09/03/2024
La vera Formula Uno è morta senza alcun dubbio con Ayrton Senna🇧🇷.
Poi abbiamo qualche avuto lampo, qualche breve flash a ricordarci di quello che una volta era uno sport che mescolava pericolo, avventura, preparazione, professionalità e agonismo. Oggi è soprattutto un business, uno show artefatto, costruito prevalentemente a tavolino. E i piloti sono eroi artificiali, facili da assemblare e intercambiare. Sarebbe molto pericoloso se non fosse così. Se infatti la F.1 di oggi perdesse all’improvviso uno dei suoi migliori rappresentanti, lo sostituirebbe in fretta e il suo mondo continuerebbe a girare, quello stesso mondo la cui stessa esistenza fu invece messa in grave pericolo nel 1994 dalla morte del brasiliano, tanto che se Bernie Ecclestone non avesse abilmente costruito una struttura commerciale complicata e contorta nella quale il ruolo del pilota è molto meno rilevante oggi saremmo qui a lamentarci di calcio o baseball. Certo, in questo processo è stata di fatto negata agli appassionati la possibilità di godersi Gran Premi di alta qualità, ma cosa importa? Probabilmente a sentirne a sentirne davvero la mancanza sono soltanto coloro che hanno vissuto la Formula Uno di prima, coloro che hanno visto in azione i suoi protagonisti, Senna appunto, ma anche Prost, Mansell, Piquet e i grandi campioni che li hanno preceduti. Coloro che l’hanno scoperta dopo, con Schumacher o Alonso o Hamilton o Vettel, li esaltano comunque, perché sono gli unici che hanno visto all’opera ed è tipico del comportamento umano identificarsi con figure di successo, in qualsiasi campo. E la gente ha così bisogno di spettacolo che le loro piccole prodezze ( amplificate a dovere dai giornalisti assunti da Bernie Ecclestone, pronti a gridare ‘Genio, Eccezionale!’, ed ogni altro superlativo possa servire a far vendere più riviste e programmi televisivi) bastano ad attirare davanti allo schermo milioni di nuovi spettatori ogni anno. Fortunatamente per noi, oltre ai i ricordi, esistono ancora video coi filmati dell’epoca, preziosa testimonianza di un mondo delle meraviglie ormai perduto.