10/08/2026
Il 15 agosto, in Polonia, verrà inaugurata la Madonna della Misericordia di Konotopie.
Per noi di Arbloc non è soltanto il giorno in cui si conclude un progetto.
È il giorno in cui possiamo guardare a quest’opera e dire, con orgoglio: anche noi ne abbiamo fatto parte.
Per mesi un’intera azienda ha preso in mano questa sfida.
Abbiamo pensato, immaginato, progettato.
Abbiamo trasformato forme complesse in casseforme reali.
Abbiamo prodotto, controllato, organizzato, preparato e spedito ogni singolo elemento.
Pezzo dopo pezzo.
Da Salgareda (TV) alla Polonia.
Dietro a quei 55,6 metri di altezza ci sono mesi di lavoro, competenze diverse, problemi da risolvere, scelte da prendere, precisione da mantenere e persone che hanno messo energia, responsabilità e attenzione in ogni fase.
Le nostre casseforme sono nate per fare una cosa molto precisa: contenere il calcestruzzo ancora fluido e trasferirgli la forma immaginata per questa statua monumentale.
Una volta che il getto ha raggiunto la resistenza necessaria, le casseforme vengono disarmate e rimosse.
Ma la forma che hanno contribuito a creare resta.
Resta nel paesaggio.
Resta nel tempo.
Resta come luogo di richiamo e contemplazione per moltissime persone.
Ed è forse questa la parte più emozionante di tutto il progetto: sapere di aver impiegato il nostro lavoro, la nostra tecnologia e le nostre energie per contribuire alla nascita di qualcosa di unico.
Ma un’opera di questa portata non nasce mai dal lavoro di una sola azienda.
Per questo oggi il nostro grazie va anche a tutti i fornitori, i collaboratori, i partner, i tecnici e le imprese che hanno lavorato alla realizzazione dell’opera.
È stato un vero lavoro di squadra, fatto di competenze diverse, confronto continuo, precisione e fiducia reciproca. Ognuno ha portato una parte essenziale perché ogni elemento potesse trovare il proprio posto e perché un progetto così ambizioso potesse diventare realtà.
Oggi celebriamo l’opera.
Ma celebriamo anche tutte le persone che hanno contribuito a darle forma.
Abbiamo costruito qualcosa destinato a essere utilizzato e poi rimosso, perché potesse nascere qualcosa destinato a restare.