founder is Giancarlo Cocchi, an enlightened entrepreneur who understands the golden moment of wood industry. Mid 80s, Cocchi sells his company to an English group, asking to keep one of his employees at the head of the business. The name of the new company manager is Lindo Aldrovandi, the son of a policemen former partisan and a housewife. Between 1987 and 2003, Aldrovandi reinforces an already successful industrial experience. The brand is well-known. Research is innovative. Activities are hectic. There is no lack of work. Sales increase from 36 billion of old Italian liras (18 million euros) to 100 million euros. And then, the property passes from English to American owners. In July 2003 a new period begins. New American owners do not agree with Aldrovandi’s choices; they are sure to be better than him. They argue and then Aldrovandi is fired. It is a difficult moment, full of tension and disappointment, but Aldrovandi does not give up. In August 2003, Aldrovandi meets some old friends. On one side Giancarlo Cocchi’s heirs, founder of Aldrovandi’s former company, and on the other Cenacchi’s family, the owners of the Brazilian company Renner Sayerlack, leader in the field of wood coatings in South America. Aldrovandi wants to start again, to build a new business, to produce coatings again. Actually, he wants to produce the best wood coatings. To reach this aim he needs somebody who believes in him. Renner Italia sees the light and Lindo Aldrovandi is obviously at the helm of the new company. Already in autumn 2003, some of Aldrovandi’s old collaborators decided to resign and follow him in his new project. In Minerbio, in January 2004, the first Renner Italia plant is inaugurated. Only five months passed after Aldrovandi’s layoff. Since 2004, 70 employees of the old company have followed Aldrovandi. Meanwhile, Renner Italia becomes one of the leaders in the field of wood coatings, an excellence in the international chemistry. Lindo Aldrovandi has establish the 14th month of salary since the beginning, even if this wasn’t provided for by the collective agreement. Since 2009, a part of the profits is distributed to the workers. Since 2012, 50% of the energy savings is deposited in the pay check. Since 2014, Renner Italia’s coatings are produced in plants powered with hydroelectric, aeolian, solar and biomass energy. Since 2015 the corporate social responsibility initiative “La Buona Vernice” is launched by Renner Italia to support the activities of 10 non- profit associations in the field of solidarity projects, cultural promotion and youth sport promotion. There is a whole idea of the world inside a can of Renner Italia’s wood coatings. An idea deeply rooted in our history.