19/09/2025
La storia dell’automobile non si racconta soltanto con le persone e i veicoli, ma anche attraverso i luoghi che ne hanno custodito le vicende. Per questo motivo, la Fédération Française des Véhicules d’Époque (FFVE), l’organismo ufficiale che rappresenta in Francia il mondo dei veicoli storici, ha creato il riconoscimento Lieu de l’Histoire Automobile che celebra i luoghi che hanno segnato momenti importanti dell’avventura automobilistica francese. s
In questo ambito, il 20 settembre a Balbigny in Francia si terrà la cerimonia ufficiale di posa di una targa commemorativa che consacrerà il sito dove nacque l’auto Monica, vettura di lusso prodotta tra il 1972 e il 1975. A questo evento è stato invitato Pierangelo Sacco, oggi consigliere di amministrazione di Opac ma all’epoca direttore tecnico del progetto: «È stato uno dei primi rilevanti progetti completi che ho seguito – ricorda – occupandomi della direzione tecnica e della produzione delle vetture e delle loro attrezzature. La Monica fu un’idea ambiziosa, nata però nel momento meno adatto».
La Monica 560 fu progettata e prodotta negli anni Settanta da Jean Tastevin, imprenditore francese che desiderava creare “una vera berlina di lusso francese”. Il nome “Monica” derivava da Monique, sua moglie. Lo stile venne affidato alla carrozzeria Vignale di Torino: le sezioni della carrozzeria furono realizzate in Italia e assemblate a Balbigny, con l’intenzione di trasferire progressivamente tutta la produzione in Francia, così da poterla definire pienamente “Made in France”.
La vettura offriva elevato comfort, interni lussuosi, equipaggiamenti prestigiosi, sospensioni sofisticate e prestazioni di tutto rispetto. La produzione, però, rimase molto limitata: appena otto esemplari di serie, oltre a 22 prototipi. L'auto era infatti molto costosa e, soprattutto, fu presentata nel pieno della crisi petrolifera, quando le grandi e potenti berline di lusso risultavano ormai fuori tempo.
«Ripensando oggi a quell’esperienza – conclude Pierangelo Sacco – non posso che considerarla una tappa fondamentale della mia formazione professionale. La Monica è stata un progetto visionario, nato purtroppo in un contesto poco favorevole, ma che mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con sfide tecniche complesse e con la dimensione internazionale dell’automobile. Tornato a Torino, ho potuto mettere a frutto quanto appreso a Balbigny, proseguendo la mia carriera nella progettazione e costruzione di carrozzerie. È stato un capitolo breve ma intenso, che resta ancora oggi tra i ricordi più significativi del mio percorso».
Anche per la collaborazione a questo progetto, Pierangelo Sacco è stato insignito nel 2007 del titolo di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.