Paytec - Payment Technologies

Paytec - Payment Technologies LA TUA GUIDA SICURA NEL VENDING
soluzioni di pagamento cash e cashless, contactless e tradizionali

ABBIAMO LE COMPETENZE PER GUIDARE LE TUE SCELTE
E ORIENTARTI VERSO NUOVI TRAGUARDI,
OFFRENDOTI SOLUZIONI INTELLIGENTI E PRATICHE,
ISPIRATE ALLE TUE SFIDE QUOTIDIANE. Noi non ci stanchiamo mai di ascoltare i nostri clienti: conoscere le loro abitudini, desideri ed incertezze ci permette di mettere a punto soluzioni sempre più efficienti e più vicine alle esigenze del Vending di oggi e di domani. Da

oltre 40 anni, ogni giorno sperimentiamo e ci impegniamo per affiancare i gestori con una gamma di soluzioni completa e sempre in evoluzione, con un’attenzione particolare per l’area digitale e del mobile-payment. Ogni momento aziendale, dallo sviluppo all’assistenza ai clienti, è contraddistinto da un approccio Lean. Tutte le attività ad alto valore aggiunto come il disegno, la produzione, il collaudo e l’assistenza pre- e post-vendita sono gestite internamente,
mentre quasi l’80% del valore dei componenti è acquistato da fornitori italiani. La stretta collaborazione tra il reparto R&D e il Customer Service permette uno scambio diretto di competenze ed esperienze, alimentando un ciclo continuo di innovazione dei prodotti e servizi. Alti standard di qualità, velocità, flessibilità e prezzi competitivi fanno della nostra Azienda un esempio virtuoso del Made in Italy, riconosciuto da Clienti in tutto il mondo. WE HAVE THE EXPERTISE TO GUIDE YOUR CHOICES
AND ORIENT YOU TOWARDS NEW GOALS,
OFFERING YOU SMART AND PRACTICAL SOLUTIONS,
INSPIRED BY YOUR DAILY CHALLENGES. We never tire of listening to our customers: knowing their habits, desires and uncertainties allows us to develop increasingly efficient solutions that stay close to the needs of today’s and tomorrow’s Vending. For over 40 years, every day we have been experimenting and working hard to support operators with a complete and ever-evolving range of solutions, with particular attention to the digital area and mobile-payment. Every moment, from development to customer service, is featured by a Lean approach. All high value-added activities such as design, production, testing and pre- and post-sales assistance are managed internally, while almost 80% of the value of the components is purchased from Italian suppliers. The close collaboration between the R&D department and the Customer Service allows a direct exchange of skills and experiences, fueling a continuous cycle of product and service innovation. High standards of quality, speed, flexibility and competitive prices make our company a virtuous example of Made in Italy, recognized by customers all over the world.

𝗠𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗯𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲 — 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 "𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮" 𝗹𝗲 𝗻𝗮𝘃𝗶, 𝗦𝗮𝗻𝘁'𝗔𝗻𝘁𝗶𝗼𝗰𝗼 (𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮)Si chiama Mangiabarche, e il nome non è un vezzo:...
28/07/2026

𝗠𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝗯𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲 — 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 "𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮" 𝗹𝗲 𝗻𝗮𝘃𝗶, 𝗦𝗮𝗻𝘁'𝗔𝗻𝘁𝗶𝗼𝗰𝗼 (𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮)

Si chiama Mangiabarche, e il nome non è un vezzo: nasce dai tanti naufragi che questo scoglio, al largo di Calasetta, in Sardegna, ha causato nei secoli. Viste da lontano, le rocce affioranti sembrano davvero denti pronti a richiudersi su chi si avvicina troppo. Da qui la leggenda del mostro marino, custode di queste acque.

C'è un dettaglio che in pochi conoscono: quello che tutti chiamano "faro" tecnicamente non lo è. Per guadagnarsi questo titolo servirebbe una portata di almeno 15 miglia nautiche, ma il Mangiabarche si ferma a 11. È un fanale, a tutti gli effetti, ma il nome popolare ha vinto da tempo sulla classificazione tecnica.

Dal 1987 funziona a pannelli fotovoltaici, con un tamburo diottrico in cristallo e una lampada da 100 W, con il GPL tenuto solo come riserva. E lo fa da solo: nessun guardiano ha mai vissuto su quello scoglio ad accendere la luce alla sera. Solo un sistema che lavora in autonomia, da decenni.

Sospeso tra cielo e mare, isolato su quel piccolo scoglio, il Mangiabarche ha un fascino che va oltre la sua funzione: è una delle immagini più fotografate e riconoscibili della Sardegna. Non stupisce che riviste internazionali lo abbiano inserito tra i 15 fari più belli al mondo. Ma dietro la cartolina c'è oggi anche una nota meno lieta: la struttura versa in condizioni di degrado, e l'associazione Il Mondo dei Fari ha lanciato la campagna "Salviamo la sua luce" per sollecitarne il restauro. (𝘩𝘵𝘵𝘱𝘴://𝘸𝘸𝘸.𝘪𝘭𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰𝘥𝘦𝘪𝘧𝘢𝘳𝘪.𝘪𝘵/2025/12/19/𝘪𝘭-𝘧𝘢𝘳𝘰-𝘮𝘢𝘯𝘨𝘪𝘢𝘣𝘢𝘳𝘤𝘩𝘦-𝘶𝘯-𝘧𝘢𝘳𝘰-𝘥𝘢-𝘴𝘢𝘭𝘷𝘢𝘳𝘦/)

Da decenni, quello scoglio manda lo stesso segnale, con la stessa costanza, senza bisogno di presidio. È lo stesso obiettivo che ci poniamo con i sistemi Paytec: tecnologia affidabile che lavora in autonomia, pagamento dopo pagamento.

Il nome ufficiale di questo faro non è quello che tutti usano: si chiama "phare de Mean Ruz", da un'espressione bretone ...
30/06/2026

Il nome ufficiale di questo faro non è quello che tutti usano: si chiama "phare de Mean Ruz", da un'espressione bretone che significa "pietra rossa". Il nome comune, Ploumanac'h, viene invece dal villaggio che il faro custodisce — e significa "la pozza del monaco".
Fu costruito nel 1860 dopo una petizione degli abitanti del villaggio, che chiedevano un faro per rendere più sicura la navigazione lungo una costa di scogli pericolosi. Il 4 agosto 1944, durante la ritirata, le truppe tedesche lo distrussero. Fu ricostruito tra il 1946 e il 1948, questa volta interamente in granito rosa locale — la stessa pietra che lo circonda, modellata dall'erosione in forme che da queste parti chiamano "il caos granitico". Gli architetti dovettero lavorare insieme ai Beaux-Arts per integrarlo nel paesaggio, già allora protetto.
Ma il dettaglio più sorprendente è invisibile.
L'interno del faro non è aperto al pubblico. Eppure, quando fu ricostruito, le scale, le contropedate e il pavimento d'ingresso furono rivestiti di mosaici realizzati da Isidore Odorico, uno dei più noti mosaicisti dell'epoca in Bretagna. Una cura artigianale investita in uno spazio che oggi, semplicemente, nessun visitatore può vedere.

Non è un dettaglio decorativo. È una scelta. La qualità non ha bisogno di pubblico: continua a valere anche quando nessuno guarda. E si misura anche nei dettagli che restano invisibili, quelli su cui si gioca davvero l'affidabilità di un sistema.

Ci sono momenti in cui quello che serve è reperire l'informazione giusta, rapidamente. E momenti in cui serve qualcuno c...
05/06/2026

Ci sono momenti in cui quello che serve è reperire l'informazione giusta, rapidamente. E momenti in cui serve qualcuno che ti dà un paio di occhi in più. Paytec copre entrambi.
Un ampio catalogo di videotutorial guida passo passo anche nelle operazioni più specifiche, disponibile su YouTube, integrato nei software di gestione e nell'area download del sito, dove trovi anche tutti i manuali di prodotto. E quando hai bisogno di confrontarti con un esperto, siamo raggiungibili per telefono, email o WhatsApp: senza filtri, senza ticket, senza attese infinite.
C'è poi Paytools: l'app che ti permette di gestire diagnostica, prezzi e configurazioni direttamente dallo smartphone, ovunque si trovino le tue macchine. E se qualcosa non torna, puoi inviare la configurazione all'assistenza con un semplice messaggio, il team la apre e ti aiuta a capire cosa succede, praticamente in tempo reale.
Sulla nuova gettoniera Falcon, Paytools fa un passo in più: il collegamento avviene via Bluetooth, semplicemente inquadrando il codice QR sulla gettoniera. Niente cavi, connessione immediata. Anche questo è il supporto Paytec: vicino a te in ogni momento, in ogni formato.
𝗧𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘇𝗮𝘁𝗮. 𝗔𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗮.

Scopri di più su www.paytec.eu o scrivi a [email protected]

Nel 1929, il pittore americano 𝗘𝗱𝘄𝗮𝗿𝗱 𝗛𝗼𝗽𝗽𝗲𝗿 si fermò su una scogliera del Maine e dipinse un faro. Il quadro si chiamav...
27/05/2026

Nel 1929, il pittore americano 𝗘𝗱𝘄𝗮𝗿𝗱 𝗛𝗼𝗽𝗽𝗲𝗿 si fermò su una scogliera del Maine e dipinse un faro. Il quadro si chiamava 𝗧𝗵𝗲 𝗟𝗶𝗴𝗵𝘁𝗵𝗼𝘂𝘀𝗲 𝗮𝘁 𝗧𝘄𝗼 𝗟𝗶𝗴𝗵𝘁𝘀. Nel 1970, quel dipinto finì su un francobollo postale americano — diventando il primo faro della storia a comparire su un francobollo USA.

𝗠𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ "𝗧𝘄𝗼 𝗟𝗶𝗴𝗵𝘁𝘀"? Perché in origine i fari erano due.
Quando nel 1828 fu costruita la stazione di Cape Elizabeth, all'ingresso del porto di Portland, una sola luce non bastava. I marinai che navigavano di notte lungo la costa rocciosa del Maine avevano bisogno di sapere non solo che c'era terra, ma dove si trovavano esattamente. La soluzione fu semplice e geniale: due torri, a 300 yards di distanza, con luci diverse — una fissa, una rotante. Allineandole, il marinaio sapeva di essere sulla rotta giusta per entrare in porto. Non erano due ridondanze. Erano due informazioni che insieme formavano una risposta precisa.

Nel 1924, con l'avanzare della tecnologia, la torre ovest fu spenta. Oggi è una casa privata. La torre est è ancora attiva.
Ma il nome è rimasto: Two Lights. Perché 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗱𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝗿𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝘂𝗰𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗮 — 𝗲𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮.

La logica dei Two Lights non è diversa da quella che guida il nostro lavoro: una soluzione funziona davvero quando i suoi elementi lavorano insieme, ciascuno con un ruolo preciso. Non basta una luce sola. 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗲 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝘂𝗻'𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 — 𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝗿𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮.

LE NOVITA' SI SPIEGANO MEGLIO DI PERSONA.Vieni a trovarci a 𝗩𝗲𝗻𝗱𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮: ti aspettiamo per presentarti le nostre nuove so...
14/04/2026

LE NOVITA' SI SPIEGANO MEGLIO DI PERSONA.
Vieni a trovarci a 𝗩𝗲𝗻𝗱𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮: ti aspettiamo per presentarti le nostre nuove soluzioni tecnologiche di persona e darti la possibilità di testarle dal vivo attraverso una demo su misura.
𝗡𝗼𝘃𝗶𝘁𝗮̀ per 𝗰𝗼𝗻𝗻𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀, 𝗽𝗮𝗴𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗿𝗼𝗻𝗶𝗰𝗶, 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲: scopri tutto sul nostro stand - Padiglione 𝗗𝟯-𝟭𝟱𝟭.

02/04/2026

Well played, vending machine maintenance guy.

Il 𝗕𝗲𝗮𝗰𝗵𝘆 𝗛𝗲𝗮𝗱 𝗟𝗶𝗴𝗵𝘁𝗵𝗼𝘂𝘀𝗲, a Eastbourne (East Sussex, UK), è stato costruito per affrontare un problema molto concreto: ...
25/03/2026

Il 𝗕𝗲𝗮𝗰𝗵𝘆 𝗛𝗲𝗮𝗱 𝗟𝗶𝗴𝗵𝘁𝗵𝗼𝘂𝘀𝗲, a Eastbourne (East Sussex, UK), è stato costruito per affrontare un problema molto concreto: rendere visibile un punto della costa dove la navigazione è particolarmente complessa.
Le scogliere di chalk bianco di Beachy Head sono tra le più alte del Regno Unito e scendono quasi verticali sul mare. La zona è spesso soggetta a nebbia e presenta fondali irregolari, con correnti variabili tipiche del Canale della Manica, una delle rotte marittime più trafficate al mondo.

Il primo faro, costruito in cima alla scogliera (Belle Tout), si rivelò inefficace proprio per questo motivo: in presenza di nebbia, la luce restava sopra lo strato di foschia e non era visibile dalle navi.
Per questo, nel 1902, si decise di costruire il nuovo faro su una piattaforma artificiale in granito costruita sul fondale, a circa 165 metri dalla base delle scogliere.

𝗟𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝘂 𝘁𝘂𝘁𝘁’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲.
Per portare uomini e materiali al sito, fu installata una teleferica dal ciglio della scogliera fino al punto di costruzione, utilizzata per calare i blocchi di granito provenienti dalla Cornovaglia.
Per lavorare all’asciutto, venne realizzata una cassaforma stagna (coffer dam) e si utilizzarono pompe a vapore per tenere sotto controllo l’acqua.
Anche il design del faro è stato adattato nel tempo. In origine la torre era del colore naturale della pietra, ma successivamente furono aggiunte le bande rosse su fondo bianco per migliorarne la visibilità come daymark contro le scogliere. Negli anni 2010, quando si ipotizzò di lasciarle sbiadire per ridurre i costi di manutenzione, una campagna locale — “Save Our Stripes” — raccolse fondi per conservarne l’aspetto iconico.
Dal punto di vista tecnologico, il faro è passato da una lampada a petrolio con ottica di grande portata all’elettrificazione nel 1920, fino all’automazione completa nel 1983.

Il Beachy Head Lighthouse è quindi il risultato di una serie di scelte molto concrete: spostare la luce dove serve davvero, adattare la struttura all’ambiente e aggiornare la tecnologia nel tempo senza perdere efficacia.
Un principio semplice, ma attuale: 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮. Serve metterla nel punto giusto, e farla funzionare bene nel tempo.

Il 𝗧𝗶𝗯𝗯𝗲𝘁𝘁𝘀 𝗣𝗼𝗶𝗻𝘁 𝗟𝗶𝗴𝗵𝘁𝗵𝗼𝘂𝘀𝗲, a Cape Vincent (New York), si trova esattamente nel punto in cui un grande lago – l’Ontari...
27/02/2026

Il 𝗧𝗶𝗯𝗯𝗲𝘁𝘁𝘀 𝗣𝗼𝗶𝗻𝘁 𝗟𝗶𝗴𝗵𝘁𝗵𝗼𝘂𝘀𝗲, a Cape Vincent (New York), si trova esattamente nel punto in cui un grande lago – l’Ontario – diventa un grande fiume, il San Lorenzo. Una posizione strategica per tutta la navigazione commerciale diretta verso l’Atlantico.
La sua lente di Fresnel, installata nel 1856, è ancora quella originale. Una rarità: negli Stati Uniti sono pochissimi i fari che conservano intatta e funzionante la lente storica dell’Ottocento.
Ma l’aspetto più sorprendente riguarda 𝗹𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗹𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗫𝗜𝗫 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼.
L’olio – prima di balena, poi di colza o cherosene – era molto costoso ed era considerato un bene strategico per la sicurezza marittima. Ogni faro riceveva una quantità esatta per stagione e i guardiani dovevano annotare quotidianamente il consumo.
Nei registri dell’epoca compaiono annotazioni che oggi possono sembrare curiose: “olio consumato per vento forte”, “olio evaporato”, “olio per pulizia dello stoppino”. Non erano dettagli secondari. Erano obbligatori.
Ogni oncia veniva registrata. Ogni differenza andava spiegata. Gli ispettori potevano presentarsi senza preavviso per confrontare consumi teorici e reali e verificare le scorte. Se i numeri non tornavano, il guardiano rischiava sanzioni o persino il licenziamento.

Già nell’Ottocento, quindi, la tecnologia non era solo una questione di luce, ma di controllo, misurazione e responsabilità. Un sistema funzionava davvero solo quando ogni risorsa era tracciata con precisione.
Oggi misuriamo dati, transazioni, performance. La logica, però, non è cambiata: 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗱𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗲𝘀𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼, 𝗶𝗻 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼.

𝗙𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝟮𝟴 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼, 𝗣𝗮𝘆𝘁𝗲𝗰 𝘀𝗽𝗲𝗱𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗶 𝘁𝘂𝗼𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁'𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼 𝘇𝗲𝗿𝗼.Vai sullo shop e scegli tra tante soluz...
12/02/2026

𝗙𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝟮𝟴 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼, 𝗣𝗮𝘆𝘁𝗲𝗰 𝘀𝗽𝗲𝗱𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗶 𝘁𝘂𝗼𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁'𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼 𝘇𝗲𝗿𝗼.

Vai sullo shop e scegli tra tante soluzioni di pagamento cash e cashless, accessori e ricambi per tenere le tue installazioni al massimo dell'efficienza e cogliere nuove opportunità di vendita.
𝗟'𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗲̀ 𝘃𝗮𝗹𝗶𝗱𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗺𝗶𝗻𝗶𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝟱𝟬𝟬€ (𝗶𝘃𝗮 𝗲𝘀𝗰𝗹.) 𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗿𝗶𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮, 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹'𝗲-𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗲 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝟮𝟴 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲.

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𝗨𝗻𝗮 𝗹𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮. 𝗨𝗻’𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮. Nel 1822, l’ingegnere francese Augustin-Jean Fresnel progettò una ...
02/02/2026

𝗨𝗻𝗮 𝗹𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮. 𝗨𝗻’𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮.

Nel 1822, l’ingegnere francese Augustin-Jean Fresnel progettò una lente a gradini capace di concentrare e proiettare la luce molto più lontano rispetto alle lenti tradizionali.
La sua struttura, composta da anelli prismatici concentrici, riduce drasticamente spessore e peso, utilizzando meno materiale rispetto a una lente curva.
Diventa così possibile realizzare ottiche di grande diametro, efficienti e leggere, ideali per applicazioni in cui la luce va concentrata in un raggio stretto – come nei fari – o amplificata sulla lunga distanza.
Questo sistema ha reso i fari più visibili da lontano, aumentando la sicurezza della navigazione e restando, ancora oggi, un riferimento tecnologico in molti settori.
Un’idea semplice ma geniale, capace di moltiplicare l’efficacia della luce senza aggiungere complessità.

È per questo che, nel nostro calendario 2026, abbiamo scelto di dedicarle il mese di gennaio.

La lente di Fresnel non è solo un dettaglio tecnico: è un simbolo perfetto del nostro modo di lavorare. Come la lente di Fresnel, puntiamo a soluzioni che moltiplicano l’efficacia senza complicare. Tecnologie che si integrano nel lavoro quotidiano, senza ostentazione.

𝗔𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗿 𝗹𝘂𝗰𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
Il nostro faro resta acceso. Continua a brillare affidandosi a tecnologie evolute, ma senza mai perdere la sua funzione: guidare con chiarezza e affidabilità.

Indirizzo

Via XX Settembre 49
Rovellasca
22069

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 17:30
Martedì 08:30 - 17:30
Mercoledì 08:30 - 17:30
Giovedì 08:30 - 17:30
Venerdì 08:30 - 17:30

Telefono

+39 02 9696141

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