Ottavio Romanelli Ingegnere

Ottavio Romanelli Ingegnere Ingegnere edile-architettura. Qualità costruttiva, consulenza tecnica, green building e ricerca prodotto.

Per committenti e imprese che vogliono progettare, scegliere e costruire con metodo.

Buon Ferragosto a tutti.Che questi giorni siano occasione per rallentare e ritrovare il valore dei luoghi che viviamo og...
15/08/2026

Buon Ferragosto a tutti.

Che questi giorni siano occasione per rallentare e ritrovare il valore dei luoghi che viviamo ogni giorno.

La Regione Campania ha presentato HO.P.E. – Housing Programma Europeo in Campania, il nuovo piano regionale per le polit...
05/08/2026

La Regione Campania ha presentato HO.P.E. – Housing Programma Europeo in Campania, il nuovo piano regionale per le politiche abitative, finanziato con 245 milioni di euro provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

È però necessaria una precisazione.

Non si tratta del tradizionale “Piano Casa” legato ad ampliamenti degli edifici, sopraelevazioni o premi volumetrici. HO.P.E. è un programma di edilizia residenziale pubblica e sociale, finalizzato ad aumentare l’offerta di alloggi, recuperare il patrimonio edilizio esistente e riqualificare alcuni quartieri urbani.

Il programma si articola in tre misure principali.
1. Aumento degli alloggi di edilizia residenziale pubblica
La priorità viene attribuita al recupero e alla rifunzionalizzazione degli immobili pubblici già esistenti. La costruzione di nuovi edifici è prevista soltanto in misura residuale e in aree compatibili con gli strumenti urbanistici comunali. È contemplato anche il recupero di beni confiscati alla criminalità organizzata da destinare a finalità abitative.

2. Manutenzione e riqualificazione del patrimonio esistente
Una parte delle risorse sarà destinata agli interventi nei quartieri di Scampia, Taverna del Ferro e Ponticelli e a un piano straordinario sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica gestito da ACER Campania. Sono previsti interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico, con 34 milioni di euro destinati anche all’adeguamento degli edifici alle nuove condizioni climatiche.

3. Edilizia sociale e studentati pubblici
La terza misura riguarda le famiglie che non riescono a sostenere i prezzi del libero mercato, ma che, allo stesso tempo, non possiedono i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica. Il programma prevede inoltre la realizzazione e il potenziamento degli studentati universitari pubblici.

L’impostazione generale appare condivisibile, soprattutto perché privilegia il recupero del patrimonio esistente rispetto al consumo di nuovo suolo. Ma lo stanziamento delle risorse rappresenta soltanto il punto di partenza.

La qualità reale del programma dipenderà dagli strumenti attuativi, dalla capacità progettuale degli enti, dalla gestione degli appalti, dalla qualità dei materiali e, soprattutto, dal controllo dell’esecuzione.

Il principio alla base di HO.P.E. è corretto: recuperare ciò che già esiste, aumentare l’offerta di alloggi e migliorare la qualità dell’abitare.

La vera verifica inizierà quando il programma passerà dagli stanziamenti ai progetti e dai progetti ai cantieri.

Perché la qualità dell’abitare non si misura soltanto attraverso le risorse investite,
ma attraverso la sicurezza, il comfort e la durata degli edifici realizzati o riqualificati.

Campi Flegrei: uno sciame sismico significa che è vicina un’eruzione?La risposta è: no, non necessariamente.Il terremoto...
01/08/2026

Campi Flegrei: uno sciame sismico significa che è vicina un’eruzione?

La risposta è: no, non necessariamente.

Il terremoto di magnitudo 4.7, registrato il 31 luglio nell’area dei Campi Flegrei, è avvenuto a poca profondità e durante uno sciame sismico, cioè una sequenza di scosse ravvicinate nel tempo e concentrate nella stessa zona.

La ridotta profondità contribuisce a spiegare perché il terremoto sia stato avvertito così intensamente.

Ma uno sciame sismico non significa automaticamente che il magma stia risalendo verso la superficie o che un’eruzione sia imminente.

I Campi Flegrei sono una grande caldera vulcanica interessata dal bradisismo, cioè dal lento sollevamento e abbassamento del terreno.

Nella fase attuale prevale il sollevamento. La deformazione del suolo e le variazioni di pressione nel sottosuolo modificano le tensioni nelle rocce. Quando queste superano localmente la loro resistenza, possono verificarsi fratture e terremoti.

Perché la scossa è stata percepita così forte?

Soprattutto perché è avvenuta a poca profondità.
È importante distinguere due aspetti:

la magnitudo misura l’energia liberata; gli effetti dipendono anche dalla profondità, dalle caratteristiche del terreno e dalla vulnerabilità degli edifici.

Per questo due fabbricati vicini possono reagire in modo diverso alla stessa scossa. Contano la struttura, i materiali, le modifiche eseguite nel tempo, lo stato di conservazione e la presenza di elementi vulnerabili, come cornicioni, intonaci e parapetti.

Il rischio non dipende soltanto dal fenomeno naturale, ma anche dalla vulnerabilità degli edifici e dalla densità del territorio costruito.

Cosa significa il livello di allerta giallo?

Attualmente il livello di allerta vulcanica ai Campi Flegrei è giallo.
Significa che il sistema presenta variazioni rispetto alle condizioni ordinarie e richiede attenzione e monitoraggio rafforzato.

Non significa che un’eruzione sia imminente e non equivale a un ordine di evacuazione.

Gli studiosi osservano insieme la sismicità, il sollevamento del suolo, le emissioni gassose e le variazioni del sistema vulcanico e idrotermale.

È l’andamento complessivo di questi dati, e non la singola scossa, a fornire indicazioni sull’evoluzione del sistema.

In sintesi, il sistema flegreo è attivo e la sismicità si inserisce nella dinamica bradisismica in corso.

La situazione richiede attenzione, ma non allarmismo.

Uno sciame sismico non è una previsione di eruzione, ma un fenomeno da seguire con attenzione.

Ai Campi Flegrei non servono né il panico né l’assuefazione alle scosse. Servono monitoraggio scientifico, prevenzione, manutenzione degli edifici e informazioni basate sui dati.

Green building: non basta dichiararlo, bisogna dimostrarlo.Oggi la parola “sostenibile” compare spesso nei materiali, ne...
23/06/2026

Green building: non basta dichiararlo, bisogna dimostrarlo.

Oggi la parola “sostenibile” compare spesso nei materiali, nei progetti e nella comunicazione edilizia.
Ma un edificio non diventa sostenibile perché utilizza un singolo prodotto “green” o perché ha un’immagine attenta all’ambiente.
La sostenibilità si misura da come l’edificio funziona davvero.

Un esempio concreto: il rivestimento esterno di una facciata.

Si può scegliere un materiale durevole, esteticamente curato e con buone caratteristiche ambientali dichiarate.

È una scelta importante.

Ma se il supporto non viene valutato correttamente, se il sistema non è compatibile con la parete, se giunti, raccordi, spessori e posa non sono studiati con attenzione, il risultato può non essere duraturo.

Il materiale può essere valido. Ma conta l’insieme.

Green building significa tenere insieme energia, comfort, qualità dell’aria, materiali, durabilità, manutenzione e verifica delle prestazioni.

Protocolli come CasaClima, LEED e GBC hanno contribuito a spostare la sostenibilità edilizia dal piano dello slogan a quello dei criteri, della misurazione e della verifica.

Per un committente significa non chiedersi solo:

“Questo materiale è sostenibile?”
Ma anche:
“È adatto a questo edificio?”
“È compatibile con il supporto?”
“Quanto durerà?”
“Il risultato sarà verificabile nel tempo?”

Una casa sostenibile non è semplicemente una casa con qualche elemento verde.

È una casa che consuma meno, funziona meglio, dura di più e offre maggiore qualità a chi la vive.

18/06/2026
Umidità nelle murature: prima la diagnosi, poi la soluzioneUna macchia di umidità non è una diagnosi.Fenomeni apparentem...
18/06/2026

Umidità nelle murature: prima la diagnosi, poi la soluzione

Una macchia di umidità non è una diagnosi.
Fenomeni apparentemente simili possono avere origini diverse e richiedere interventi completamente differenti.

Un intonaco che si degrada nella parte bassa della parete può essere collegato alla risalita capillare, ma anche a infiltrazioni laterali, presenza di sali igroscopici o ad altri apporti d’acqua.

La muffa negli angoli, dietro un mobile o sulle superfici più fredde può dipendere dall’interazione tra umidità interna, temperatura superficiale, ponti termici e insufficiente ricambio d’aria.

Un alone che compare o peggiora dopo la pioggia può far pensare a un’infiltrazione dalla facciata, dalla copertura, da un giunto o da un raccordo non più efficiente.

I sintomi possono assomigliarsi. Le cause, però, non sono intercambiabili.

Per questo rifare l’intonaco, applicare una pittura antimuffa o scegliere un prodotto deumidificante senza aver prima individuato l’origine del fenomeno può produrre soltanto un miglioramento temporaneo.

Questi prodotti possono essere parte della soluzione, ma non sostituiscono la diagnosi. Occorre osservare:
– dove compare il degrado;
– come si distribuisce sulla parete;
– quando peggiora;
– se cambia con le stagioni o con la pioggia;
– quali sono le caratteristiche costruttive dell’edificio;
– quali interventi sono già stati eseguiti.

Quando necessario, l’osservazione deve essere accompagnata da misurazioni, verifiche termoigrometriche, ispezioni e controlli impiantistici.

Il metodo corretto è questo:
riconoscere il sintomo, individuare la causa, scegliere un intervento compatibile e verificarne l’efficacia nel tempo.

Perché coprire una macchia non significa aver risolto il problema.

Il capitolato tecnico non è burocrazia.In edilizia si parte spesso da un preventivo.Un importo. Una descrizione generale...
15/06/2026

Il capitolato tecnico non è burocrazia.

In edilizia si parte spesso da un preventivo.
Un importo. Una descrizione generale. Una proposta di lavoro.

Ma quando l’intervento diventa più articolato, il prezzo da solo non basta.
Perché non conta solo sapere quanto costa un lavoro. Conta anche capire come verrà realizzato.

Quali materiali saranno utilizzati. Quali lavorazioni sono comprese. Quali prestazioni sono attese. Quali modalità di posa sono previste. Quali controlli e requisiti tecnici devono essere rispettati.

Il capitolato tecnico serve a questo: rendere più chiaro il passaggio tra progetto, offerta e realizzazione. Può indicare requisiti, modalità esecutive, controlli e criteri di accettazione.

Non definisce però, da solo, tutte le responsabilità di un intervento: quelle dipendono anche dal contratto, dagli incarichi professionali, dalla direzione lavori, dall’impresa, dagli aspetti legati alla sicurezza e dalle norme applicabili.

Proprio per questo non è un documento “in più”. È uno strumento di metodo.
Per il committente, significa capire meglio cosa sta acquistando.
Per l’impresa, significa lavorare con indicazioni più chiare, riducendo ambiguità e incomprensioni.
Per il tecnico, è uno degli strumenti che aiutano a trasformare un’idea in un intervento più ordinato, verificabile e controllabile.

Un lavoro edilizio non si giudica solo dal prezzo finale.
Si giudica anche da come viene definito, descritto, eseguito e controllato.

Per questo il capitolato tecnico non dovrebbe arrivare dopo i problemi.
Dovrebbe arrivare prima del cantiere.

Perché costruire bene significa anche chiarire bene.

Preventivo, computo metrico e capitolato non sono la stessa cosa.In edilizia capita spesso di confrontare due offerte gu...
12/06/2026

Preventivo, computo metrico e capitolato non sono la stessa cosa.

In edilizia capita spesso di confrontare due offerte guardando solo il prezzo finale.
Una è più bassa. Una è più alta. La scelta sembra semplice.

Ma la domanda corretta non è soltanto: “Quanto costa?”
La domanda vera è: “Che cosa contiene quel prezzo?”

Perché nel linguaggio comune si parla quasi sempre di “preventivo”, ma in realtà ci sono strumenti diversi, con funzioni molto diverse.

Il preventivo è una proposta economica.
Indica il costo di un lavoro, ma non sempre chiarisce in modo completo quantità, materiali, modalità esecutive, prestazioni attese e limiti dell’intervento.

Il computo metrico misura le lavorazioni.
Serve a quantificare opere, superfici, volumi, materiali e lavorazioni, rendendo possibile un confronto più serio tra offerte diverse.

Il capitolato descrive come devono essere eseguiti i lavori.
Non riguarda solo “quanto” si realizza, ma “come” si realizza: materiali, qualità, posa in opera, requisiti tecnici, controlli e responsabilità.

Questi documenti non sono burocrazia.

Per il committente, servono a capire meglio cosa sta pagando.
Per l’impresa, servono a lavorare con indicazioni chiare.
Per il tecnico, servono a trasformare un’idea in un intervento ordinato, verificabile e controllabile.

Molti problemi nascono quando si confrontano due prezzi senza sapere se dietro quei prezzi ci sono le stesse lavorazioni, gli stessi materiali e lo stesso livello di qualità.

Un’offerta più bassa non è sempre più conveniente.
Un’offerta più alta non è sempre più corretta.

Prima di scegliere, bisognerebbe chiedersi: stiamo confrontando davvero la stessa cosa?

Perché in edilizia il prezzo conta.
Ma conta ancora di più sapere che cosa stiamo comprando, come verrà realizzato e con quali responsabilità.

Vuoi ristrutturare casa? Prima verifica da cosa parti.Prima di scegliere l’impresa, i materiali, gli infissi o gli impia...
09/06/2026

Vuoi ristrutturare casa? Prima verifica da cosa parti.

Prima di scegliere l’impresa, i materiali, gli infissi o gli impianti, c’è un passaggio che non dovrebbe mai essere sottovalutato:
la verifica tecnica preliminare dell’immobile.

Ogni intervento dovrebbe partire da una domanda semplice:

lo stato reale dell’edificio corrisponde ai titoli edilizi depositati?

Non sempre ciò che vediamo oggi coincide con quanto risulta dalla documentazione edilizia. E non basta guardare solo la planimetria catastale: il catasto è importante, ma non sostituisce la verifica urbanistico-edilizia.

Una ristrutturazione corretta non nasce da scelte affrettate, ma da un percorso tecnico ordinato:

1. Analisi dei documenti
Verifica dei titoli edilizi, delle planimetrie, degli atti disponibili e della storia dell’immobile.

2. Sopralluogo tecnico
Confronto tra documentazione e stato reale dei luoghi, per individuare eventuali difformità o criticità.

3. Valutazione di fattibilità
Analisi dei vincoli, dei limiti tecnici e delle possibilità concrete di intervento.

4. Progetto consapevole
Definizione delle soluzioni più corrette prima di arrivare al cantiere.

Questo passaggio è utile non solo prima di ristrutturare, ma anche prima di acquistare, vendere o programmare un investimento sull’immobile.

Ristrutturare bene non significa partire dal preventivo più conveniente.
Significa partire da una base corretta, verificata e progettata con attenzione.

La verifica viene prima del progetto.
Il progetto viene prima del cantiere.

Il nodo finestra non si risolve scegliendo solo un buon infissoQuando si parla di efficienza energetica negli edifici, u...
06/06/2026

Il nodo finestra non si risolve scegliendo solo un buon infisso

Quando si parla di efficienza energetica negli edifici, uno degli errori più frequenti è pensare che basti sostituire il serramento per ottenere automaticamente una casa più efficiente.

Un buon infisso è importante. Ma non è sufficiente.

La vera prestazione si decide nel punto in cui il serramento incontra la parete: il nodo finestra.

È lì che entrano in gioco spalle, architrave, davanzale, soglia, cassonetto, controtelaio, isolamento e posa in opera. Se questi elementi non vengono progettati come un unico sistema, anche il miglior serramento può perdere parte della sua efficacia.

Un foro finestra non corretto può generare: dispersioni termiche; ponti termici non risolti; condense superficiali; muffe negli angoli; spifferi; infiltrazioni; perdita di comfort; riduzione della prestazione reale rispetto a quella dichiarata dal prodotto.

Per questo il nodo finestra non va improvvisato in cantiere. Va analizzato, progettato e controllato.

Nel metodo tecnico che applico a questo tipo di interventi, il foro finestra viene considerato come un sistema integrato, non come una semplice apertura nella muratura. Il percorso corretto parte da alcuni passaggi fondamentali.

1. Analisi del foro finestra
Prima di scegliere una soluzione, bisogna capire com’è fatto il vano: muratura, spessori, geometrie, presenza di cappotto, vecchi cassonetti, davanzali passanti, irregolarità e criticità esistenti.

2. Valutazione del nodo
Il serramento va letto insieme alla parete. Bisogna verificare il collegamento tra infisso, isolamento, controtelaio, spalle, architrave, soglia e cassonetto.

3. Correzione dei punti critici
Davanzali, spalle laterali, architravi e cassonetti sono spesso i punti in cui si concentrano le dispersioni. Non sono dettagli estetici: sono elementi tecnici.

4. Scelta del sistema più adatto
Ogni edificio richiede una soluzione coerente con la muratura, con il tipo di infisso, con l’isolamento previsto e con le condizioni reali del cantiere.

5. Progettazione del dettaglio esecutivo
La prestazione nasce dal dettaglio: continuità dell’isolamento, tenuta all’aria, tenuta all’acqua, riduzione dei ponti termici e compatibilità tra i materiali.

6. Posa in opera controllata
La posa non è una fase secondaria. Una posa approssimativa può compromettere anche un progetto corretto e un prodotto performante.

7. Verifica finale
Il controllo serve a verificare che ciò che è stato progettato sia stato effettivamente realizzato in cantiere.

Il punto centrale è questo: una finestra performante non basta se il nodo finestra non è progettato correttamente.
La qualità energetica di un edificio non dipende dalla somma di singoli prodotti, ma dall’equilibrio tra progetto, materiali, posa e controlli.

Nel foro finestra, pochi centimetri possono fare la differenza tra un intervento efficace e un problema destinato a ripresentarsi nel tempo. Per questo, prima di sostituire un infisso, bisognerebbe sempre porsi una domanda: sto cambiando solo la finestra o sto progettando correttamente tutto il nodo?

Indirizzo

Via Mezzano 10
Sassano
84038

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