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26/03/2026
25/03/2026
24/03/2026

Una piazza che nessuno ha mai disegnato — eppure è perfetta.

Lucca, I secolo d.C. Fuori dalle mura della città, vicino alla porta nord, nasce un anfiteatro romano che può contenere fino a 10.000 spettatori. Cinquantaquattro arcate su due ordini sovrapposti. Per quattrocento anni è il cuore degli spettacoli gladiatori della città.

Poi l'Impero crolla, e con lui anche l'attenzione.

Nel Medioevo i lucchesi fanno la cosa più pragmatica possibile: usano quelle arcate come fondamenta. Ci costruiscono sopra case a schiera, botteghe, cantine, orti. Ogni muro nuovo segue inconsapevolmente la curva ellittica dell'anfiteatro sotto. Non è un progetto. Non c'è nessun piano.

È solo che la forma era già lì, e la città le obbedisce senza saperlo.

Nel frattempo, lo spazio interno diventa una zona grigia urbana. Prima viene chiamato "parlascio" — dal latino paralisium, ovvero anfiteatro — e usato per le assemblee longobarde. Poi diventa deposito di sale, magazzino di polvere da sparo, carcere. Un ammasso di edifici sovrapposti che nessuno riconosce come forma coerente.

Spoiler: sotto c'era ancora tutto.

Tra il 1830 e il 1839, l'architetto lucchese Lorenzo Nottolini riceve l'incarico da Carlo Ludovico di Borbone-Parma. Il mandato è semplice: fare ordine. Nottolini demolisce le costruzioni interne, riallinea gli edifici perimetrali lungo il profilo ellittico e apre quattro porte ad arco come accessi alla piazza.

Quando i calcinacci vengono rimossi, la forma ellittica dell'anfiteatro riemerge intatta.

Non restaurata. Non ricostruita. Semplicemente liberata.

I resti romani sono ancora lì, a due metri sotto il piano stradale — visibili attraverso teche in vetro in alcuni degli edifici che la circondano. L'ellisse che vedi oggi non è una citazione né una ricostruzione: è la struttura originale del I secolo d.C. che ha usato secoli di città come involucro.

La piazza più fotografata di Lucca non è mai stata progettata da nessuno.

È sopravvissuta.

In breve:
Nel I secolo d.C. a Lucca sorgeva un anfiteatro romano da 10.000 spettatori con 54 arcate su due ordini.
Nel Medioevo ci vennero costruite sopra case, botteghe e magazzini — inconsapevolmente seguendo la curva ellittica originale.
Nel 1839 l'architetto Lorenzo Nottolini demolì le costruzioni interne: la forma dell'anfiteatro riemerse intatta, senza essere mai stata ricostruita.

23/03/2026

C'è un record mondiale a Milano che nessuno va a vedere apposta.

Non è in un museo, non è in una piazza storica. È seduto in un parco di periferia, lungo un laghetto artificiale, in un posto che fino a qualche decennio fa era una fabbrica di automobili.

Siamo al Parco del Portello, zona nord-ovest della città, dove sorgeva lo stabilimento Alfa Romeo.

Qui, seguendo il profilo curvo del terreno, corre la panchina più lunga del mondo: 208 metri continui di seduta, senza interruzioni.

Aspetta.

208 metri. Per capire la scala: sono più di due campi di calcio messi in fila.

Per costruirla ci sono volute 1.800 stecche di legno Douglas americano — scelto perché resiste agli sbalzi termici senza deformarsi — oltre 25.000 viti e 500 gambe di ferro zincato piantate nel suolo.

Il progetto è dell'azienda bergamasca Pacchiarini, specializzata in arredo urbano. Non un'installazione d'arte, non una provocazione architettonica: un prodotto industriale certificato.

E la certificazione è quella che conta: il Guinness World Records ha verificato misure, continuità strutturale e stabilità, e ha ufficialmente assegnato il primato.

Il parco stesso non è banale: il paesaggio è firmato da Charles Jencks, l'architetto e paesaggista scozzese noto per i suoi interventi sulla geometria del territorio.

Spoiler:

La panchina è lì dal 2014. Ogni giorno ci passano davanti pendolari, jogger, famiglie con il cane. Pochissimi sanno di stare camminando accanto a un record mondiale.

La panchina precedentemente al vertice della classifica — a Ginevra, Svizzera — si fermava a 120 metri. Superata di quasi il doppio da una città che tendenzialmente non si vanta abbastanza di queste cose.

Milano, 208 metri di legno, su un suolo che puzzava di olio motore.

Il record è ancora lì. Non è andato da nessuna parte.

In breve:
Al Parco del Portello di Milano si trova la panchina più lunga del mondo: 208 metri certificati dal Guinness WR.
È realizzata con 1.800 stecche di legno Douglas, 25.000 viti e 500 gambe di ferro. Costruita dall'azienda Pacchiarini nel 2014.
Il parco sorge sull'area dell'ex stabilimento Alfa Romeo ed è progettato dal paesaggista Charles Jencks. Il record precedente era di 120 metri (Ginevra).

Proposta per la riqualificazione ambientale ed architettonica dell'area denominata "Bagni di Nerone" a Pisa a cura di [P...
23/03/2026

Proposta per la riqualificazione ambientale ed architettonica dell'area denominata "Bagni di Nerone" a Pisa
a cura di [PTA] Pagni | Tolaini Architettura

Schizzi progettuali e immagini del progetto

Proposta per la riqualificazione ambientale ed architettonica dell'area denominata "Bagni di Nerone" a Pisa a cura di [P...
23/03/2026

Proposta per la riqualificazione ambientale ed architettonica dell'area denominata "Bagni di Nerone" a Pisa
a cura di [PTA] Pagni | Tolaini Architettura

Il progetto urbanistico proposto prevede un’integrazione complessiva delle terme storiche con un nuovo spazio pubblico attrattivo e accogliente, destinato principalmente al movimento pedonale. L’idea principale del progetto è quella di creare un luogo che favorisca sia l’uso quotidiano da parte dei residenti sia la visita dei turisti interessati al carattere storico di quest’area. Il progetto comprende la realizzazione di un nuovo parco urbano come alternativa all’attuale configurazione dello spazio, la cui funzione oggi è in gran parte limitata al servizio delle attività commerciali e della ristorazione situate nelle immediate vicinanze delle terme. Nella proposta progettuale, questo spazio viene trasformato in una zona pubblica più ordinata, estetica e funzionale.
Un elemento fondamentale del progetto è la significativa riduzione del traffico veicolare. L’accesso dei veicoli verrà limitato al minimo indispensabile, mantenendo il passaggio esclusivamente per i mezzi dei servizi pubblici, per i veicoli di emergenza e per le occasionali consegne destinate al ristorante e alle altre attività di servizio presenti nell’area. Grazie a questa soluzione, lo spazio diventerà più sicuro, tranquillo e confortevole per i pedoni, oltre a risultare maggiormente adatto alla funzione ricreativa prevista per il nuovo parco.
Un ulteriore obiettivo del progetto è quello di valorizzare la presenza del Bastione del Parlascio, che attualmente ospita un museo. Questo edificio, per il suo valore storico e per il diretto collegamento urbano con le terme, rappresenta un elemento importante del paesaggio urbano di quest’area. Il progetto prevede quindi una configurazione dello spazio tale da rendere il bastione più visibile e maggiormente evidenziato nella struttura urbana, contribuendo così a sottolineare il carattere storico dell’intero contesto.
Il progetto prevede inoltre l’aumento delle superfici biologicamente attive attraverso l’introduzione di un prato e di nuove alberature e altre forme di vegetazione. In questo modo verrà creato un nuovo parco urbano che porterà una maggiore presenza di verde in questa parte della città. L’introduzione di una quantità più consistente di vegetazione contribuirà anche a migliorare il microclima locale e a creare piacevoli zone d’ombra che favoriranno il riposo e la permanenza nello spazio pubblico. Uno spazio progettato in questo modo sarà più accogliente sia per i residenti sia per i turisti, permettendo di trascorrere il tempo in modo tranquillo, osservare le terme storiche e usufruire delle qualità ricreative del parco.
Nel progetto è stata inoltre prevista l’introduzione dell’acqua sotto forma di una piccola vasca con fontana. La presenza dell’acqua ha in questo luogo un valore simbolico, poiché richiama direttamente la funzione e la storia delle terme, da sempre legate all’acqua e alla cultura del bagno. La fontana diventerà allo stesso tempo un elemento compositivo attrattivo dello spazio pubblico e un luogo favorevole al riposo e agli incontri. Il parco sarà inoltre dotato di panchine e di altri elementi di arredo urbano che aumenteranno il comfort degli utenti.
Il progetto prevede l’unificazione dei livelli della pavimentazione nell’intera area di intervento. L’obiettivo di questa soluzione è migliorare l’accessibilità dello spazio per tutti gli utenti, comprese le persone anziane, le persone con disabilità e le famiglie con bambini. Una pavimentazione uniforme e attentamente progettata contribuirà inoltre a migliorare la qualità estetica del luogo e a creare una composizione urbanistica coerente e armoniosa, capace di valorizzare il contesto storico delle terme.

Proposta per la riqualificazione ambientale ed architettonica dell'area denominata "Bagni di Nerone" a Pisa a cura di [P...
23/03/2026

Proposta per la riqualificazione ambientale ed architettonica dell'area denominata "Bagni di Nerone" a Pisa
a cura di [PTA] Pagni | Tolaini Architettura

L’area circostante è oggi utilizzata in parte come parcheggio e via di accesso, mentre piccole attività commerciali e un ristorante la rendono uno spazio urbano funzionale. Questa convivenza di antico e moderno evidenzia il contrasto tra valore archeologico e necessità quotidiane della città.
Dal 2017 il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa ha avviato ricerche mirate a comprendere meglio la struttura delle sale, i sistemi di riscaldamento e drenaggio, e le fasi di vita del complesso. Gli studi confermano il ruolo delle terme come centro sociale e urbano dell’antica Pisa e permettono di comprendere come il complesso si integrasse nel tessuto della città romana.
Visitando oggi i Bagni di Nerone, è possibile percepire la sofisticazione architettonica e ingegneristica del complesso: dalle volte e murature in laterizio, ai sistemi di riscaldamento, ai canali per l’acqua, fino alla disposizione strategica degli ambienti secondo principi energetici e sociali avanzati. Il sito rappresenta così un collegamento tangibile tra il passato romano e la Pisa contemporanea, testimonianza della storia, dell’ingegno e della vita pubblica della città.
Oggi lo spazio urbano dei Bagni di Nerone è principalmente utilizzato come parcheggio per i residenti e come strada di accesso per le attività commerciali e un ristorante situati nelle immediate vicinanze delle terme. C’è anche il Bastione del Parlascio, al quale si accede direttamente dall’area delle terme.
I Bagni di Nerone, situati nell’area del centro storico delimitata dalle mura, si collegano a
1) il complesso con la Torre di Pisa,
2) la parte storica della città
3) lo stadio
4) la mura

Proposta per la riqualificazione ambientale ed architettonica dell'area denominata "Bagni di Nerone" a Pisa a cura di [P...
23/03/2026

Proposta per la riqualificazione ambientale ed architettonica dell'area denominata "Bagni di Nerone" a Pisa
a cura di [PTA] Pagni | Tolaini Architettura

Oggi i Bagni di Nerone si trovano in un’area archeologica inserita nella trama urbana della Pisa storica, a nord della città, nel quartiere vicino alla Porta a Lucca. Le strutture emergono parzialmente in elevato, mentre altri elementi sono conservati sotto il piano stradale moderno, testimoniando la stratificazione storica della città dovuta a secoli di edificazioni sovrapposte.
Tra le parti meglio conservate si osservano:
• le murature del laconicum, che mostrano chiaramente la pianta ottagonale interna e quadrata esterna;
• i resti dei muri perimetrali e delle volte, costruite in laterizio con tecnica a crociera;
• i canali e gli ambienti dell’ipocausto, sistema ingegnoso per il riscaldamento delle sale calde.
Accanto ai Bagni di Nerone si trova il Bastione del Parlascio, edificato nel XVI secolo come parte delle fortificazioni rinascimentali della città. Originariamente serviva per il controllo degli accessi e la difesa delle mura, ma nel tempo ha assunto diverse funzioni: spazio militare, carcere, deposito e area pubblica. Oggi, restaurato, il bastione fa parte di un progetto di valorizzazione delle mura storiche e insieme ai Bagni di Nerone contribuisce a formare un sistema storico-culturale integrato, che testimonia le diverse fasi di sviluppo urbano della città, dalla Roma imperiale al Rinascimento fino all’epoca contemporanea.

Proposta per la riqualificazione ambientale ed architettonica dell'area denominata "Bagni di Nerone" a Pisa a cura di [P...
23/03/2026

Proposta per la riqualificazione ambientale ed architettonica dell'area denominata "Bagni di Nerone" a Pisa
a cura di [PTA] Pagni | Tolaini Architettura

Il progetto urbanistico propone l’integrazione delle terme storiche con un nuovo spazio pubblico accogliente e principalmente pedonale. L’obiettivo è creare un luogo utilizzato sia quotidianamente dai residenti sia dai turisti interessati al valore storico dell’area. L’attuale spazio, oggi legato soprattutto alle attività commerciali e di ristorazione, verrà trasformato in un parco urbano più ordinato, estetico e funzionale. Un aspetto fondamentale del progetto è la forte riduzione del traffico veicolare: l’accesso sarà limitato ai servizi pubblici, ai mezzi di emergenza e alle consegne occasionali. Ciò renderà l’area più sicura e tranquilla per i pedoni. Il progetto valorizza anche il Bastione del Parlascio, sede di un museo, rendendolo più visibile nel contesto urbano. È previsto inoltre l’aumento delle superfici verdi tramite prato, alberi e altra vegetazione, migliorando il microclima e creando zone d’ombra. Una piccola fontana richiamerà simbolicamente la storia delle terme. Panchine, arredi urbani e una pavimentazione uniforme miglioreranno comfort, accessibilità e qualità estetica dello spazio.

Indirizzo

Via Carducci 13
San Giuliano Terme
56017

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 18:30
Martedì 08:30 - 18:30
Mercoledì 08:30 - 18:30
Giovedì 08:30 - 18:30
Venerdì 08:30 - 18:30

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