06/09/2025
La Nomina dei CTU nei Tribunali: Urge un Cambiamento dal Criterio della Rotazione a Quello della Competenza
Negli ultimi anni nei tribunali e negli uffici giudiziari italiani si sta seguendo una prassi che merita un'attenta riflessione: la nomina dei Consulenti Tecnici d'Ufficio (CTU) basata su un mero criterio di rotazione, anziché su una valutazione puntuale delle competenze, della professionalità e delle specializzazioni maturate. Sebbene la turnazione degli incarichi sia di per sé un principio legittimo per garantire un equa distribuzione, la sua applicazione acritica rischia di sacrificare la qualità della consulenza, affidando mandati complessi a professionisti non ancora adeguatamente preparati per la specifica materia del contendere.
Questo approccio meccanicistico ha l'effetto di appiattire le differenze qualitative, ponendo sullo stesso piano un professionista di comprovata esperienza e un neofita appena iscrittosi all'albo. Di conseguenza, non è raro assistere alla nomina di consulenti ancora inesperti in procedimenti di grande rilevanza. Tale situazione crea una duplice criticità: da un lato, espone il giovane collega al rischio di commettere errori che potrebbero comprometterne il percorso professionale ("bruciarlo"); dall'altro, e ben più grave, rischia di inficiare l'esito stesso del giudizio.
Il Richiamo del Consiglio Superiore della Magistratura
Questa problematica è ben nota anche al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), che già nella delibera dell'11 ottobre 2017 ("Buone prassi nel settore delle esecuzioni immobiliari") aveva messo in luce il punto nevralgico della questione. Il CSM chiarisce infatti che:
"un elemento strategico di efficienza risiede indubbiamente nella effettiva qualità degli ausiliari [...]. La scarsa esperienza o la modestia tecnica dello stimatore [...] sono fattori in grado di incidere pregiudizievolmente sul corso del processo esecutivo".
Il documento prosegue sottolineando che, pur salvaguardando "l’esigenza fisiologica di consentire ai professionisti di nuova formazione di sperimentarsi", è prioritario "valorizzare le effettive capacità e attitudini, la pregressa esperienza maturata nel settore, eventuali percorsi di formazione teorica, nonché la idoneità della struttura organizzativa del professionista".
Il CSM, quindi, pur riconoscendo l'utilità di una rotazione, indica chiaramente la necessità di privilegiare l'affidamento degli incarichi a soggetti di provata affidabilità, capaci di rispondere con competenza e in tempi certi, a beneficio dell'efficienza della procedura.
Le Conseguenze Negative di un Sistema Inefficiente
I danni provocati da questa prassi sono principalmente due:
1. Per il sistema Giustizia: Si manifesta un concreto rischio di allungamento dei tempi processuali, come osservato dallo stesso CSM, e, cosa ancora più critica, il pericolo che le sentenze vengano emesse sulla base di consulenze tecniche superficiali, minando la ricerca della verità processuale.
2. Per la categoria professionale: I consulenti più preparati e specializzati, vedendosi sottoutilizzati o assegnati a incarichi non pertinenti alle loro aree di eccellenza, sono progressivamente disincentivati. La professione di CTU, resa sporadica e non gratificante, perde di attrattiva, spingendo le migliori risorse a dedicarsi ad altri ambiti. Si innesca così un circolo vizioso: se la competenza non viene premiata, viene a mancare lo stimolo a investire in formazione e aggiornamento continuo, con un conseguente impoverimento qualitativo dell'intero albo dei consulenti.