Ing. Luca Pozzato

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Certificazione energetica, diagnosi energetica
Catasto
Progettazione civile, sanatorie, ristrutturazioni
Detrazioni fiscali ECOBONUS e SISMABONUS
Sicurezza nei cantieri

Una cosa che molti scoprono solo quando i lavori sono già partiti: se in cantiere lavorano più imprese, non basta che og...
29/08/2026

Una cosa che molti scoprono solo quando i lavori sono già partiti: se in cantiere lavorano più imprese, non basta che ognuna pensi alla propria sicurezza. Serve qualcuno che le coordini.

È il coordinatore per la sicurezza, e ha due vite.

Prima che il cantiere apra c'è il coordinatore in fase di progettazione. Studia i rischi, mette le lavorazioni in un ordine che eviti che si ostacolino in modo pericoloso — perché due squadre che si intralciano sono un problema serio, non un fastidio organizzativo — e scrive il piano di sicurezza.

Quando il cantiere è aperto entra il coordinatore in fase di esecuzione. Va sul posto, verifica che quel piano venga applicato per davvero, aggiorna le misure quando la realtà cambia (e cambia sempre), e se il pericolo è grave può fermare le lavorazioni.

Ho svolto questo ruolo su interventi con poco margine di errore: la demolizione e ricostruzione di un ponte, la riasfaltatura di una strada regionale, con più imprese che lavoravano insieme a fianco del traffico.

Il punto che vorrei passasse: la sicurezza gestita bene non rallenta il cantiere. È quello che gli permette di andare avanti senza fermarsi.

Ne ho scritto per esteso qui:
https://www.ingpozzato.com/2026/07/12/coordinatore-sicurezza-cantiere/

Il coordinatore della sicurezza non è un timbro. Scopri cosa fa davvero CSP e CSE. Contatta lo studio per il tuo cantiere.

Intervenire su un immobile vincolato non è "come" ristrutturare una casa qualunque, solo più lento. È un lavoro diverso,...
11/08/2026

Intervenire su un immobile vincolato non è "come" ristrutturare una casa qualunque, solo più lento. È un lavoro diverso, dove documentazione e autorizzazioni contano quanto il progetto.

Su un bene tutelato ogni intervento passa dal confronto con la Soprintendenza, e questo richiede una rappresentazione dello stato di fatto rigorosa e fedele. È qui che il rilievo laser scanner diventa decisivo: restituisce una nuvola di punti ad alta precisione che documenta l'edificio così com'è — geometrie, deformazioni, dettagli — e diventa la base condivisa su cui progettare interventi reversibili e compatibili.

Come membro della Commissione Beni culturali dell'Ordine degli Ingegneri di Venezia vedo spesso quanto un buon rilievo semplifichi il dialogo con gli enti di tutela: meno interpretazioni, più dati oggettivi, tempi più prevedibili.

Sul patrimonio vincolato la precisione non rallenta il lavoro: lo rende possibile.

Ho approfondito il tema anche sul blog: https://www.ingpozzato.com/2026/07/12/immobili-vincolati-iter-soprintendenza-rilievo-3d/

Gli edifici degli anni '50 sono ovunque, nelle nostre città e nei nostri paesi. Solidi nella struttura, ma nati senza al...
06/08/2026

Gli edifici degli anni '50 sono ovunque, nelle nostre città e nei nostri paesi. Solidi nella struttura, ma nati senza alcun criterio energetico: murature sottili, nessun isolamento, ponti termici diffusi, impianti obsoleti.

Su un condominio di questo tipo a Scorzè ho lavorato proprio su questo salto: dall'edificio "com'era" a un edificio con dispersioni ridotte e comfort ben diverso. Il metodo è quello che applico sempre: prima capire dove si perde energia — involucro, coperture, serramenti, impianti — poi definire un intervento coerente, con una gerarchia di priorità e un occhio al rapporto tra costo, beneficio e detrazioni disponibili.

Il punto che ripeto agli amministratori: su questi fabbricati non serve inseguire la classe energetica perfetta, serve un intervento ben sequenziato. I margini di miglioramento sono enormi proprio perché si parte da molto in basso.

Ho approfondito il tema anche sul blog: https://www.ingpozzato.com/2026/07/12/efficientare-condominio-anni-50-scorze/

"Ponte termico" suona tecnico, ma i suoi effetti li conoscono in molti: l'angolo della stanza sempre più freddo, la macc...
05/08/2026

"Ponte termico" suona tecnico, ma i suoi effetti li conoscono in molti: l'angolo della stanza sempre più freddo, la macchia di muffa che ritorna, la bolletta che non scende quanto dovrebbe.

Un ponte termico è un punto dell'involucro dove il calore trova una via di fuga privilegiata: pilastri, travi, balconi, spallette delle finestre, l'attacco tra parete e solaio. Lì la superficie interna resta più fredda, il vapore condensa e la muffa trova terreno fertile. Non è un problema estetico: è dispersione di energia e, nel tempo, degrado.

La cosa importante è che i ponti termici non si eliminano ridipingendo o passando l'antimuffa. Si correggono con la progettazione dell'isolamento: continuità del cappotto, trattamento dei nodi, cura dei dettagli dove i materiali cambiano.

Se la muffa torna sempre nello stesso angolo, il problema non è la pittura.

Ho approfondito il tema anche sul blog: https://www.ingpozzato.com/2026/07/12/ponte-termico-cosa-e-come-si-corregge/

La termografia mostra ciò che a occhio n**o non si vede: come si disperde il calore attraverso l'involucro di un edifici...
04/08/2026

La termografia mostra ciò che a occhio n**o non si vede: come si disperde il calore attraverso l'involucro di un edificio.

Con la termocamera leggo le differenze di temperatura superficiale e ne ricavo informazioni concrete: dove passano i ponti termici, se il cappotto è stato posato bene o presenta discontinuità, dove ci sono infiltrazioni d'aria, umidità o difetti nascosti nella muratura. È un'indagine non distruttiva: nessun assaggio, nessuna demolizione.

La uso in tre momenti soprattutto. Prima di un intervento, per capire dove l'edificio perde davvero energia. Durante i lavori, per verificare la qualità della posa. Dopo, per documentare il risultato e confrontarlo con lo stato iniziale.

Prima di isolare, conviene sapere dove si disperde il calore.

Ho approfondito il tema anche sul blog: https://www.ingpozzato.com/2026/07/12/termografia-involucro-edilizio-cosa-rivela/

Sulle detrazioni edilizie gira molta confusione. Il quadro 2026, in sintesi.Per ristrutturazione ed ecobonus l'aliquota ...
30/07/2026

Sulle detrazioni edilizie gira molta confusione. Il quadro 2026, in sintesi.

Per ristrutturazione ed ecobonus l'aliquota è del 50% sull'abitazione principale e del 36% sugli altri immobili, con massimale di 96.000 euro per unità e detrazione ripartita in dieci quote annuali. Dal 2027, salvo proroghe, si scende: 36% sulla prima casa e 30% sulle altre; dal 2028 il quadro si allinea verso il 30%.

Cosa significa in pratica: la finestra più conveniente per chi ha in programma un intervento sull'abitazione principale è adesso. Non per fretta, ma perché la stessa spesa oggi vale una detrazione più alta rispetto agli anni successivi previsti.

Attenzione però: la detrazione non è un rimborso immediato, richiede capienza fiscale e va pianificata insieme al progetto, non dopo. Verifica sempre le percentuali vigenti al momento in cui parti: cambiano di frequente.

Ho approfondito il tema anche sul blog: https://www.ingpozzato.com/2026/07/12/detrazioni-edilizie-2026-quadro-aggiornato/

#2026

L'umidità sul muro non è una malattia: è un sintomo. E come per ogni sintomo, curare senza diagnosi è il modo più veloce...
29/07/2026

L'umidità sul muro non è una malattia: è un sintomo. E come per ogni sintomo, curare senza diagnosi è il modo più veloce per spendere male.

Risalita capillare, infiltrazione, condensa e umidità da rottura impiantistica lasciano segni simili — aloni, distacchi, sali — ma hanno cause diverse e soluzioni opposte. Intonacare sopra, deumidificare o rifare la tinta senza aver capito da dove arriva l'acqua significa, quasi sempre, ritrovare il problema dopo pochi mesi.

Nel mio lavoro la diagnosi viene prima dell'intervento: rilievo dei quadri fessurativi e delle efflorescenze, misure di umidità nella muratura, termografia per individuare i percorsi dell'acqua e le zone fredde. Solo a quel punto ha senso scegliere tra barriera chimica, intonaci di risanamento a base calce, drenaggi o interventi impiantistici.

Nel centro storico e in laguna questo è ancora più vero, perché il tipo di muratura condiziona la soluzione.

Ho approfondito il tema anche sul blog: https://www.ingpozzato.com/2026/07/12/umidita-di-risalita-diagnosi-prima-intervento/

Una difformità edilizia si può discutere a parole, oppure si può misurare. Preferisco la seconda.Con il laser scanner ac...
28/07/2026

Una difformità edilizia si può discutere a parole, oppure si può misurare. Preferisco la seconda.

Con il laser scanner acquisisco lo stato di fatto in una nuvola di punti ad alta densità. Sovrapponendola alle tavole dello stato autorizzato, le differenze diventano evidenti e quantificabili: un ambiente spostato, una quota diversa, un volume in più, una sagoma che non coincide. Non è un'impressione: è una misura, con tolleranze note, disponibile poche ore dopo il rilievo.

Questo cambia il modo di gestire una pratica. Nelle verifiche di conformità permette di dire con precisione cosa è difforme e di quanto; nelle sanatorie fornisce la base metrica per gli elaborati; nelle compravendite mette venditore e acquirente davanti a dati oggettivi invece che a interpretazioni.

Misurare invece di stimare riduce il contenzioso e accelera le decisioni.

Ho approfondito il tema anche sul blog: https://www.ingpozzato.com/2026/07/12/difformita-edilizie-laser-scanner-conformita/

L'APE non è "quel foglio che serve per il rogito". È la fotografia energetica dell'immobile, e letta bene dice molto più...
23/07/2026

L'APE non è "quel foglio che serve per il rogito". È la fotografia energetica dell'immobile, e letta bene dice molto più di una lettera dalla A alla G.

Serve per legge quando si vende o si affitta, e va allegato agli annunci immobiliari. Ma il suo valore vero è informativo: indica quanta energia consuma l'edificio, dove si disperde, e quali interventi migliorerebbero la classe. Usato in fase di acquisto, aiuta a stimare i costi di gestione futuri; usato prima di una ristrutturazione, orienta le priorità.

Gli errori che vedo più spesso: APE "di comodo" non aderenti allo stato reale, redatti senza sopralluogo, con dati di involucro e impianto inventati. Un attestato sbagliato non è solo irregolare: espone a contestazioni e toglie all'acquirente un'informazione su cui contava.

Un APE fatto bene parte da un sopralluogo e da dati reali. Non è un adempimento: è uno strumento.

Ho approfondito il tema anche sul blog: https://www.ingpozzato.com/2026/07/12/ape-attestato-prestazione-energetica-cosa-e/

Domanda ricorrente nelle assemblee di condominio: la facciata è ammalorata, ridipingiamo o mettiamo il cappotto?Ridiping...
22/07/2026

Domanda ricorrente nelle assemblee di condominio: la facciata è ammalorata, ridipingiamo o mettiamo il cappotto?

Ridipingere costa poco e si fa in fretta, ma è un intervento estetico: non tocca i consumi e tra qualche anno si ripresenta il problema. Il cappotto termico richiede un investimento iniziale sensibilmente più alto e più organizzazione, ma agisce sulla causa: riduce le dispersioni, abbatte la bolletta, migliora il comfort e taglia il rischio di muffe e ponti termici.

La domanda giusta non è "quanto costa oggi", ma "quanto mi costa in dieci anni". Se il ponteggio va montato comunque, la quota aggiuntiva per passare dalla tinteggiatura all'isolamento è spesso la parte più conveniente dell'intera spesa. E le detrazioni fiscali, unite al risparmio in bolletta, accorciano il tempo di ritorno.

La mia posizione, dati alla mano: quando c'è già l'occasione del ponteggio, isolare è quasi sempre la scelta migliore. Serve però un capitale iniziale maggiore, e va pianificato.

Ho approfondito il tema anche sul blog: https://www.ingpozzato.com/2026/07/12/ridipingere-o-cappotto-termico-condominio/

Indirizzo

Via Castellana 24
Scorzè
30037

Orario di apertura

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Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 18:30
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