22/06/2026
Oggi ho saputo che è venuto a mancare il Prof. Ing. Enrico Marchi, mio professore di Costruzioni all’Istituto per Geometri Nottolini di Lucca.
Con il suo mix di passione, competenza, rigore, ironia e meritocrazia, il professor Marchi è stato senza ombra di dubbio una delle persone che più hanno influenzato le mie scelte di studio e professionali.
Mi ha insegnato ad amare le strutture e la fisica e, a distanza di tanti anni, ricordo ancora con affetto innumerevoli episodi e situazioni che hanno contribuito a fare di me la persona e il professionista che sono oggi.
Che uno studente prendesse 1 (sì, era severo) oppure 8, non ho mai conosciuto qualcuno che non lo stimasse e non lo rispettasse. Era uno di quei professori capaci di essere rigorosi senza mai perdere autorevolezza o umanità. Perché era giusto.
Tra i tanti ricordi che porto nel cuore ce n’è uno che mi fa ancora sorridere. Durante un’interrogazione vide che sul mio banco c’era pupazzo di legno di Quelo, il celebre personaggio di Corrado Guzzanti dell’epoca, e con il suo classico: «Ietto, vuole venire?» mi chiamò alla lavagna. Ovviamente non c’era possibilità di scelta. L’esercizio? Calcolare il momento d’inerzia di Quelo. Geometria delle masse.
Auguro a tutti gli studenti di incontrare almeno una volta nella vita un insegnante come il professor Marchi. Qualcuno capace di accendere la curiosità, di trasmettere la passione per la conoscenza e di insegnare che si può essere severi e rigorosi, ma anche profondamente rispettati e persino amati, quando tutto è guidato da giustizia, coerenza e lealtà.
Per questo post ho scelto la foto del prontuario che utilizzavamo all’epoca: praticamente l’unico libro che ci ha accompagnato per quattro anni. Con un prontuario, un lapis (siamo pur sempre in Toscana) e una calcolatrice ci ha insegnato che, con l’ingegno, si può fare molto.
Grazie, professor Marchi.
Se oggi sono un ingegnere, una parte importante del merito è anche sua.