01/09/2026
🎨 PRIMA C’ERA UN SOLO MURALE. OGGI CE NE SONO OLTRE 100.
E forse è proprio questo il modo migliore per raccontare la storia dei murales di San Gavino Monreale.
Perché dietro quei colori che oggi sorprendono chi arriva da fuori, dietro le fotografie scattate davanti alle grandi pareti dipinte e dietro quella che ormai viene considerata una vera galleria d’arte a cielo aperto, c’è un inizio molto più semplice.
C’è un nome 👉🏻 Skizzo.
📍 Era il 2014 quando l’artista sangavinese Giorgio Casu realizzò in piazza Sanna il murale dedicato a Simone Farci, conosciuto da tutti come “Skizzo”, scomparso prematuramente l’anno precedente.
Non nacque come una grande operazione turistica, non nacque per trasformare San Gavino in una destinazione famosa.
Nacque da un bisogno molto più umano: ricordare una persona e lasciare qualcosa alla comunità. ❤️
Quella prima parete, però, avrebbe finito per cambiare molto più di quanto si potesse immaginare.
Un muro, poi un altro e poi un altro ancora.
Gli artisti cominciarono ad arrivare, le associazioni e i volontari si misero al lavoro, le facciate del paese iniziarono a cambiare volto.
E lentamente successe qualcosa di straordinario.
San Gavino iniziò a raccontarsi attraverso i suoi muri.
🎨 La storia e la cultura sarda.
🌿 La natura.
👨🌾 La vita di un tempo.
🎭 I personaggi della nostra memoria.
🌍 Temi universali e contemporanei.
Ogni artista portava il proprio linguaggio, ogni parete diventava una storia diversa e il paese, senza perdere la propria identità, si trasformava.
Non in un museo chiuso.
In un museo dove le opere stanno nelle strade, nelle piazze e lungo le case.
Un museo che puoi attraversare camminando.
Uno di quei luoghi in cui puoi voltare un angolo e trovarti davanti qualcosa che non ti aspettavi.
🔥 Negli anni sono arrivate opere sempre più grandi e artisti provenienti dalla Sardegna, dall’Italia e dall’estero.
Nel 2024, a dieci anni da quel primo murale, il percorso è stato celebrato con nuovi interventi.
E oggi, secondo le stime più recenti, San Gavino Monreale può contare su oltre 100 murales.
Ma forse il numero più importante non è 100... È 1.
Perché tutto è cominciato da uno.
Da una persona che non c’è più.
Da un gruppo di amici.
Da un artista.
Da una parete.
E da un'idea semplice: trasformare un ricordo in qualcosa che potesse rimanere.
❤️ Oggi quella memoria è diventata parte del paesaggio di San Gavino e questa è forse la parte più bella della storia.
Perché ci ricorda che a volte le grandi trasformazioni non nascono necessariamente da grandi progetti.
Possono nascere da una comunità che decide di fare qualcosa.
Da qualcuno che dice:
“Facciamo un murale.”
E poi, anno dopo anno, quel primo colore chiama altro colore, fino a trasformare un intero paese.
📸 Chi conosce San Gavino da tanti anni, si ricorda com’era prima dei murales?
👇 Raccontatecelo nei commenti.
Qual era il primo murale che avete visto? Quale vi ricordate meglio? E quale, secondo voi, rappresenta di più San Gavino?
Taggate un amico sangavinese che questa storia se la ricorda bene. ❤️
Perché i muri possono cambiare, i colori possono sbiadire, le opere possono essere sostituite... Ma la memoria di come tutto è cominciato resta.
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