CIMA Research Foundation

CIMA Research Foundation The observation of the Earth is necessary for the monitoring of physical processes and for predicting the scenarios generated by them.

Fondazione CIMA è un ente di ricerca che collabora con la Protezione Civile, enti locali e internazionali, promuovendo attività scientifiche, tecnologiche e formative per la riduzione del rischio e la tutela dell’ambiente in ottica sostenibile. Predict to prevent means to use science at the service of Man: for us, that means to translate scientific research into useful tools aimed at the protection of citizen's lives and of the environment.

Per comprendere l'oceano non basta guardarlo. Occorre costruire gli strumenti per immaginarne il futuro. È questo il fil...
08/06/2026

Per comprendere l'oceano non basta guardarlo. Occorre costruire gli strumenti per immaginarne il futuro.

È questo il filo conduttore della , che riunisce a Bruxelles la comunità europea impegnata nello sviluppo delle capacità digitali per l'osservazione e la conoscenza dell'oceano. Anche la nostra ricercatrice Paola Tepsich partecipa come membro del Copernicus User Advisory Group (CUAG), contribuendo al dialogo tra scienza, tecnologia e politiche per il mare.

Dati satellitari, osservazioni in situ, intelligenza artificiale e Digital Twin Ocean stanno aprendo nuove possibilità per comprendere i processi marini, anticipare i cambiamenti e supportare decisioni più consapevoli. La Digital Ocean Week riunisce questa comunità: ricercatori, decisori politici ed esperti tecnologici impegnati a sviluppare le capacità digitali che aiuteranno l'Europa a conoscere e proteggere meglio l'oceano del futuro.

In occasione del , celebriamo una scienza che rende visibile ciò che accade sotto la superficie e aiuta a comprendere un sistema da cui dipendono il clima, la biodiversità e la società.

Copernicus EU World Ocean Day

AI e crisi climatica: una sfida a doppio volto tra emissioni e adattamento L'intelligenza artificiale è spesso al centro...
05/06/2026

AI e crisi climatica: una sfida a doppio volto tra emissioni e adattamento

L'intelligenza artificiale è spesso al centro del dibattito per il suo impatto ambientale: i consumi di acqua ed energia richiesti dalle infrastrutture sono una questione reale, che merita attenzione e soluzioni concrete.

Ma c'è anche un altro lato della storia.

Reti neurali e deep learning stanno diventando strumenti sempre più preziosi per affrontare le sfide del cambiamento climatico: dalla previsione degli eventi estremi al monitoraggio delle risorse idriche e del manto nevoso.

Ne hanno parlato con Antonio Piemontese lə nostrə espertə Luca Monaco e Giulia Blandini in un’intervista realizzata per Avvenire.

La previsione delle precipitazioni è tra le sfide più complesse per la meteorologia, soprattutto quando si tratta di fenomeni estremi con caratteristiche mai osservate prima. In questo contesto, il ruolo dell’IA «è proprio quello di fornire strumenti innovativi in grado di portare maggiore flessibilità, per individuare in anticipo fenomeni che con l’armamentario canonico è difficile scorgere». Un supporto che non sostituisce le competenze umane, ma le valorizza: «se non si è in grado di fornire al computer indicazioni precise su cosa si desidera e, soprattutto, su cosa non si vuole, il codice scritto dalla macchina vale poco o nulla».

Lo stesso vale per lo studio della risorsa idrica, in cui l’IA è una valida alleata per fornire informazioni preziose ai gestori di servizi. Con una consapevolezza fondamentale: l’affidabilità dei modelli «presenta ancora ampi margini di miglioramento. Ma dipende soprattutto dalla qualità dei dati usati per allenarli: se sono “sporchi” e non validati, la qualità delle previsioni cala».

📰Leggi l’articolo completo sull’edizione cartacea di oggi di Avvenire!

05/06/2026

"Prepare for El Niño." Con queste parole, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (World Meteorological Organization) ha richiamato l'attenzione della comunità internazionale sulle condizioni che stanno diventando sempre più favorevoli allo sviluppo di El Niño, invitando i governi e i responsabili politici di tutto il mondo a prepararsi ai suoi potenziali effetti. Ma che cos'è davvero e perché un fenomeno che si sviluppa nell'Oceano Pacifico può influenzare il clima su scala globale?

El Niño rappresenta la fase calda dell'ENSO (El Niño-Southern Oscillation), un fenomeno climatico caratterizzato da variazioni delle temperature oceaniche e della pressione atmosferica nel Pacifico tropicale. In media si manifesta ogni 2-7 anni e, dagli anni Settanta, la frequenza e l'intensità di questi eventi sono aumentate.

Le conseguenze possono essere rilevanti: precipitazioni più intense in alcune aree dell'America meridionale, dell'India meridionale e delle isole del Pacifico, mentre regioni come l'Australia e l'India settentrionale possono essere colpite da siccità prolungate. Comprendere e monitorare El Niño, insieme al suo opposto La Niña, è fondamentale per migliorare la previsione degli estremi climatici e dei loro impatti sulla società.

🎥👇 Nel video scopriamo come un'anomalia delle temperature superficiali del Pacifico possa alterare gli scambi tra oceano e atmosfera, collegando le coste dell'America meridionale a quelle dell'Australia.


Nicola Loglisci

📣🛰️ Hydroterra+: la candidata missione ESA per osservare il ciclo dell’acqua ora per ora Gli eventi estremi evolvono spe...
04/06/2026

📣🛰️ Hydroterra+: la candidata missione ESA per osservare il ciclo dell’acqua ora per ora

Gli eventi estremi evolvono spesso più rapidamente di quanto riusciamo a osservarli.
Cambiamenti dell’umidità del suolo, interazioni tra atmosfera e superficie terrestre, trasformazioni del manto nevoso, risposta dei bacini a precipitazioni intense: molti dei processi che determinano gli impatti idrometeorologici si sviluppano nell’arco di poche ore, mentre gran parte delle infrastrutture satellitari continua a osservare la Terra con campionamenti temporali intermittenti.

+ nasce da questa sfida scientifica.

La missione, una delle quattro candidate selezionate dall'ESA - European Space Agency nell’ambito del programma Earth Explorer 12, punta a rendere possibile il monitoraggio persistente del ciclo dell’acqua su scala regionale e sub-giornaliera, aprendo nuove prospettive per l’osservazione degli eventi estremi.

Fondazione CIMA guida la compagine scientifica della missione candidata.

🆕 Nel nostro approfondimento raccontiamo perché Hydroterra+ potrebbe rappresentare una nuova frontiera dell’osservazione della Terra: https://www.cimafoundation.org/news/hydroterra-missione-esa-ciclo-acqua/?utm_source=social&utm_medium=facebook&utm_campaign=satelliti

📊 Una matrice per leggere e valutare la complessità dei rischi e supportare la pianificazione! Un territorio è raramente...
03/06/2026

📊 Una matrice per leggere e valutare la complessità dei rischi e supportare la pianificazione!

Un territorio è raramente esposto a un unico pericolo naturale. Più spesso, due o più pericoli coesistono all’interno dello stesso spazio, determinando una pluralità di rischi, spesso interconnessi tra loro. Per questo oggi è necessario adottare un approccio multirischio: analizzare insieme tutti i potenziali rischi di una determinata area è fondamentale per costruire territori più sicuri, resilienti e consapevoli.

Lo studio “A new multidimensional framework for risk assessment in multi-hazard context: the Hazards-Impacts matrix”, a cui hanno collaborato anche il nostro ricercatore Filippo Fraschini e la nostra ricercatrice Daria Ottonelli, propone un nuovo modello per la valutazione del rischio in contesti caratterizzati da pericoli multipli.

La matrice sviluppata, è stata concepita per supportare i decisori nella fase di valutazione dei rischi su un dato territorio enella successiva fase di pianificazione di interventi di mitigazione. La metodologia può inoltre essere adattata alle attività di valutazioni post-evento. Si tratta, infatti, di uno strumento flessibile, e multidimensionale, in grado di considerare diversi fenomeni e molteplici componenti dell’esposto e degli impatti (sociali, culturali, ambientali, relativi alla popolazione e all’ambiente costruito) rendendolo applicabile a differenti contesti territoriali. Una prima applicazione è stata effettuata nell’area della Lomellina, considerano le specificità del territorio e la loro risposta al rischio sismico e alluvionale,

Il lavoro è il risultato di uno sforzo multidisciplinare nell’ambito del progetto Fondazione Return che ha riunito ricercatrici e ricercatori di ingegneria, progettazione architettonica e conservazione, urbanistica, economia, agronomia, sociologia, filosofia, geologia e tutela ambientale.

Perché i rischi sui nostri territori sono complessi e interconnessi. E solo il dialogo tra discipline, competenze e prospettive diverse può aiutarci a comprenderli davvero e affrontarli efficacemente.

👉 Scopri di più sullo studio: https://doi.org/10.1016/j.ijdrr.2026.106131

How can an effective risk management strategy be built? By starting from a shared understanding of a country's DRM capac...
29/05/2026

How can an effective risk management strategy be built? By starting from a shared understanding of a country's DRM capacities.

Today marks the beginning of the validation process of ’s Country , developed within the Multi-Country Study project. This key milestone brings together experts and institutions to discuss and consolidate the country's risk landscape, transforming data and knowledge into a practical tool for informing EU and domestic strategy on DRM cooperation and capacity strengthening.

The validation event represents the culmination of a week of exchange and collaboration involving the General Directorate of Civil Defence of Lebanon (المديرية العامة للدفاع المدني اللبناني), the Italian Civil Protection Department (Dipartimento Protezione Civile), and our Foundation. Among the main highlights were the meeting of Brigadier General Imad Khreich, Director General of the General Directorate of Civil Defence, Lebanon, and Mr. Nabil Salhani, Director of the Training Department or the General Directorate of Civil Defence, Lebanon with Fabio Ciciliano, Head of the Italian Civil Protection Department, focused on strengthening cooperation and sharing experiences in operations and emergency management, and the discussion with our President, Luca Ferraris, on risk knowledge.

Alongside the Country Risk Profile presentation, the programme included capacity-building activities, delivered by the Italian Civil Protection Department, on Host Nation Support and International Assistance, as well as training focused on health and social care in disaster situations, covering preparedness, response, and the protection of vulnerable populations.

A week that reaffirmed the value of international cooperation and knowledge exchange in strengthening the capacity to prepare for, respond to, and adapt to current and future risks.

👉 Find out more about the project: https://www.cimafoundation.org/en/project/multi-country-study/?utm_source=social&utm_medium=facebook&utm_campaign=prociv

Dipartimento Protezione Civile, Departamentul pentru Situaţii de Urgenţă, Fondazione Eucentre, Geološki zavod Slovenije, Akademia Pożarnicza, Apell-Euromodex

Una simulazione di allerta rossa per rischio idrogeologico e idraulico, dati in tempo reale, soglie di monitoraggio e de...
29/05/2026

Una simulazione di allerta rossa per rischio idrogeologico e idraulico, dati in tempo reale, soglie di monitoraggio e decisioni operative da coordinare tra livello comunale e regionale: è questo lo scenario al centro della prima esercitazione online di protezione civile dedicata ai Comuni liguri sulla piattaforma .

Attraverso la piattaforma, i Comuni liguri coinvolti hanno testato strumenti digitali pensati per integrare monitoraggio del territorio, gestione delle allerte e comunicazione operativa durante eventi estremi. L’attività, organizzata da Regione Liguria con Arpal, ANCI Liguria e la nostra Fondazione, si è svolta come una Command Post Exercise (CPX), un’esercitazione interamente online che ha messo in collegamento operatori comunali, Protezione Civile regionale e Centro Funzionale di ARPAL.

Un’attività fondamentale per verificare l’efficacia dei sistemi di supporto alle decisioni. Perché la gestione del rischio non dipende solo da una buona previsione, ma anche dalla capacità di trasformare dati scientifici complessi in azioni tempestive, coordinate ed efficaci.

👉 Scopri di più su PrevenzioneComune: https://www.cimafoundation.org/news/prevenzionecomune-comuni-liguria/?utm_source=social&utm_medium=facebook&utm_campaign=prociv

📸ANCI Liguria

Si è concluso il terzo e ultimo corso  ® del 2026 dedicato alla formazione degli operatori per la certificazione High Qu...
28/05/2026

Si è concluso il terzo e ultimo corso ® del 2026 dedicato alla formazione degli operatori per la certificazione High Quality Whale Watching®.

Questa edizione ci ha portato a Pineto, ospiti dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, che ringraziamo per l'ospitalità e l’attenzione verso la conservazione e tutela dell’ambiente marino anche attraverso la formazione degli operatori che offrono attività outdoor.

Il corso si è svolto in modalità ibrida e ha coinvolto 14 partecipanti di 6 operatori di cui 3 nuovi ingressi nel percorso HQWW®.

Per il 2026, il percorso HQWW® ha inoltre potuto contare sul supporto del MASE, partner strategico per il coinvolgimento delle Aree Marine Protette e per il rafforzamento di una rete impegnata nella tutela del mare e nella promozione di pratiche sostenibili.

Un risultato importante che conferma la crescente attenzione verso un responsabile, sicuro e rispettoso dei cetacei e dell’ambiente marino.

Il tragico evento di Sarno del 1998 ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva e ha acceso un ampio dibatt...
26/05/2026

Il tragico evento di Sarno del 1998 ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva e ha acceso un ampio dibattito pubblico sulle misure necessarie per prevenire e gestire, in modo più efficace, i rischi di un territorio fragile.

Lo studio “La responsabilità diretta dello Stato e degli enti pubblici per il fatto illecito del sindaco compiuto nell’esercizio delle funzioni di protezione civile: azione di regresso tra amministrazioni corresponsabili e quantificazione del danno”, analizza le conseguenze giuridiche e le responsabilità civili del caso di Sarno.

La Cassazione e altre recenti sentenze hanno riconosciuto la responsabilità diretta dello Stato e degli Enti pubblici per gli illeciti commessi dal sindaco nell’esercizio delle funzioni di protezione civile, con la conseguente legittimità dell’azione di regresso tra amministrazioni corresponsabili.

Queste decisioni segnano un punto di svolta: la gestione del rischio non è più attribuita esclusivamente al livello comunale, ma diventa una responsabilità condivisa tra più livelli istituzionali, con obblighi precisi di organizzazione, prevenzione e coordinamento.

A questo studio hanno lavorato le nostre ricercatrici Francesca Munerol e Margherita Andreaggi, con il Direttore di Programma Marco Altamura e le dottorande dell’Università di Genova Lisa Martinelli e Giulia Briano.

Scopri di più sullo studio: https://www.federalismi.it/nv14/articolo-documento.cfm?Artid=53446

Indirizzo

Via A. Magliotto, 2
Savona
17100

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