23/03/2026
Il 21 marzo, almeno convenzionalmente, è iniziata la primavera: in realtà alle 15:46 del 20 marzo è avvenuto l’equinozio, iniziando la primavera astronomica. Per completezza di informazione si può aggiungere che la primavera meteorologica, come tutte le altre stagioni, è iniziato il primo giorno del mese.
La primavera porta con sé più luce, desiderio di vivere all’aperto dopo la lunga e grigia stagione invernale, colori e fiori. Con i fiori arrivano però anche i dolori, perlomeno per gli allergici al polline. E arrivano puntuali articoli sui giornali e servizi televisivi. E sono altri dolori: spesso, infatti, le informazioni sono poco attendibili o fuorvianti, magari più tese al sensazionalismo che a una corretta divulgazione. Classico esempio far vedere i piumini di pioppi e salici, o quelli del tarassaco e farli passare come polline. In settimana due articoli usciti sui giornali fanno molto pensare a riguardo: a che ora si verifica il picco del polline e che il polline viaggia a bordo di Jumbo-jet.
Cerchiamo di fare chiarezza.
Le allergie da polline in realtà, soprattutto nel nostro paese, immerso nel Mediterraneo, non conoscono pause: già a partire da fine gennaio il polline delle cupressacee causa importanti sintomi colpendo larga fetta della popolazione; nello stesso periodo anche il nocciolo ed altre betulacee sono presenti, come testimoniato dai bollettini diffusi da Pollnet (https://pollnet.isprambiente.it/) nei diversi capoluoghi di provincia o nel caso di Roma, anche dall’università di Tor Vergata (https://polline.uniroma2.it). Le poacee presentano una seconda fioritura dopo l’estate, la parietaria fiorisce nel centrosud praticamente undici mesi l’anno.
Qualche numero: si stima che le pollinosi colpiscano una percentuale compresa tra il 20 e il 30 percento. Il costo, diretto e indiretto, in gran parte a carico del paziente, è di più di 9 miliardi di euro l’anno.
Il rilascio del polline da parte delle antere degli stami (organo maschile dei fiori) dipende dalle condizioni meteorologiche: basse temperature e alta umidità non la favoriscano, il vento aiuta la dispersione trasportando il polline sugli altri fiori per favorire l’impollinazione.
La presenza di polline dipende ovviamente dalla vegetazione presente in un determinato luogo, anche se può verificarsi il suo trasporto da zone limitrofe o anche da molto lontano, migliaia di chilometri, come nel caso del polline di ambrosia.
In ambiente urbano, dove vive la maggior parte della popolazione, occorre tener conto di altri fattori: le specie introdotte a scopo ornamentale, molto spesso allergeniche; quelle infestanti che in assenza di corretta manutenzione possono costituire un serio problema; l’effetto isola di calore urbano che modifica i periodi di fioritura tra i diversi punti della città; il cambiamento climatico che può determinare variazioni della durata delle fioriture.
Solo il costante monitoraggio aerobiologico condotto per lunghi periodi, nel caso di Roma la serie raggiunge quasi i 40 anni, permette di valutare correttamente l’entità di tali variazioni.
A tutto ciò ci deve aggiungere il ruolo dell’inquinamento che interagisce con le mucose ed il polline.
Betulacee (nocciolo, ontano, betulla, carpino ed ostria), Cupressacee (cipresso e tutte le altre ornamentali della famiglia), Oleacee (olivo), Poacee (graminacee), Platanacee, Parietaria, Asteracee (Artemisia e Ambrosia) sono le più importanti responsabili delle allergie da polline.
Va chiarito che la presenza di queste specie non sia uniforme nel territorio nazionale, alcune prevalgono al nord o al centro e viceversa.
In particolare, Ambrosia artemisiifolia L., di cui si parla in un articolo uscito recentemente su un quotidiano romano, è una specie giunta in Europa accidentalmente a seguito di merci provenienti dall’America agli inizi del ‘900. Progressivamente ha espanso il suo areale coprendo parte della Francia, Svizzera, Austria, paesi dell’est e Italia settentrionale, a causa della produzione di un numero elevatissimo di semi. E sono i semi la modalità di diffusione della specie, molti di questi vengono trasportati dagli autotreni, trasportandoli nei diversi paesi d’Europa. In Italia la rete stradale ha rappresentato la primaria via di diffusione di tale specie dal nord verso sud. Il polline da solo, fosse pure presente con miliardi di granuli non basta. Né risulta possibile il trasporto a bordo di aerei, anche considerando la capacità di filtrazione dell’aria all’interno degli aerei. Nella città di Roma Ambrosia è scarsamente presente e il suo polline raggiunge concentrazioni molto basse a partire da fine agosto, certo non in primavera. Solo molto raramente si sono raggiunte concentrazioni medie a seguito dell’arrivo di polline proveniente da est.
Per quanto riguarda le ore a cui stendere il bucato ci sarebbe molto da dire. Premesso che stendere le lenzuola o le mutande dai balconi dovrebbe seguire quanto stabilito dai regolamenti di Polizia Urbana, che di fatto lo vietano, nelle giornate di sole è sicuramente pratica efficace per contrastare la presenza degli acari della polvere. Resta il dubbio sulla quantità di polvere che si depositerebbe sul bucato considerato la qualità dell’aria delle città. Inoltre, si potrebbe depositare polline, ma anche qui occorre dire che per la città di Roma, forse più vicina delle città citate nella ricerca del King’s College menzionata sul quotidiano romano, abbiamo verificato attraverso la lettura oraria dei campioni giornalieri riferiti ad un anno la presenza di modelli di distribuzione diversi: alcuni privilegiano mattino e primo pomeriggio, altri pomeriggio e sera.
I conclusione, sarebbe molto molto più importante scegliere oculatamente le specie da inserire in ambito urbano e provvedere ad una capillare e regolare manutenzione delle erbe spontanee (non erbacce) negli spazi pubblici e privati che sono in gran parte responsabili del rilascio di polline allergenico.
COOMENTO AL BOLLETTINO
In allegato il bollettino della settimana.
La dispersione pollinica evidenzia valori medio-alti di polline appartenente alle Cupressaceae-Taxaceae in tutte le stazioni di monitoraggio. Valori analoghi si registrano anche per le Platanaceae a Cipro.
Il genere Fraxinus mostra valori variabili, da bassi a medio-alti, nelle diverse stazioni mentre le Euphorbiaceae raggiungono concentrazioni elevate esclusivamente nella giornata di domenica presso la stazione di Cipro.
Si segnala inoltre la prima comparsa di polline di Moraceae. È stata rilevata anche una presenza sporadica di Aceraceae, Alnus, Chenoamaranthaceae e Polygonaceae.
Si ricorda l'importanza di registrare la propria sintomatologia sulle due app Pollen Trace e Allergymonitor.
In allegato la mappa fenologica delle cupressaceae, elaborata anche grazie alle vostre osservazioni.