27/03/2026
A volte le murature, soprattutto quelle più storiche e vetuste, hanno bisogno di un aiutino.
Fessurazioni, scarsa connessione tra gli elementi, bassa resistenza: sono tutti segnali di un comportamento fragile che, sotto azione sismica, può diventare critico.
👉 Ed è qui che entra in gioco l’intonaco armato.
🔎 Partiamo da quello tradizionale
È il sistema più noto:
• rete elettrosaldata in acciaio
• connettori passanti (i “ferri” che attraversano la muratura)
• malta ad alta resistenza
👉 L’obiettivo è trasformare la parete in un elemento più “collaborante”, capace di resistere meglio alle azioni nel piano e fuori piano.
⚙️ E oggi? Il panorama si è ampliato
Negli ultimi anni si sono sviluppati sistemi alternativi, spesso meno invasivi e più compatibili con le murature esistenti:
• FRP (Fiber Reinforced Polymer)
Fibre (carbonio, vetro, aramide) impregnate con resine → alta resistenza ma comportamento fragile e minore traspirabilità
• FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix)
Reti in fibra + matrice inorganica → più compatibili con la muratura, maggiore traspirabilità
• CRM (Composite Reinforced Mortar)
Sistemi con reti (spesso in GFRP) e connettori → soluzione sempre più diffusa
• FRM (Fiber Reinforced Mortar)
Malta fibrorinforzata senza rete continua → intervento più leggero ma con efficacia diversa
⚠️ Non è solo una scelta tecnologica
La differenza la fa sempre il contesto:
✔ tipo di muratura
✔ stato di conservazione
✔ obiettivo dell’intervento
✔ compatibilità dei materiali
💡 Non esiste il sistema “migliore” in assoluto.
Esiste quello più adatto a quello specifico edificio.
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