16/10/2025
Tempesta in Ferrari, a Maranello volano gli stracci: a rischio il “gruppo pista” di Togninalli
La Ferrari sta vivendo uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. Non bastano i problemi tecnici della SF-25, incapace di generare il carico necessario per competere ai vertici: a Maranello si è aperta una vera crisi interna. Secondo il Corriere della Sera, la FIA avrebbe intensificato i controlli sulla monoposto, spingendo il team a un atteggiamento ultra-conservativo che limita strategie e sviluppo.
Ma il vero terremoto è dentro la Gestione Sportiva. Dopo settimane di indiscrezioni, la Scuderia ha smentito uno scontro tra Frederic Vasseur e Matteo Togninalli, coordinatore delle attività in pista. Tuttavia, il ruolo dell’ingegnere valtellinese – figura centrale del cosiddetto “gruppo pista” – sarebbe di nuovo in discussione. Già finito sotto esame dopo la doppia squalifica di Shanghai, Togninalli aveva riconquistato la fiducia di Jerome D’Ambrosio e Loic Serra, ma ora la tregua sembra finita.
Gli errori nella messa a punto, le modifiche inefficaci e la difficoltà nel tradurre i dati del simulatore in risultati concreti hanno minato la credibilità del reparto tecnico. La gestione centralizzata voluta da Vasseur ha irrigidito i processi decisionali, rallentando le reazioni in pista, soprattutto in qualifica. Ne deriva una Ferrari veloce solo il venerdì, ma incapace di confermarsi quando conta.
Ad aggravare la situazione, secondo il quotidiano milanese, sarebbe arrivato un nuovo documento di Lewis Hamilton, che avrebbe chiesto una revisione profonda di metodi e procedure operative. Il sette volte campione del mondo, ormai coinvolto anche nelle dinamiche tecniche, avrebbe sottolineato la necessità di una comunicazione più diretta e meno burocratica, “in cui la voce dei piloti e degli ingegneri di pista pesi di più nelle decisioni strategiche”.
Sul piano tecnico, la SF-25 resta una monoposto fragile: correlazione imperfetta tra simulazioni e realtà, finestra aerodinamica ristretta e un pacchetto sospensivo rigido che penalizza la gestione delle gomme. Maranello avrebbe scelto un approccio difensivo, rinunciando alla sperimentazione e accentuando la crisi di fiducia interna.
A peggiorare il quadro, la fuga di tecnici come Enrico Cardile e Wolff Zimmermann, sostituiti da figure ancora poco rodate. L’instabilità delle relazioni interne è evidente e Vasseur si trova davanti a un bivio: confermare la struttura attuale o cambiare rotta.
Hamilton ha lanciato il messaggio, e ignorarlo sarebbe un errore fatale. Perché in Formula 1, senza fiducia, non c’è futuro.