27/07/2025
Napoli 25 giugno 2025: si ribalta il cestello di un ponteggio monocolonna e muoiono tre operai.
Il primo pensiero, ovviamente, va alle vittime e alle loro famiglie e le perizie metteranno davvero in luce le carenze e cosa non ha funzionato.
Ma ci sono alcune questioni ricorrenti su cui bisogna riflettere (e, guarda caso, sono tutte legate ad aspetti sfavorenti la prevenzione):
1) datori di lavoro talvolta gestiscono la sicurezza in conflitto coi propri interessi speculativi di piccoli imprenditori (andrebbe modificata la norma che consente ai datori di lavoro di esercitare questa delicata funzione così come nessuno cittadino può essere avvocato di sè stesso perché c’è un chiaro conflitto di interesse in una questione delicata dove non si sbaglia un conto su un pezzo di carta ma la gente …. muore);
2) la formazione è spesso inesistente a causa del mercato dei diplomifici a distanza a basso costo;
3) i controlli, considerato il numero delle aziende operanti in Italia, sono percentualmente pochi (andrebbe rafforzato il numero degli ispettori);
4) quasi mai le FF.OO. intervengono anche in quei cantieri edili, visibilissimi dalla strada, dove vi sono palesi violazioni sulle norme di sicurezza;
5) la sicurezza sul lavoro: materia sconosciuta a scuola (ossia non si inculca la cultura della sicurezza nella mentalità delle nuove generazioni);
6) i ruoli apicali della sicurezza sul lavoro (es. gli RSPP) dovrebbero essere consentiti solo ai tecnici - in qualità di incaricati di pubblico servizio - e non ricoperti dal persone incompetenti (men che meno dal datore di lavoro che, evidentemente, talvolta la ritiene un inutile costo) con poche ore di corso di formazione (spesso virtuale);
7) la redazione dei DVR e dei POS dovrebbe essere fatta da tecnici (vedi il punto precedente) e non da chiunque perché è pur vero che l’imprenditore che fa scarpe saprà benissimo come si fa aderire una suola a una tomaia ma è altrettanto frequente che non sa nulla sulla tossicità dei collanti e sulle millemila questioni di prevenzione degli incidenti e malattie professionali;
8 ) i lavoratori vanno sanzionati se ne ricorre il caso (perché è vero che il Datore di lavoro in responsabile primo ma è anche vero che ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità).
A tutto ciò, bisogna riconoscerlo, si aggiungono taluni condomini committenti la cui unica preoccupazione è di appaltare all’impresa più economica, nonostante sia la più sgangherata, e taglieggiare i tecnici chiedendo loro ribassi assurdi sulle loro parcelle.
Insomma in Italia non è che non ci siano norme anche pregevoli in materia di sicurezza sul lavoro ma sembra manchi la volontà di applicarle sul serio.
Una volta qualcuno disse che lo Stato non poteva applicare seriamente le norme circa la sicurezza sul lavoro perché questo avrebbe inciso economicamente sulle aziende in modo insostenibile.
Ma se così stanno davvero le cose, se non si vuole o si può davvero fare una concreta azione in favore della sicurezza sul lavoro, non ci si può indignare o anche solo ingenuamente meravigliare, come Alice nel paese delle meraviglie, che accadono queste ricorrenti tragedie.
E per una tragedia avvenuta, quanti mancati incidenti ci sono..?