08/12/2025
Così si compì un’altra notte leggendaria,
forgiata nel fuoco, nei sogni, nell’ardore degli uomini
e nel canto che avvolge la valle come un presagio antico.
Fu notte d’amori che sfidano il tempo,
di risa che fendono l’oscurità come lame di luce,
notte che non passa: resta, incisa nella memoria
come un sigillo di fuoco sul cuore di chi c’era.
E noi, custodi della Fiamma,
coloro che vegliano sull’antico rito,
ora ci ritiriamo nell’ombra,
silenti come sentinelle stanche dopo la battaglia.
Dormiremo un anno intero,
sotto il mantello dell’estate che verrà,
finché il richiamo del fuoco non ci ridesterà
dalle nostre segrete profondità.
E il 7 dicembre del 2026 torneremo,
destati dal sonno come giganti della brace,
a riaccendere il cielo con il rosso del falò,
e con esso l’anima del paese.
Ricordateci, gente del fuoco,
ché le tradizioni vere non svaniscono:
sopravvivono al vento, al tempo, alla notte…
e quando tutto sembra spegnersi, resistono.
E tornano. Sempre.