22/07/2017
Punto, Dello Stato Dell’odontotecnica Italiana
Nell'anno Di Grazia “2016”
Così recita il primo decreto che norma la professione dell’arte ausiliaria di odontotecnico
REGIO DECRETO 31 MAGGIO 1928, n. 1334 (GU n. 154 del 04/07/1928)
Regolamento Per L'esecuzione Della Legge 23 Giugno 1927, N. 1264, Sulla
Disciplina Delle Arti Ausiliarie Delle Professioni Sanitarie.
(Pubblicato Nella Gazzetta Ufficiale N.154 Del 4 Luglio 1928)
Preambolo
Vittorio Emanuele III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE, RE D'ITALIA.
(Analizziamo questo imperativo con un po’ di sarcasmo < -Se DIO fosse il fautore di codesta grazia agli Odontotecnici, fabbricanti di protesi atte a sostituire parti mancanti del corpo umano, dovremmo ricoprire un ruolo molto più rilevante, probabilmente a DIO non interessano gli odontotecnici.
-La volontà della nazione viene attualmente espressa con votazione e/o referendum, non mi risulta che sia avvenuto a l’epoca.
-Re D'Italia!? Non vi è più alcun re in Italia dal 1946, ne risultano grazie concesse agli odontotecnici da più di ottant’anni.> Ma esiste ancora un R.d. anacronistico e vanaglorioso)
ART. 11.
GLI ODONTOTECNICI SONO AUTORIZZATI UNICAMENTE A COSTRUIRE APPARECCHI DI
PROTESI DENTARIA SU MODELLI TRATTI DALLE IMPRONTE LORO FORNITE DAI MEDICI
CHIRURGHI E DAGLI ABILITATI
A NORMA DI LEGGE ALL'ESERCIZIO DELLA ODONTOIATRIA
E PROTESI DENTARIA, CON LE INDICAZIONI DEL TIPO DI PROTESI DA ESEGUIRE.
È IN OGNI CASO VIETATO AGLI ODONTOTECNICI DI ESERCITARE, ANCHE ALLA PRESENZA
ED IN CONCORSO DEL MEDICO O DELL'ABILITATA ALL
'ODONTOIATRIA, ALCUNA MANOVRA,
CRUENTA O INCRUENTE, NELLA BOCCA DEL PAZIENTE, SANA O AMMALATA.
E’ il millenovecento … fine secolo, gli odontotecnici italiani prendono coscienza sul miglioramento delle condizioni contrattuali, ovviamente la parte avversa (le associazioni degli odontoiatri) osteggia in tutti i modi ...
Senza comunque spengere l'entusiasmo di una rivoluzione tra l'altro dettata dalla nuova direttiva comunitaria CEE 93/42 sui dispositivi medici …
Sicuramente la storia ci insegna che la perseveranza e la fiducia in un progetto, prima o poi darà i suoi risultati.
I più scettici si allineeranno, prima o poi e , anche coloro che cercano di costruire la loro carriera nelle associazioni mediche/odontoiatriche sulla pelle degli odontotecnici, infischiandosene del patimento di dodicimila (12.000) imprese, con 1,8 di addetto ad azienda composte da circa 24.000 lavoratori, prima o poi dovranno ricredersi.
Intanto ragioniamo su quello che abbiamo!
Con il recepimento da parte dell'Italia della direttiva CEE 93/42, avvenuta nel 1998, le Associazioni Odontotecniche hanno finalmente la possibilità di condurre una battaglia concreta su cui costruire la coscienza della categoria.
Lo spauracchio dell'abusivismo inizia ad attanagliare le menti nonché le anime degli odontotecnici, si inizia a parlare di rifiuto ad effettuare prestazioni di congruità presso gli studi dei loro clienti e, ahimè inizia lo scontro corresponsabile tra associazioni odontotecniche e quelle odontoiatriche, ci si accusa da ambo le parti di voler accrescere la piaga dell'abusivismo.
Tra l'altro, occorre contestualizzare, lo sviluppo di questa pratica viene appoggiata dai medici generici negli anni settanta/ottanta, quando in odontoiatria si riversarono in migliaia con il miraggio del facile guadagno, iniziarono a collaborare con tecnici disinibiti e con pochi scrupoli.
Parecchi abusivi della professione medica si arricchirono in modo fraudolento spacciandosi per dentisti (e non solo odontotecnici, visto che il sottoscritto ha conosciuto elettricisti e dipendenti comunali autonominatosi “dentisti”), con i poveri utenti che non capivano la vera distinzione tra “meccanico dentista” e “dentista”, credendo fosse la stessa professione (un po’ di storia per i più giovani e per i pazienti dei geriatri).
Allo stato attuale non si vedono cambiamenti della nostra categoria, professione con rilevanti eccellenze soprattutto nel nostro paese e competenze che van ben oltre la semplice (se si può definire semplice) esecuzione di progetti, ma sempre più spesso fautori di progetti protesici, con competenze molto elevate.
La propensione all'abusivismo non fa più parte, da molto tempo, del modo di concepire la professione di odontotecnico.
Una professione partita, come tutte le attuali professioni sanitarie, nell'arte ausiliaria delle professioni sanitarie, mentre quasi tutte le altre sono state normate nella sanità, gli odontotecnici per volere di alcuni personaggi, i quali pur di dimostrare la loro intransigenza corporativa continuano ad accusare i tecnici di voler fare gli abusivi.
Assecondati da alcuni politici mal informati e timorosi della lobby odontoiatrica, senza aver paura di sbagliare posso affermare che molti di questi personaggi non hanno neanche aperto la proposta di legge delle associazioni formulata nel 2000 presentata nel 2001 e poi rinnovata nel 2006 presentata nel 2007, la quale recita chiaramente di effettuare le controverse “ottimizzazioni nel cavo orale” “solo ed esclusivamente in presenza e con il consenso dell'odontoiatra responsabile” ( tra l’altro è ciò che avviene nel novanta % degli studi, la presenza viene richiesta e spesso obbligata per impiantare dispositivi come Toronto e Overdenture, queste protesi sono particolarmente precise e obbligatoriamente necessitano, di presenza per verifiche e congruità, da parte del fabbricante, ovviamente altrettanto della presenza del clinico, necessitano di un lavoro a quattro mani scienza medica e tecnologia odontotecnica sono il binomio per un sicuro successo protesico .
Quindi esercitando diversamente facendo cure e quant’altro riguarda esclusivamente la parte prettamente medica, sono punibili per il reato di abusivismo e prestanomismo, totalmente condiviso da tutte le associazioni odontotecniche (oppure gli stessi odontoiatri a capo delle associazioni non si fidano dei loro colleghi).
L’azione di verifica e controllo, esclusivamente, delle protesi di cui l’odontotecnico è l’esclusivo fabbricante, viene effettuata insieme e con la presenza dell’odontoiatra.
Tra l'altro si effettua normalmente nel novanta per cento degli studi odontoiatrici, con risultati di effettivo miglioramento delle protesi impiantate da parte degli odontoiatri stessi.
Bene sembrerebbe tutto facilmente scontato, ma da una parte le associazioni odontotecniche che vogliono far “loro” il nuovo profilo, per poter dire noi abbiamo fatto, senza pensare che dividendo non si fa altro che indebolire la categoria, la presunzione di voler essere i migliori e di stare sul pezzo provoca danni all'intera categoria.
Da l’altra le associazioni odontoiatriche con l’appoggio di politici compiacenti e male informati, disattendono una realtà che in quasi tutta Europa viene considerata giusta normalità.
Quindi lo stato attuale dell'odontotecnica italiana sta per essere assoggettata da dispositivi di dubbia provenienza non osservanti di marcatura CE e disposizioni europee, con industrie consapevoli e falsamente iscritte al registro dei fabbricanti, produttrici di dispositivi medici e non di semplici semilavorati come si vuol far credere. Tra l'altro più volte è stato richiamato al controllo il dipartimento del ministero che si occupa dei dispositivi medici, il quale per tutta risposta ha chiesto alle AAOO di segnalare i casi di iscrizioni non legali, lavandosene le mani.
Associazioni come la Cna Sno oltre che essersi spese in venti anni di continue peregrinazioni presso questo o quel ministero c/o ministri e direttori di dipartimenti vari, continua come sua naturale missione a cercare di risolvere i problemi impellenti di carattere imprenditoriale e normativo, problemi che non appartengono soltanto agli odontotecnici ma comuni a tutti i piccoli e medi imprenditori italiani, il nostro intento e di non mollare sicuramente il riconoscimento del nuovo profilo, ma anche di dare strumenti per governare le imprese, le quali hanno una sofferenza lavorativa e organizzativa non riscontrabile in nessuna altra categoria, si può chiaramente definire il settore odontotecnico, nell'attuale momento, facente parte del settore dei “stagionali”, ma considerando le condizioni cui sono sottoposti gli odontotecnici di assoluto ricatto da parte dei loro committenti, coercizione esercitata da sempre da una categoria ricca nei confronti di una categoria che per natura non ha difese contrattuali, non si può far altro che assistere a una lenta agonia dei laboratori odontotecnici, rischiando la perdita di tanta sapienza tecnico scientifica e manualità artigianale.
Considerazioni;
-Se la direttiva europea 93/42 riguardante i dispositivi medici su misura, venisse applicata interamente dagli odontoiatri, si avrebbero tutti gli strumenti di controllo, sia per contrastare l'abusivismo, sia per miglioramento delle protesi impiantate nel cavo orale, per il benessere dei pazienti, cosa non da poco visto che prima o poi potremmo esse tutti pazienti da curare.
-Considerando che, gli odontoiatri stessi affermano di essere e sono a capo della filiera, di conseguenza osteggiare l'abusivismo odontoiatrico presso i loro e altrui studi dipende da loro.
La rivoluzione sarebbe di non prestare più opera in studio da parte gli artigiani odontotecnici, per non essere tacciati d'abusivismo ... o no!
Messaggino per i sapienti che sfoggiano il loro latinorum, lingua dei dotti, cercando di ricalcare la differenza di estrazione culturale, pur sostenendo di essere “amici” degli odontotecnici ( meschini e ignoranti): siamo al corrente tutti della possibilità che il referendum restituisca il titolo 5 della costituzione al governo centrale, ma come voi anche noi non sappiamo in che modo e con che formula il tutto avverrà ( si dice che la conferenza stato regioni resterà in piedi, visto che i consiglieri regionali faranno parte del nuovo senato …in politica nulla è certo!) solo il cambiamento di alcuni articoli della costituzione il quale si spera avvengano, potrà dipanare la questione. Almeno che, qualche personaggio troppo sicuro di se, non sappia anche leggere il futuro, auspico che ci dica anche come finirà la storia infinita del “nostro profilo”.
In allegato l'ultima modifica della direttiva comunitaria con la speranza vivissima, che sia utile per chiarire concetti semplici ma di difficile comprensione per pura ignoranza e incompatibilità di ruolo ricoperto, quello che si evince è sicuramente una categoria inconsapevole del proprio peso e del ruolo di primaria importanza che ricopre in un settore allo sbando, dove solo i furbetti fanno affari.
Senza voler offendere nessuno.
Luigi Cleri