24/09/2024
Il è una minaccia per la filiera della salute. Parte da questo allarmante assunto l'articolo a firma del presidente Nicola Barni su Healthcare Policy.
Le aziende dei , davanti a condizioni di impresa impossibili e all'incertezza normativa e burocratica italiana, saranno costrette ad avviare procedure diffuse di mobilità e licenziamento, ad astenersi dalla partecipazione a gare pubbliche, preferiranno Paesi europei più sostenibili e attrattivi. L'impatto sul tessuto economico e sociale sarà devastante. Per sopperire a una carenza di programmazione e gestione della spesa pubblica, si mette a rischio la sopravvivenza di una filiera indispensabile per la vita delle persone.
Il sarà impoverito delle tecnologie che le nostre imprese forniscono. Non superare il payback vuol dire avere dispositivi obsoleti, bisturi che non tagliano, guanti che si rompono e medici senza formazione adeguata e senza tecnologie sanitarie di qualità per operare. Le forniture di dispositivi medici consentono di eseguire ogni giorno interventi chirurgici, terapie ed esami diagnostici per i cittadini italiani. Sono presenti in qualsiasi pratica medica.
La crisi delle nostre aziende avrà effetti sulla tutela e sul diritto alle cure dei cittadini italiani. Diritto che può essere raggiunto soltanto attraverso un finanziamento pubblico adeguato alla crescente e strutturale domanda di salute. Il meccanismo distorto del payback non è la risposta, per rendere il sistema sanitario sostenibile è necessario aumentare le coperture, eliminare gli sprechi, pianificare meglio gli acquisti e introdurre nuove tecnologie negli ospedali italiani.
"È indispensabile il supporto del governo e del Parlamento affinché si ponga rimedio a una situazione strutturale che non può continuare a limitare la libertà d'impresa e a mettere a rischio il diritto alla salute dei cittadini. Siamo certi che sia questo il SSN che vogliamo per il nostro Paese?"