SolarBull & E.M. Energy Engineering

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2,8 Mrd. EUR jährlich sparen mit GroßbatterienGroßbatteriespeicher wirken als struktureller Preisdämpferim Strommarkt, b...
29/06/2026

2,8 Mrd. EUR jährlich sparen mit Großbatterien
Großbatteriespeicher wirken als struktureller Preisdämpfer
im Strommarkt, besonders in Krisen.
Strommarktdiagnose: Hitzeflaute. Gegenmittel: Batteriespeicher. Bei schnellerem Ausbau könnten deutsche Stromkunden bis zu 1,6 Mrd. EUR jährlich in 2030 und 2,8 Mrd. EUR jährlich in 2035 sparen. Das zeigt eine brandheiße Studie des EWI.
Die Hitzewelle führt auch auf dem Strommarkt zu Extremen: nach Sonnenuntergang schießen Preise in Rekordhöhen. Knapp 750 EUR/MWh (75 ct/kWh) waren es am Mittwoch Abend. Zwei Gründe: nur etwa 2 GW Stromerzeugung aus Windkraft waren zu diesem Zeitpunkt im Netz. „Hitzeflaute“. Und im Sommer werden planmäßig Wartungsarbeiten an vielen Gas- und Kohlekraftwerken durchgeführt. Deren Angebot war ebenfalls knapp. Kurzfristig wieder hochgefahrene Kraftwerke preisen dadurch entstehende Zusatzkosten ein.
Die beste Medizin gegen kurzfristige Preisextreme nach oben und unten sind Batteriespeicher. Ihr Geschäft besteht darin, Preisschwankungen zu Geld zu machen. Dabei senken Sie die Durchschnittspreise und sparen allen Stromkunden Geld (siehe Grafik). Richtig eingesetzt senken Sie zudem die Kosten des Stromnetzes.
Wie groß diese Effekte sind, hat das Energiewirtschaftliche Institut EWI in einer neuen Studie im Auftrag von green flexibility ermittelt. Dabei wurden zwei Ausbaupfade für Großbatteriespeicher untersucht: langsamer Hochlauf auf 12 GW in 2030 bzw. 19 GW in 2035 – orientiert am sehr batteriearmen Pfad des NEP B - oder ein schneller Hochlauf auf 32 GW bzw. 57GW. Die durchschnittliche Speichertiefe wurde mit 2,7 h in 2030 und 3,1 h in 2035 angenommen.
Ergebnis des Vergleichs bei schnellerem Ausbau (alle Angaben für 2035):
- Mehr teure Stromerzeugung aus Gas und Kohle sowie Stromimporte werden verdrängt. Variable Systemkosten sinken um 7%
- Das mittlere Strompreisniveau sinkt um 5%
- Die Preisvolatilität sinkt um 26%
- Marktwerte für Solarstrom steigen um 18%, die für Windkraft sinken um 5% (On-Shore) bzw. 12 % (Off-Shore)
- Marktliche Abregelung von EE-Strom sinkt um 48%
- Redispatch kann je nach Ausgestaltung des Rahmens sinken (nicht quantifiziert)
- In Summe senkt ein beschleunigter Speicherausbau die Stromkosten über alle Verbrauchergruppen um bis 1,6 Mrd. EUR in 2030 und 2,8 Mrd. EUR in 2035
Unser Stromsystem leidet unter mangelnder Flexibilität, nicht nur während Hitzeflauten. Es braucht eine beschleunigte und sinnvoll orchestrierte Behandlung mit Batteriespeichern. Dabei können neben Einsparungen positive Nebenwirkungen bei der Versorgungssicherheit erzielt werden, bis hin zur Ausweitung der Schwarzstartfähigkeit.

La massiccia crescita delle energie rinnovabili sta trasformando la Spagna in uno dei modelli europei della transizione ...
29/06/2026

La massiccia crescita delle energie rinnovabili sta trasformando la Spagna in uno dei modelli europei della transizione energetica.

Grazie all'espansione di impianti solari ed eolici, il Paese è riuscito a limitare gli effetti delle recenti crisi internazionali sui prezzi dell'energia, consentendo alle famiglie di risparmiare sulle bollette e riducendo la dipendenza dal gas.

Secondo gli esperti, il mix di fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e investimenti nella rete elettrica sta rendendo il sistema energetico spagnolo sempre più resiliente e sostenibile.

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La massiccia crescita delle energie rinnovabili sta trasformando la Spagna in uno dei modelli europei della transizione energetica. Grazie all'espansione di impianti solari ed eolici, il Paese è riuscito a limitare gli effetti delle recenti crisi internazionali sui prezzi dell'energia, consentendo alle famiglie di risparmiare sulle bollette e riducendo la dipendenza dal gas. Secondo gli esperti, il mix di fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e investimenti nella rete elettrica sta rendendo il sistema energetico spagnolo sempre più resiliente e sostenibile.

Nogara PV Part 727/06/2026Impianto fotovoltaico su un terreno industriale a Nogara (VR)Con quasi 20 MW (20.000 kW), è il...
27/06/2026

Nogara PV Part 7
27/06/2026

Impianto fotovoltaico su un terreno industriale a Nogara (VR)
Con quasi 20 MW (20.000 kW), è il più grande impianto fotovoltaico della regione.

So che ora ricominceranno le polemiche, perché molti avrebbero preferito che il terreno INDUSTRIALE fosse stato (come provista) un’azienda di trasporti con un centinaio di camion al giorno. Per i residenti non è certo una bella cosa.

COSTRUIRE SUI TETTI… bla bla. Ok.

Sfogatevi pure tutta la vostra frustrazione. In Francia stanno già spegnendo le centrali nucleari perché il fiume è così caldo che non riesce più a raffreddarle. Sì, e anche se ora molti se ne stupiscono, anche le centrali nucleari hanno bisogno di terreni agricoli... e non vengono certo costruite sui tetti.

O le miniere di carbone, grandi quanto uno Stato federale. Scorie nucleari per 16.000 anni... possiamo poi stoccarle nei giardini dei polemisti?

In Inghilterra le nuove immatricolazioni di auto elettriche sono al 50%. In Cina ormai ci sono quasi solo auto elettriche. Mentre qui stiamo a guardare mentre il nostro Paese e la nostra industria vanno in rovina. La dipendenza dal petrolio greggio non garantisce alcuna prevedibilità.

E poi tutti si lamentano di nuovo del fotovoltaico o dell’energia eolica, mentre poi sulle navi da crociera e sui voli low cost si consumano centinaia di litri di carburante in pochi giorni. I nostri campi diventeranno tutti inutilizzabili se non facciamo nulla.
Affermazioni stupide, del tipo “per prima cosa sistemate i tetti”, sono segno di scarsa informazione. Provengono proprio da quei partiti che altrimenti non hanno alcuna soluzione, ma cercano di legarsi agli elettori in questo modo.

Ma va bene… 40° per 14 giorni – e alcuni dicono… “anche nella mia infanzia c’era già l’estate”…

Alcuni politici, che hanno già guadagnato una fortuna grazie ai ponti mai costruiti, ora vogliono costruire centrali nucleari (8ASSURDITÀ). Il fiume più grande d’Italia, il Po, non ha nemmeno acqua a sufficienza per far navigare i gommoni tutto l’anno. SMETTETELA DI FARVI PRENDERE IN GIRO da persone che vogliono solo mantenere la loro poltrona in Parlamento e i soldi delle lobby. RIFLETTETE VOI STESSI... informatevi...

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tutti pannelli montati, ma non ancora in funzione.
complimenti con questa caldo che lavora fuori.

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Impianto fotovoltaico su un terreno industriale a Nogara (VR)
Con quasi 20 MW (20.000 kW), è il più grande impianto fotovoltaico della regione.
Sul terreno era prevista (nel 2019) la realizzazione di un'azienda di trasporti, ma dopo il ritiro del progetto, ora verrà costruito qui l'impianto che abbiamo contribuito a progettare.
Invece di centinaia di camion al giorno e migliaia di tonnellate di cemento e asfalto, ora si produce energia pulita. Quindi, prima che la cosa degeneri di nuovo in polemiche.

QUI NON VERRÀ EDIFICATO NESSUN TERRENO AGRICOLO.

Perché a quanto pare le centrali a carbone, a gas, nucleari e a petrolio non utilizzano terreni agricoli, ma fluttuano nell’aria. 😃
La progettazione è iniziata già nel 2022. I lavori di costruzione sono iniziati alla fine del 2025.

https://www.facebook.com/DroneServiceVerona/posts/pfbid02JFAzG6HHtuiV43MuEqB9b8KrSGq5JwW3BY8EquL61J3G2RDeWX58VaWFQpL4x8jZl?notif_id=1782566655006430¬if_t=mention&ref=notif

NUCLEARE SPENTO DAL CALDO. RINNOVABILI ACCESE DAL SOLEIn Francia EDF ha fermato il reattore Golfech 2, da 1,3 GW, perché...
26/06/2026

NUCLEARE SPENTO DAL CALDO. RINNOVABILI ACCESE DAL SOLE

In Francia EDF ha fermato il reattore Golfech 2, da 1,3 GW, perché la temperatura della Garonna ha superato le soglie ambientali consentite per il raffreddamento della centrale.

Non un guasto.
Non un incidente.
Semplicemente: troppo caldo.

Le centrali nucleari hanno bisogno di enormi quantità d’acqua per raffreddarsi. Ma quando i fiumi si scaldano, non possono più scaricare ulteriore calore senza danneggiare l’ecosistema.

Ed ecco il paradosso: proprio nei giorni in cui la domanda elettrica aumenta per l’uso dei condizionatori, un reattore nucleare deve fermarsi.

☀️ Il fotovoltaico, invece, non si ferma mai: produce proprio quando il sole è più forte.
🔥 Il solare termico funziona addirittura meglio: il caldo è il suo carburante, non il suo problema.

La transizione energetica non è ideologia.
È buon senso tecnico.

Öffentliche Stromerzeugung 2025: Wind und Solar erstmals als Doppelspitze01. Januar 2026Der Anteil der in Deutschland in...
20/06/2026

Öffentliche Stromerzeugung 2025: Wind und Solar erstmals als Doppelspitze

01. Januar 2026

Der Anteil der in Deutschland in das öffentliche Stromnetz eingespeisten erneuerbaren Energien am Strommix, der tatsächlich aus der Steckdose kommt, lag 2025 wie im Vorjahr bei 55,9 Prozent. Der stärkste Nettostromerzeuger war dabei die Windkraft, gefolgt von der Photovoltaik, die ihre Produktion um 21 Prozent steigerte und somit erstmals die Braunkohle überholte. Der Anteil der Stromerzeugung aus fossilen Quellen stagnierte 2025, wobei die rückläufige Braunkohlestromerzeugung durch eine steigende Erdgasnutzung ausgeglichen wurde. Der Importanteil am Strommix ist 2025 gegenüber dem Vorjahr gesunken. Grundlage dieser Auswertung ist die Datenplattform energy-charts.info des Fraunhofer-Instituts für Solare Energiesysteme ISE, die für ganz Europa interaktive Grafiken zur Stromerzeugung bietet.

Stärkster Nettostromerzeuger war die Windkraft, obwohl die Produktion aufgrund schlechterer Windverhältnisse mit 132 Terawattstunden (TWh) um 3,2 Prozent niedriger war als im Vorjahr. Der Anteil von Wind onshore betrug etwa 106 TWh, Wind offshore erzeugte etwa 26,1 TWh. Onshore wurden 4,5 Gigawatt (GW) neuer Leistung zugebaut, offshore nur 0,29 GW. Damit bleibt der Windausbau deutlich unter den deutschen Ausbauzielen zurück: Ende 2025 war eine installierte Leistung von 76,5 GW vorgesehen, tatsächlich installiert sind nur 68,1 GW.

Photovoltaikanlagen haben im Jahr 2025 ca. 87 TWh Strom erzeugt. Davon wurden ca. 71 TWh in das öffentliche Netz eingespeist und beachtliche 16,9 TWh selbst verbraucht. Die gesamte Produktion hat sich gegenüber dem Vorjahr um ca. 15 TWh bzw. 21 Prozent erhöht, wodurch die Photovoltaik bei der öffentlichen Nettostromerzeugung auf Platz zwei vorrückte. Die installierte Solarleistung lag Ende 2025 bei 116,8 Gigawatt Modulleistung (DC), über das Jahr wurden ca. 16,2 GWDC Leistung netto zugebaut (entspricht 14,3 GWAC). Um die deutschen Klimaziele zu erreichen, muss dieser Ausbau 2026 auf 22 Gigawatt gesteigert werden.

Der starke Anstieg der Solarstromerzeugung ist ein EU-weiter Trend: 2025 lag die Stromerzeugung aus PV in den EU-Ländern mit 275 TWh erstmals über der Summe aus Braun- und Steinkohle (243 TWh). In zehn Jahren hat sich die Erzeugung aus Photovoltaik verdreifacht, die Kohlestromerzeugung ging dagegen um 60 Prozent zurück.

Aus Biomasse wurden in Deutschland ca. 41,1 TWh Strom produziert (2024: 37 TWh), wobei 36 TWh ins Netz eingespeist und 5,1 TWh selbst verbraucht wurden. Die Wasserkraft produzierte aufgrund niedriger Niederschläge nur ca. 17,8 TWh (2024: 22,3 TWh). Mit 655 Litern pro Quadratmeter lag die Niederschlagsmenge in Deutschland 27 Prozent niedriger als 2024 (902 l/m²) und 17 Prozent unter dem Mittel der Referenzperiode 1961 bis 1990 (789 l/m²).

In Summe produzierten die erneuerbaren Energiequellen Solar, Wind, Wasser, Biomasse und Geothermie im Jahr 2025 ca. 278 TWh, wovon 256 TWh in das öffentliche Stromnetz eingespeist und 22 TWh selbst verbraucht wurden. Die Erzeugung aus erneuerbaren Energien stieg gegenüber dem Vorjahr um 6 TWh. Dennoch verfehlt die erneuerbare Nettostromerzeugung deutlich den für 2025 angestrebten Wert von 346 TWh. Hauptursache sind die Ausbauverfehlungen bei Wind onshore und offshore: Aufgrund unterschiedlicher Volllaststunden wirken sich fehlende Leistungen bei Wind onshore etwa doppelt, bei Wind offshore rund 3,5-fach auf die Strommengen aus. Hinzu kommen hohe Eigenverbrauchsanteile bei Photovoltaik sowie zunehmend suboptimale Ausrichtungen (z. B. Ost-West), die die Netzverträglichkeit verbessern, aber den spezifischen Ertrag senken.

Bei Batteriespeichern ist eine besonders dynamische Entwicklung zu beobachten. Hohe untertägige Strompreisschwankungen machen ihren Betrieb attraktiv, während stark gesunkene Kosten infolge der Skalierung im Mobilitätssektor Investitionen begünstigen. Entsprechend wächst das Interesse an Netzanschlüssen für Großbatteriespeicher, von denen bereits mehrere in Betrieb sind; im Marktstammdatenregister sind zudem 11,5 GWh mit geplantem Inbetriebnahmedatum verzeichnet. Die Kapazität der Großbatteriespeicher stieg im Jahresverlauf von 2,3 auf 3,7 GWh (+60 Prozent). Insgesamt sind derzeit knapp 25 GWh Batteriespeicher-Kapazität installiert, der Großteil mit knapp 20 GWh als Heimspeicher. Die Modellierungen des Fraunhofer ISE zeigen je nach Szenario bis 2030 einen Speicherbedarf von 100 bis 170 GWh auf. »Mit dem Hochlauf von Großbatteriespeichern verändert sich die Funktionsweise des deutschen Stromsystems grundlegend. Während Effekte auf die kurzfristige Flexibilitätsbereitstellung bereits sichtbar sind, lassen sich systemische Auswirkungen z.B. auf Reservekraftwerke bislang nur abschätzen. Diese Entwicklungen erfordern, Batteriespeicher explizit in der Ausbauplanung, in der Systemplanung sowie im Strommarktdesign zu berücksichtigen«, erklärt Leonhard Gandhi, Projektleiter Energy-Charts am Fraunhofer ISE.
Erzeugung aus fossilen Quellen konstant, Importe rückläufig

Die Netto-Stromerzeugung aus Braunkohlekraftwerken ging um 3,9 TWh auf 67,2 TWh zurück. Die Bruttostromerzeugung fiel auf das Niveau von 1961.

Die Nettoproduktion aus Steinkohlekraftwerken für den öffentlichen Stromverbrauch stieg leicht auf 26,7 TWh (2024: 24,3 TWh). Die Bruttostromerzeugung aus Steinkohle lag auf dem Niveau von 1952.

Erdgaskraftwerke haben 52,4 TWh netto für die öffentliche Stromversorgung und 26,1 TWh für den industriellen Eigenverbrauch produziert. Die Produktion lag damit 3,7 TWh über dem Niveau des Vorjahres.

Die Kohlendioxidemissionen über alle Quellen der deutschen Stromerzeugung lagen nach ersten Hochrechnungen bei 160 Millionen Tonnen (auf dem Niveau von 2024) und 58 Prozent niedriger als zu Beginn der Datenerhebung 1990.

Die Emissionen der Kohleverstromung sind gegenüber dem Vorjahr um 4 Prozent gestiegen und gegenüber 1990 um 69 Prozent gesunken.

Im Jahr 2025 hatte Deutschland beim Stromhandel einen Import von 76,2 TWh gegenüber einem Export von 54,3 TWh, wodurch sich im Saldo ein Importüberschuss von ca. 21,9 TWh ergab. Das ist ein Rückgang von 6,4 TWh gegenüber 2024. Gründe für die zurückgegangenen Importe waren insbesondere die niedrigen Gaspreise und die höheren Börsenstrompreise in Deutschland und den Nachbarländern, die zu mehr Eigenerzeugung aus Erdgas führten. Der Großteil der Importe kam aus Dänemark (12,4 TWh), Frankreich (11,2 TWh), den Niederlanden (8,4 TWh) und Norwegen (7 TWh). Deutschland exportierte Strom im Saldo nach Österreich (12,2 TWh), Tschechien (4,2 TWh), Luxemburg (3,5 TWh) und Polen (3,4 TWh).

Se Dio avesse voluto che disponessimo di energia illimitata e gratuita..... avrebbe collocato un enorme reattore a fusio...
20/06/2026

Se Dio avesse voluto che disponessimo di energia illimitata e gratuita...
.. avrebbe collocato un enorme reattore a fusione al centro del nostro sistema solare.

12/06/2026

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Nogara
37054

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