Le Storie di Kosmonautika

Le Storie di Kosmonautika La pagina del canale Youtube "Kosmonautika"
Storie e storia della Cosmonautica Sovietica e Russa ma non solo!

Ideata e gestita da Roberto Paradiso, divulgatore ed autore del libro "Noi abbiamo usato le matite! - Storia del programma spaziale sovietico" Per tutti gli appassionati delle missioni spaziali dell'Unione Sovietica; per conoscere le persone dietro ai successi della Cosmonautica. Dalla serie Youtube "Kosmonautica" ora anche su Facebook, su Twitter https://twitter.com/
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Oggi, sono reduce da un piccolo intervento e non ho potuto parlare dell'evento del giorno: la fase clou della missione  ...
03/09/2026

Oggi, sono reduce da un piccolo intervento e non ho potuto parlare dell'evento del giorno: la fase clou della missione . Ma ci ha pensato l'amico Stefano Mossa per Passione Astronomia!

Dopo quasi otto anni, la sonda BepiColombo ha effettuato con successo la separazione del Mercury Transfer Module (MTM)

2 settembre 1908. Nasce ad   Valentin Petrovic  . Fu uno dei padri della   progettista dei motori del  , del   e dell' G...
02/09/2026

2 settembre 1908. Nasce ad Valentin Petrovic . Fu uno dei padri della progettista dei motori del , del e dell'
Gloria ai conquistatori del Cosmo! 🚀

È morto il 31/8/2026 Toyohiro  . Il 2/12/1990 partì da   sulla  -11: giornalista  , primo   nello spazio e primo “passeg...
01/09/2026

È morto il 31/8/2026 Toyohiro . Il 2/12/1990 partì da sulla -11: giornalista , primo nello spazio e primo “passeggero pagante” dell’era spaziale.
Salì sulla Mir come rappresentante di un Paese che, formalmente, era ancora in guerra con l’URSS. E lassù, tra le stelle, quella guerra non contava più.
Buon viaggio, Toyohiro. 🚀

01/09/2026

Dal centro spaziale di alle ore 4.00 italiane del 1/9/2026, è avvenuto con successo il volo inaugurale, del lanciatore della compagnia privata .
Il nuovo veicolo, che in futuro potrà recuperare il primo stadio, ha portato nell'orbita un carico simulato.

Rinviato il lancio di  -13 verso la  :   e   hanno posticipato la missione a causa di una perdita di ossidante nel siste...
31/08/2026

Rinviato il lancio di -13 verso la : e hanno posticipato la missione a causa di una perdita di ossidante nel sistema propulsivo della . Nuova data ancora da definire.
L’equipaggio: Sergey Tetyatnikov, Jessica Watkins, Luke Delaney e Joshua Kutryk.

Come si prende una decisione quando non hai tutte le informazioni?Aleksandr Misurkin racconta Korolëv, Leonov, Beljaev e...
31/08/2026

Come si prende una decisione quando non hai tutte le informazioni?

Aleksandr Misurkin racconta Korolëv, Leonov, Beljaev e soprattutto Pavel Vinogradov, che sulla ISS intuì una perdita di ammoniaca prima ancora della conferma da Houston.

🎂 Oggi, 31 agosto, è il compleanno di Vinogradov. Buon compleanno, Pavel Vladimirovič! 🚀

La «tremilaunesima situazione» arriverà sempre.

«Beh, com'è lassù?»È una delle domande più difficili a cui Aleksa...

Il Nancy Grace Roman è partito verso L2. Il telescopio NASA studierà l'Universo oscuro e gli esopianeti, portando nello ...
31/08/2026

Il Nancy Grace Roman è partito verso L2. Il telescopio NASA studierà l'Universo oscuro e gli esopianeti, portando nello spazio l'eredità di Grace Roman.

Il 30 agosto 2026 un Falcon Heavy di SpaceX è decollato dal Kennedy Space Center portando nello spazio il Nancy Grace Roman Space Telescope, il nuovo grande osservatorio della NASA. Il lancio è avvenuto alle 7:26 ora locale e circa 31 minuti dopo il decollo Roman si è separato dal vettore, iniziando il viaggio verso il punto lagrangiano L2, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.
Roman sarà una sorta di complemento di Hubble e James Webb. Se questi telescopi permettono di osservare il cosmo con grande dettaglio, Roman avrà una vista molto più ampia, grazie soprattutto al suo Wide Field Instrument, capace di osservare enormi porzioni di cielo.
Il telescopio studierà alcuni dei più grandi misteri dell'Universo: materia oscura, energia oscura ed esopianeti. Il suo coronografo sperimentale permetterà inoltre di studiare direttamente la luce proveniente da alcuni pianeti che orbitano intorno ad altre stelle.
Roman potrà produrre immagini dell'ordine del miliardo di pixel e raccogliere più di un terabyte di dati ogni giorno. La NASA prevede che le prime immagini scientifiche arrivino nei primi mesi del 2027.
Ma chi era Nancy Grace Roman?
Il nome del telescopio è un omaggio a una delle figure più importanti della storia dell'astronomia spaziale.
Nata a Nashville nel 1925, Nancy Grace Roman si appassionò all'astronomia fin da bambina. A dodici anni aveva già fondato un piccolo club di astronomia e a soli 16 anni aveva deciso che quella sarebbe stata la sua professione.
Dopo il dottorato all'Università di Chicago, nel 1959 entrò nella NASA e divenne la prima responsabile dell'astronomia dell'agenzia e la prima donna a ricoprire un incarico dirigenziale. La sua grande battaglia fu convincere la NASA e il Congresso della necessità di costruire un grande telescopio spaziale.
Quel telescopio sarebbe diventato Hubble.
Per questo Nancy Grace Roman è ricordata come la “Mother of Hubble”. Morì nel 2018, ma la sua eredità continua oggi con il telescopio che porta il suo nome.
E c'è anche una curiosità: parte della tecnologia ottica di Roman deriva da telescopi costruiti originariamente per un programma di satelliti spia del National Reconnaissance Office e successivamente ceduti alla NASA. Una tecnologia nata per osservare la Terra è stata trasformata in uno strumento per osservare l'Universo.
Ora Roman è in viaggio verso L2.
Quando arriverà a destinazione e inizierà la sua attività, non guarderà semplicemente più lontano di noi.
Guarderà l'Universo con occhi nuovi.

Amiche ed amici!Ci vediamo a partire dalle 13, in diretta su Facebook, LinkedIn e Youtube, per seguire il lancio del Nan...
30/08/2026

Amiche ed amici!
Ci vediamo a partire dalle 13, in diretta su Facebook, LinkedIn e Youtube, per seguire il lancio del Nancy Grace Roman Space Telescope.
Vi aspettiamo!

Il 30 agosto 2026 appuntamento con una nuova grande missione spazia...

Jack Swigert, l’eroe inatteso di Apollo 13: l’uomo chiamato all’ultimo minuto che salvò la missione, nasceva il 30 agost...
30/08/2026

Jack Swigert, l’eroe inatteso di Apollo 13: l’uomo chiamato all’ultimo minuto che salvò la missione, nasceva il 30 agosto 1931

Chiamato a tre giorni dal lancio, Jack Swigert fu decisivo nel salvataggio di Apollo 13. Storia dell’astronauta arrivato per ultimo.

Nella storia dell’esplorazione spaziale ci sono uomini destinati a entrare nella leggenda e altri che vi scivolano dentro quasi in silenzio, chiamati all’ultimo momento, senza certezze, senza promesse. John “Jack” Swigert Jr. appartiene a questa seconda categoria. Non doveva essere su Apollo 13. E invece, proprio lui, sarebbe diventato uno dei simboli più umani e struggenti di quella missione.
Un astronauta fuori dagli schemi
Jack Swigert non era l’eroe “perfetto”. Nato il 30/08/1931, pilota collaudatore, ingegnere brillante, ma anche uomo inquieto, single incallito, con la fama di dongiovanni e spirito libero. Non aveva una famiglia ad aspettarlo a casa, né quell’aura rassicurante che spesso accompagnava i volti pubblici del programma Apollo. Era visto da molti come brillante ma volubile, affidabile sì, ma non sempre prevedibile.
Forse anche per questo non era stato scelto per l’equipaggio principale di Apollo 13.
La chiamata che cambia una vita
A pochi giorni dal lancio, il destino bussò improvvisamente alla sua porta. Ken Mattingly, pilota del modulo di comando, venne escluso per un possibile contagio da rosolia. Mancavano appena 72 ore al decollo. Al suo posto fu chiamato Swigert, dall’equipaggio di riserva.
Tre giorni per prepararsi a una missione lunare. Tre giorni per accettare che quella non fosse più un’esercitazione. Tre giorni per capire che, forse, quella sarebbe stata l’unica occasione della sua vita.
“Houston, abbiamo avuto un problema”
L’11 aprile 1970 Apollo 13 partì verso la Luna. Due giorni dopo, il sogno si spezzò. Un’esplosione nel modulo di servizio squarciò la normalità della missione. Il silenzio nello spazio fu rotto da una frase pronunciata con calma disarmante:
«Ok, Houston, abbiamo avuto un problema qui.»
Fu Jack Swigert a dirla.
In quel momento non era più l’astronauta arrivato all’ultimo minuto, né il sostituto. Era un uomo sospeso a centinaia di miglia dalla Terra, con due compagni accanto e una navicella che stava morendo lentamente. Eppure la sua voce non tradì il panico. Solo consapevolezza.
Il sangue freddo dell’inaspettato
Nei giorni successivi, mentre Apollo 13 diventava una lotta per la sopravvivenza, Swigert dimostrò ciò che spesso passa inosservato nelle storie ufficiali: la capacità di reggere il peso dell’errore umano e dell’imprevisto. Riprogrammare procedure, spegnere sistemi vitali, razionare energia e acqua, fidarsi ciecamente di uomini che poteva solo sentire via radio.
Non c’erano manuali per tornare a casa in quelle condizioni. C’era solo l’intelligenza, la disciplina, ed una profonda fiducia reciproca.
Un eroe imperfetto
Quando l’Apollo 13 rientrò sulla Terra, Swigert tornò come eroe. Ma non era un uomo trasformato in mito: era ancora Jack, con le sue contraddizioni, i suoi rimpianti, il peso di aver vissuto qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto davvero comprendere.
Ricevette onorificenze, riconoscimenti, ma la sua vita continuò a muoversi su binari irregolari. Tentò la politica, vinse un’elezione al Congresso, ma la malattia lo colpì prima che potesse sedere in aula. Morì il 27/12/1982, a soli 51 anni.
Il valore di esserci
Jack Swigert non fu l’astronauta più celebrato del programma Apollo. Non camminò sulla Luna. Ma fu l’uomo giusto nel momento sbagliato, e proprio per questo indispensabile.
La sua storia ci ricorda che non sempre sono i più preparati sulla carta a salvare la situazione, ma coloro che, quando arriva l’istante decisivo, riescono a restare lucidi, presenti, umani.
E forse è questo il suo lascito più profondo: dimostrare che anche chi arriva per ultimo può fare la differenza, se trova il coraggio di restare.

Ho fatto una piccola incursione nell'universo
28/08/2026

Ho fatto una piccola incursione nell'universo

Strange New Worlds 406 torna allo Star Trek più classico tra cavitazione, collettori di Bussard e una domanda: l’Enterprise ha un’anima?

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