21/04/2025
"Cinque minuti prima di chiudere la bara"
Una storia che vale la pena leggere.
Un giorno, un cavallo venne morso da un serpente e cadde a terra, privo di sensi, nella stalla.
Una gallina lo trovò tremante, con gli occhi rovesciati dalla febbre.
Senza perdere tempo, corse nel bosco, raccolse delle erbe e preparò un infuso curativo.
Era piccola, ma con grande fatica riuscì a trascinare fino alla stalla mezzo guscio di noce di cocco pieno di tisana calda. Era esausta, le piume bagnate di sudore.
Quando il cavallo si riprese, la vide e sbottò con rabbia:
— Va’ via con la tua pietà! Lasciami in pace! So cavarmela da solo!
Con uno scatto della zampa rovesciò la ciotola. Il liquido bollente le schizzò addosso, ma lei non disse una parola.
Si voltò e tornò al pollaio, forzando un sorriso che si ruppe in lacrime appena rimase sola.
Quella notte, mentre piangeva nel suo nido, sentì i gemiti del cavallo, in preda al delirio della febbre.
Nonostante tutto, seguì ciò che le dettava il cuore: prese il suo nido, lo trascinò fino alla stalla e si accoccolò accanto a lui, vegliando sul suo riposo.
Quando il cavallo si svegliò, ancora furioso, gridò:
— Che ci fai qui?! Non voglio la tua compagnia! Non ho bisogno di nessuno! Ti odio! Non capisci?!
E la colpì con un calcio.
La gallina volò lontano, ferita.
Anche stavolta non rispose.
Con il corpo dolorante, trascinò il suo nido fino al pollaio e lì, consumata dalla tristezza, pianse in silenzio.
Il giorno dopo, con le piume sporche e lo sguardo spento, salì lentamente sulla montagna per cercare il saggio.
— Maestro… — mormorò con voce stanca — il cavallo capirà mai l’amore che provo per lui? O morirò senza essere mai stata vista?
Il saggio la guardò negli occhi e rispose con dolce fermezza:
— Lo capirà.
Quando il becchino dirà: "Cinque minuti prima di chiudere la bara."
Quelle parole rimasero impresse nel cuore della gallina.
Tornò al pollaio… ma non era più la stessa.
I calci, i rifiuti, il disprezzo… avevano spezzato qualcosa dentro di lei.
Non cantava più.
Non beccava.
Non sorrideva.
Moriva un po’ ogni giorno.
E non mise mai più piede nella stalla.
Passarono pochi giorni e il cavallo iniziò a notare la sua assenza.
Gli mancavano le sue visite silenziose.
La sua presenza costante.
Il conforto che non aveva mai chiesto, ma che ora sentiva mancare.
Un pensiero iniziò a tormentarlo:
— E se fosse colpa mia?
Mentre il rimorso lo consumava, un colibrì si posò sulla recinzione e gli sussurrò:
— La gallina… è morta.
La stanno portando al cimitero.
Vuoi darle l’ultimo saluto?
Il cavallo si paralizzò.
Un dolore lancinante gli attraversò il petto.
Ogni passo verso il cimitero era accompagnato da una lacrima.
Ma le più amare erano quelle del rimpianto.
Lì, nella bara, giaceva colei che gli era sempre stata accanto.
Colei che lui non aveva mai saputo vedere.
Ora aveva le ali incrociate sul petto, gli occhi chiusi per sempre.
Il becchino annunciò:
— Cinque minuti prima di chiudere la bara.
Quelle parole gli trafissero il cuore.
Cinque minuti per dirle addio.
Cinque minuti per salutare la sua amica, la sua confidente, la creatura che aveva ignorato troppo a lungo.
Allora si gettò sulla bara, piangendo disperato:
— Lei era buona…
Era generosa…
Era la mia amica.
C’è sempre stata per me…
E io… io l’amavo.
Mi mancherà per sempre…
Furono cinque minuti di verità.
Cinque minuti di parole che lei non aveva mai sentito in vita.
Quando l’orologio segnò l’ultimo secondo… il becchino non chiuse la bara.
Il cavallo alzò lo sguardo, confuso.
E poi, all’improvviso, la gallina si sollevò, con un sorriso tenero e le piume impolverate:
— Anch’io ti amo, cavallo…
Tu sei davvero tutto quello che hai appena detto.
Il cavallo sgranò gli occhi, incredulo:
— Cosa?! Non sei morta?!
— No, cavallo…
Volevo solo cinque minuti di riconoscenza.
Il cavallo sbuffò, grattò il terreno con lo zoccolo e brontolò:
— Per questo ti odio!
Ma mentre la bocca pronunciava quelle parole,
il cuore gridava tutt’altro.
E la strinse in un abbraccio.
Un abbraccio lungo, sincero, disperato.
Perché finalmente aveva capito…
quanto aveva perso.
E, per la prima volta, quanto aveva davvero.
Non aspettare che qualcuno dica “cinque minuti prima di chiudere la bara” per riconoscere il valore di chi ti sta accanto.
Se puoi dirlo oggi, dillo.
Se puoi amare, amalo.
Se puoi dimostrarlo, fallo adesso.