18/12/2015
ho trovato questo articolo molto interessante
Franco Piva
Ingegneria del legno. Ingegnere strutturista. Consulente energetico. Supporto attività ricerca e sviluppo
Chi sono i "nemici" delle costruzioni in legno?
Pubblico qui di seguito un articolo che ho scritto per la rivista "Domus Aurea" nel 2012 sulla rubrica "Il gladiatore" i cui contenuti sono ancora indubbiamente attuali!
L'idea per queste righe nasce al termine di una lunga ed appassionata chiacchierata con alcuni tecnici e con la direttrice di questa rivista. Si parlava di cosa ci aspettiamo dal futuro, di quali ostacoli ci potremmo trovare ad affrontare per poter proseguire la nostra attività di tecnici ed aziende che si occupano di costruzioni in legno: dalla progettazione alla loro costruzione passando per la realizzazione degli impianti e delle finiture interne ed esterne.
La notizia non è nuova: il legno sta piano piano uscendo dalla nicchia, da quella zona grigia dell'edilizia dove è vissuto confinato per anni dalla mancanza di riferimenti legislativi specifici; basti pensare che solo nel luglio 2009 entra in vigore per la prima volta ufficialmente una normativa ad esso dedicata (NTC '08). Questo cambiamento non è naturalmente passato inosservato agli altri operatori del settore per i quali vale il principio: ogni casa realizzata in legno è una casa in meno per i produttori di cemento, laterizio ed acciaio. Il legno di fatto rappresenta il "quarto incomodo", il fratello minore di cui nessuno si era mai preoccupato fino a qualche anno fa.
Nel 2002 stavo completando la tesi presso la Chalmers University of Technology di Goeteborg ed appresi con non poca sorpresa dal mio relatore che stavano ingegnerizzando edifici in legno multipiano: io ero abituato a pensare alle case in legno come a delle baite in montagna...
Sono passati dieci anni ed il mondo delle costruzioni è cambiato; e non di poco!
Tornando al dialogo di cui sopra ad un certo punto un pioniere operatore del settore afferma: "nei prossimi anni dovremo difenderci dagli "attacchi" delle lobby dei materiali tradizionali se vogliamo sopravvivere!". Tutti i presenti annuiscono con preoccupazione e con la fantasia si immaginano battaglie epiche tra legno ed acciaio e tra legno e laterizio come un incontro/scontro tra il bene ed il male degno delle migliori saghe fantasy...
Io rimango perplesso, chiedo se ne sono proprio così sicuri e ricevo sguardi dubbiosi. Io penso che i veri nemici del legno inteso come materiale da costruzione siano tre di cui due operanti alla luce del sole in totale trasparenza. Sono talmente bravi nel loro lavoro che nessuno si è ancora accorto del danno che stanno arrecando. La curiosità tra i presenti cresce e qualcuno inizia a gettare sguardi sospettosi verso qualche vicino di posto...
Ebbene, nella mia personalissima classifica dei nemici del legno il gradino più alto del podio è stabilmente occupato niente poco di meno che... rullo di tamburi... dai progettisti, dalla categoria cui appartengo anch'io! Ingegneri, geometri, architetti, periti, etc... che non conoscono il significato della parola aggiornamento. Troppo impegnati a crogiolarsi nel loro status quo pensando che tanto hanno già visto tutto quello che c'era da vedere: "sono vent'anni che progetto in laterizio: vuoi che non sappia fare un edificio in legno?". Non sono spesso in grado di leggere un preventivo per individuare le offerte "specchio per allodole" e non sanno pertanto consigliare in maniera adeguata il malcapitato committente. Il legno offre molto ma richiede passione. E' un materiale permaloso: bisogna conoscerlo e non bisogna obbligarlo a fare le cose non previste da quel superbo ingegnere che è madre natura.
Il secondo gradino è occupato dalle stesse aziende del settore che operano male, che non eseguono i dettagli a regola d'arte e che si vedono magari la casa marcire dopo pochi mesi per problemi di condense interstiziali o di ristagno d'acqua al piano terra. Sono quelle aziende che hanno ottenuto però il nulla osta da quelli che siedono sul gradino più alto.
Al terzo posto arrivano staccati tutti gli altri che giustamente non si affannano troppo: tanto c'è già chi svolge già il loro lavoro gratuitamente!
Cosa manca dunque nel nostro settore? Manca la formazione, mancano corsi specifici organizzati presso le università per formare una nuova generazione di tecnici capaci e con ottime prospettive lavorative. Manca però spesso anche la voglia di imparare e di rimettersi in gioco. Purtroppo spesso si vedono corsi il cui unico scopo ultimo è quello di insegnare a compilare una infinta checklist il cui risultato è un numero, un punteggio che classifica l'edificio. Ebbene, progettare il legno non è e non deve essere il semplice inserimento di numeri in tante caselle. Se così fosse avremmo perso la passione per un nobile materiale ed un'importantissima occasione di crescita per il nostro settore.