08/06/2026
Vladimir Makononov (Naxçıvan, 27 agosto 1904 – Baku, 2 gennaio 1993) è stato uno scacchista russo (sovietico dal 1922).
Giocatore sconosciuto ai più, anche perché non lasciò mai l’Unione Sovietica e partecipò solo a tornei e campionati interni. Ma rispettato in patria per la sua forza e la sua determinazione, viste le vittorie ottenute in partite con personaggi poi diventati famosi quali Botvinnik, Smyslov (entrambi arrivati ad essere incoronati con il massimo alloro scacchistico), Bronstein, Geller, Keres ed altri ancora.
Ma una cosa interessante è che lui, come fatto sempre riferimento da Riccardo, fosse un insegnante di matematica di base, tra l’altro molto stimato dai colleghi, tanto che Lev Landau, suo ex compagno di università e futuro premio Nobel in Fisica, lo invitò a raggiungerlo a Leningrado avendo di Vladimir un’alta opinione come matematico, ma lui declinò l’invito, cosa di cui ebbe a rimpiangere successivamente. Quindi di nuovo un forte giocatore di scacchi dedito alla matematica, come Max Euwe, al quale il nostro Blog ha dedicato un trittico: “Euwe, il professore di matematica campione del mondo!”
Vista la schiera di giocatori che sono stati dei matematici, quali i campioni del mondo Lasker ed il menzionato Euwe, per arrivare a tempi più recenti agli Inglesi Nunn, Speelman e Mestel, tutti laureati in matematica (e chiedo venia per gli altri non menzionati), la domanda sorge spontanea: se ci sia qualcosa di più di una semplice coincidenza sul fatto che molti matematici siano stati anche degli ottimi giocatori di scacchi. Di sicuro dei punti di contatto tra scacchi e matematica ci sono, ed è sufficiente vedere una scacchiera con la numerazione delle case per capirlo visivamente: un piano cartesiano dove i punti (in questo caso le caselle bianche e nere della scacchiera), sono identificati da coordinate rappresentate da numeri (le ordinate) e lettere (le ascisse), dove attraverso il movimento dei pezzi viene introdotta l’equazione della retta e la relativa pendenza. Per passare poi ad altri esempi, tra quelli fantasiosi dei chicchi di grano da posizionare sulle caselle in maniera definita (raddoppiandone la quantità di casa in casa fino alla sessantaquattresima), per ricompensare l’inventore del gioco, che troviamo nella novella dei chicchi di grano di Sessa, al problema classico del “Salto del Cavallo” di Eulero. Ma più che la partita di scacchi vera e propria, che ha spesso dei risvolti psicologici dei due contendenti, è il problema scacchistico, con la sua formulazione univoca e rigorosa, che più si avvicina ad un problema matematico e viene spesso utilizzato per introdurre elementi di logica e sviluppare il pensiero laterale.
E questo ci può far immaginare un Makogonov intento a sviluppare il suo insegnamento della matematica tramite un sistema più divertente rispetto a quelli classici, quale l’utilizzo del gioco degli scacchi e la risoluzione dei relativi problemi associati a risvolti matematici. Mentre lui poi era intento ad esercitarsi a sviluppare varianti e piani logici per mettere in difficoltà gli avversari. Cosa che lo porterà ad essere ricordato, oltreché per la variante della Grünfeld sopra citata, per la variante dell’Est Indiana sempre con il suo nome che si ha dopo le mosse 1.d4 Cf6 2.c4 g6 3.Cc3 Ag7 4.e4 d6 5.h3, e la variante del gambetto di Donna rifiutato nella quale però deve condividere il nome in coabitazione con altri, perché denominata “Tartakower, Makogonov, Bondarevsky” dove ognuno dei tre diede il proprio corposo contributo e che si ha dopo le mosse 1.d4 d5 2.c4 e6 3.Cc3 Cf6 4.Ag5 Ae7 5.e3 00 6.Cf3 h6 7.Ah4 b6.
Peccato poi non aver potuto assistere ad una partita, o meglio ad un match, tra lui ed Euwe, l’altro suo coetaneo matematico che riuscì a divenire Campione del Mondo pur non avendo mai abbandonato la professione di professore di matematica, per il fatto che mai Makogonov uscì fuori dai confini russi privandoci di uno scontro tra menti, per quanto mi riguarda, decisamente superiori!
https://unoscacchista.com/2026/06/07/r-di-nuovo-il-binomio-scacchi-e-matematica-vladimir-makogonov/
[Nella foto di apertura, da sinistra a destra: V. Chekhover, V. Makogonov, I. Pogremyssky, I. Bondarevsky]
R I S T A M P A (Antonio Monteleone) Makogonov, “Una vita fortunata”, scrive Riccardo nel suo post di ieri, “E la fortuna prosegue: a pochissimi altri giocatori, forse a nessuno, abbiam…