03/10/2017
Chi eravamo
Camillo Guerra (Napoli, 15 gennaio 1889 – Napoli, 1960), oltre ad essere stato uno dei più grandi architetti napoletani del XX secolo, fu anche ingegnere ed è noto anche per essere stato uno dei pionieri dell'utilizzo del calcestruzzo armato in Italia, pure per i suoi ridotti costi e praticità.
Figlio dell'architetto Alfonso Guerra, Camillo si laurea come il padre in ingegneria nell'anno 1912.
Nel 1919, sostenuto da illustri intellettuali napoletani tra cui Croce, salva dall'abbattimento il Mausoleo Schilizzi, opera del padre, proponendone la riconversione in monumento ai caduti della prima guerra. Nella susseguente opera di completamento si occuperà delle coperture realizzandole in calcestruzzo armato e non in legno e metallo come prevedeva il progetto originario; si occupò anche delle decorazioni interne ed esterne.
Nel 1920 riceve, in qualità di ingegnere del Genio Civile, l'incarico dei tre palazzi dei telefoni a Napoli (Piazza Nolana, Via Depretis, Via Crispi).
Negli anni venti progetta anche altri edifici come il Palazzo dell'Arte nella Villa Comunale a Napoli (un padiglione espositivo il cui progetto fu realizzato nell'arco di un anno, il 1923), a Salerno il Palazzo di Città e lo stadio Donato Vestuti. Come progettista, curò i progetti di bonifica del rione San Giuseppe, realizzando un imponente palazzo: la Casa del Mutilato. L'opera, voluta dall'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, è posta in un isolato angolare di modeste dimensioni tra Via Guantai Nuovi, Via Diaz e Piazza Matteotti. Altri progetti di rilievo architettonico di quegli anni sono il vecchio Istituto Nazionale dei Motori a Fuorigrotta, la sede dell'O.N.D di Chieti del 1934 e l'isolato abitativo delle Manifatture Cotoniere Meridionali in Via Don Bosco, risalente al 1938.
Nel dopoguerra ricostruisce il suo Palazzo dei Telefoni in Via Depretis, distrutto da un bombardamento, seguendo i nuovi stilemi già adoperati per la casa del Mutilato.
Guerra divenne anche professore in varie facoltà di Ingegneria nelle seguenti città: Pisa (1935) e Torino (1936) come professore straordinario e poi a Bologna (1938) e a Napoli dove divenne anche direttore della Facoltà d'Ingegneria in Via Paladino con cattedra in Architettura Tecnica e di Architettura e Composizione Architettonica e resse la direzione dell'Istituto di Architettura Tecnica e Composizione Architettonica dal 1º novembre 1938 al 31 ottobre 1959.