17/04/2026
CHI SOTTOSTIMA IL BRACCONAGGIO?
5 lupi morti a Pescasseroli, a circa 1 km dalla sede del Parco Naz. D’Abruzzo, il 7 aprile 2026, tenuti segreti per 10 giorni.
Altri 5 morti ad Alfedena il 15 aprile.
Altri 2 morti a Capistrello il 30 marzo.
Tutti probabilmente avvelenati.
L’anno scorso:
- un cane morto a Pescasseroli ed uno a Bisegna, ma il Parco fece finta di niente
- un vitello morto e legato sotto i ginepri, ma il Parco fece finta di niente
- l’orso morto a Forca Caruso, con gli organi colliquati e una infiammazione generale, tipica di avvelenamento con liquido antigelo, che il Parco ha negato in tutti i modi
- numerosi cani morti avvelenati a Lecce nei Marsi, Ortucchio, Trasacco, Balsorano, Settefrati, ecc.
- altri 2 orsi morti per cause sconosciute, ma probabilmente avvelenati.
Circa 30 grifoni morti avvelenati negli ultimi 3 anni.
Il fenomeno è diffuso in tutti gli anni, ma il sottoscritto segnalava, pochi giorni fa, la notevole riduzione dei lupi nella parte Nord del Pnalm. Probabilmente, negli ultimi 6 mesi, la metà dei lupi sono spariti.
Infatti, solo una parte dei lupi bracconati o avvelenati vengono trovati, la maggior parte viene fatta sparire. E chissà se siano stati fatti sparire anche altri orsi marsicani?
Questi numeri sono sicuramente una sconfitta per il Pnalm e per la sua politica di imposizione di divieti.
Il veleno può essere usato dagli allevatori (le famose “pulizie di Pasqua” vengono fatte da sempre), dai tartufai, dai cacciatori ecc., ma individuare il responsabile è molto difficile, per cui la repressione, invocata da Sammarone, è in pratica inutile e solo fumo negli occhi per il popolo. Così come i cani anti-veleno non sembrano avere un effetto nella riduzione del fenomeno, forse nel trovare le carcasse.
Meglio cercare di prevenire il fenomeno. Come?
Innanzitutto i Parchi e le Regioni dovrebbero condividere le decisioni sugli indennizzi dei danni della fauna con le categorie interessate, facendo un incontro pubblico ed ascoltando i soggetti interessati, al fine di giungere ad una mediazione.
Se vogliamo la coesistenza con la fauna, i danni della fauna devono essere rimborsati al 100% e le misure di prevenzione devono essere pagate da Parchi e Regioni, come ha stabilito una recente sentenza della Corte di Cassazione, la quale ha condannato il Pnalm a risarcire 18.000 euro ad un agricoltore di Lecce nei Marsi.
Infine, il Governo deve stanziare i finanziamenti adeguati, invece di spendere i soldi per le spese militari e le guerre